Visitare la Val d’Aosta: turismo e cibo da intenditore

Visitare la Val d’Aosta: turismo e cibo da intenditore

La Valle d’Aosta è una delle regioni italiane più visitate nel periodo invernale. Il turismo della stagione più fredda dell’anno è il fiore all’occhiello della regione.
Ma oltre che a sciare e ammirare le bellezze naturali che dominano la Valle, si può gustare tutto il sapore della cucina valdostana.

Le cime della Valle d’Aosta

E’ ancora presto per pensare alle vacanze invernali, ma alcuni posti della montagna italiana sono belli in ogni stagione e tutto l’anno offrono opportunità di relax e svago. Le cime della Valle d’Aosta. In particolare il gruppo del Gran Paradiso, che è parte del parco nazionale d’Italia di vecchia istituzione.

Era infatti il 3 dicembre 1922 quando il re Vittorio Emanuele III ne stipulò il decreto istitutivo: fu l’ultimo atto della battaglia intrapresa, già nel secolo precedente, dai Savoia in difesa dello stambecco (nel 1856 Vittorio Emanuele II aveva proclamato una parte dell’area protetta riserva reale di caccia, salvando di fatto questo animale dal rischio di estinzione), il cui disegno è stato scelto come simbolo del parco.

Le mulattiere e i sentieri tracciati in funzione dell’attività delle guardie reali conducono ancora oggi alla scoperta dei suoi settantamila ettari (divisi tra Valle d’Aosta e Piemonte), che accolgono, oltre agli stambecchi, camosci, marmotte, lepri alpine, volpi, tassi, martore, ermellini e donnole, nonché numerose specie di avifauna tipiche dell’ambiente montano. Un maggior impegno di valorizzazione turistica ha invece interessato l’area del Monte Bianco: Courmayeur – cittadina elegante e dall’aria un po’ snob -può definirsi la ‘capitale’ mondana della Valle d’Aosta, mentre La Thuile offre agli appassionati degli sport invernali il più grande comprensorio sciistico della regione.

E poi c’è Cervinia, meta indiscutibilmente preferita dagli amanti degli sci, modernissimi impianti di risalita conducono a piste numerose (più di 200 km, contando anche il collegamento con Zermatt) e ben preparate, aperte dalla fine di novembre fino alla metà di maggio. Sul ghiacciaio del Plateau Rosa si scia anche nei mesi estivi, con la prestigiosa compagnia di numerose rappresentative nazionali, Breuil-Cervinia non ospita gare della Coppa del Mondo, in compenso però organizza una manifestazione molto seguita: sugli 11 km del Gigantissimo, in programma la prima settimana di maggio, si cimentano atleti professionisti, ma soprattutto tanti sciatori dilettanti.
Tutta la zona offre negli ultimi decenni strutture ricettive ottimamente attrezzate con servizi di qualità che non sono riservati solo agli sciatori, ma a tutti coloro, comprese le famiglie, che hanno voglia di momenti di relax e di sentirsi a contatto con la natura incontaminata.
Altre località degne di essere visitate sono Champoluc e Verres, cittadine che hanno saputo coniugare la tradizione dell’ospitalità nelle casette del Sei-Settecento, con la modernità di oggi, investendo anche nel commercio dei prodotti locali, artigianali e gastronomici, vero fiore all’occhiello della Valle d’Aosta.

Escursioni in Valle d’Aosta

Per gli amanti della montagna in tutte le stagioni esistono possibilità di svago, divertimento e relax. Tra le attività c’è sicuramente il trekking nature, le lunghe e stimolanti passeggiate a piedi. Alla fine delle quali si può vivere una bella esperienza in rifugio!

Trekking in montagna

Trekking in montagna – foto di X-Skeeze

I rifugi di montagna si tende spesso a considerarli come luoghi inaccessibili, meta elitaria dei soli camminatori capaci di fatiche indicibili. Non è così. Per nostra fortuna, il territorio italiano offre a chiunque la possibilità di raggiungere un vero rifugio, anche a chi si accosta al cammino per la prima volta.

Tutti possono vivere da protagonisti un’avventura che, spesso, rimane scolpita nel cuore dei partecipanti. L’avvicinamento, il cenare insieme con il panorama sulle montagne, l’emozione dell’imbrunire, gli animali che, con l’oscurità, fanno capolino, una luna piena che illumina la neve, il tepore del primo sole mattutino… tutto ciò costituisce l’esperienza in rifugio.

Per tutti è un’occasione per sperimentare un nuovo rapporto con l’ambiente e la natura che ci circonda, spesso poco conosciuta e rispettata.
Uno dei percorsi più interessanti è quello che si può fare in Valle d’Aosta, nella Val Ferrei con la spettacolare visione delle creste, delle cime, dei ghiacciai e delle guglie che costituiscono il gruppo del Monte Bianco.

L’itinerario che tanti escursionisti consigliano potrebbe essere il seguente: La Vachey, Vallone di Malatrà, Rifugio Bonatti, bivio quota, Col Sapin (o salita al Rifugio Bertone), Coumrayeur.
Periodo consigliato per tale tipo di percorso: maggio, giugno e settembre.

