Il museo Buonaccorsi di Macerata



Nella città di Macerata sorge il settecentesco Palazzo voluto dalla famiglia Buonaccorsi in seguito al conseguimento del patriziato cittadino nel 1652 e all’investitura a conte di Simone Buonaccorsi nel 170 i da parte di papa Clemente XI. La famiglia Buonaccorsi conosce il suo massimo prestigio fra il cardinalato di Bonaccorso (1616-1678), legato pontificio a Bologna e quello di Simone, nominato commissario per la bonifica pontina nei 1763 da papa Clemente XIII. La costruzione del palazzo è il risultato di complesse vicende edilizie che vedono, a partire dal 1697, l’aggregazione di edifici preesistenti su progetto del romano Giovan Battista Contini.

All’interno, l’ampio atrio pavimentato in legno di quercia, la loggia e i saloni decorati, i soffitti a cassettoni e le pitture di soggetto mitologico dell’appartamento nobile, nel quale si susseguono le sale di Romoio e Remo dell’alcova, di Nettuno, de! trono, del caminetto, delle Virtù, di Amore e Psiche, di Èrcole e la Cappella, offrono allo sguardo dei visitatori preziosi momenti barocchi e rococò, il cui fasto raggiunge l’apice nel Salone dell’Eneide. Proprietà del Comune dal 1967 e sede dell’Accademia di Belle Arti fino al 1997, il palazzo ospita il Museo della Carrozza e la Pinacoteca d’arte antica e moderna. 

Da non perdere è la visita nella Sala dell’Eneide, la cui volta fu affrescata nell’estate del 1710 dal pittore romano Michelangelo Ricciolini con le Nozze mitologiche di Bacco e Arianna alla presenza degli dei dell’Olimpo. Negli stessi anni, vengono commissionati ai maggiori esponenti della stagione artistica dei tempo le tele celebranti le gesta dell’eroe virgiliano. Rifinita in ogni dettaglio, la sala è rivestita di lastre di travertino e pezzi di diaspro; è racchiusa da dodici portelloni finemente decorati con i segni dello zodiaco e da due grandi porte, che contribuiscono a esaltare l’effetto fastoso e seducente dell’ambiente. Tutto il cpmlesso museale merita comunque un’attenta e mirata visita.