Il gioco della Rouotta

A Lillianes, il 26 dicembre, si svolge il tradizionale gioco della Rouotta, gioco campestre di bocce tra paesani. E’ un gioco antico, che si svolge a Lillianes una sola volta l’anno, il giorno dopo Natale, anche in condizioni climatiche avverse, con terreno gelato, fangoso o innevato. E’ un gioco con le bocce, nel quale il primo giocatore lancia la boccia al grido “cochon en avant”, indicando con “cochon” il boccino, indicando il nome del giocatore successivo: “Tizio apreu mé”.

Bocce in mano a giocatore

Bocce in mano a giocatore– foto di Kubeik2

Il chiamato deve fare quello che ha fatto il primo, chiama il giocatore successivo e così fino all’ultimo, il quale, lanciando la sua boccia, lancia il grido: “ramassa”. La posta in palio è la caratteristica cena “a punti” il cui prezzo è proporzionato al numero di penalità accumulate nell’esecuzione del gioco e nell’applicazione di alcune regole fisse.

Il paese è attraversato dal torrente Lys e un suggestivo ponte in pietra, l’unico a quattro arcate in Valle d’Aosta, costruito nel 1733, permette di collegare i due versanti. Il paese è immerso in folti ed estesi castagneti, il patrimonio di questa generosa coltura caratterizza il territorio con un’ottima produzione di castagne, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.

Folclore della Valle d’Aosta

La Valle d’Aosta, regione del Nord Italia, nasconde tante tradizioni interessanti. Per esempio un culto della Valle è dedicato a San Grato, che fu Vescovo di Aosta ai tempi di Carlo Magno. Tempo fa si svolgeva una solenne processione che, percorrendo a piedi 50 km da Donnaz ad Aosta, raggiungeva la Cattedrale di questa città per venerare le reliquie di San Grato e per chiedergli di far piovere sulle campagne. Inoltre al Santo chiedevano la distruzione degli animali nocivi ai raccolti.

Altri Santi sono invocati dai valligiani per particolari protezioni: San Martino per tener lontani gli spiriti maligni, San Rocco contro il pericolo di contagio di alcune malattie e Sant’Antonio per la protezione degli animali. Una processione molto bella che si compie tutt’oggi è quella dal paese di Fontainemore per raggiungere, in dodici ore, il Santuario di Oropa, nel Biellese. Si fa ogni quattro anni. Fontainemore conserva miti, leggende, costumi ed usanze.

Per esempio, alla vigila di ogni festa religiosa si usa accendere sui poggi in vista, degli immensi falò. Oppure nel giorno di San Giovanni si fanno benedire le erbe che preservano dei mali. Usano poi lasciare sul focolare, nella notte dell’uno e del due novembre, legna ed acqua per le anime del Purgatorio, oltre ad una tavola bandita. Inoltre usano chiedere al cuculo, quando canta, quanti anni rimangono da vivere contando i gridi del cuculo stesso.

Un’altra usanza curiosa di questa zona è quella che si ripete tutti gli anni tra il 5 ed il 6 gennaio. Su strisce di carta separate si scrivono i nomi di tutte le persone non ancora sposate del paese. Si mettono poi le strisce in due urne; una con i nomi degli uomini e l’altra con i nomi delle donne. Quindi si fa estrarre, un biglietto per urna, da un bambino con gli occhi bendati. Le due strisce vengono incollate insieme, formando così una coppia.

Alta Valle del Lys - Valle d'Aosta

Alta Valle del Lys – Valle d’Aosta – foto di Franco56 (CC BY-SA 3.0)

Il giorno dopo tutte le strisce vengono sparse per la Piazza della Chiesa. Ma poi se si sposano veramente non si sa. Sempre nella Valle di Gressoney c’è, infine, questa simpatica usanza: il giorno di Capodanno i ragazzi si uniscono in gruppi e vanno ad augurare il buon anno a tutte le famiglie del paese. C’è però uno scopo speciale dietro a questa gentilezza. Ad ogni bambino e ragazzo che lo fa, infatti, viene offerta una strenna.

Anche nel campo degli sport e dei giochi, il folclore valdostano conserva delle interessanti usanze. A La Salle, per esempio, nel giorno della Festa Patronale del 13 agosto, si danza il tradizionale ballo detto la Badoche. E due giochi ancora oggi molto popolari nell’alta e nella media Valle sono i “fiollet” e lo “tsam”, che impegnano con bastoni e palline di legno i muscoli e la mira dei giovani.

Le guide valdostane

“Magnifica vittoria dell’alpinismo italiano: un arduo picco in Patagonia scalato dalle guide valdostane”. Con questo titolo a grandi caratteri, tempo fa un giornale di Milano annunciava la conquista della vertiginosa Torre Nord del Paine, nella Terra del Fuoco. Ai tempi era una notizia sensazionale. Quanto al fatto però che l’impresa fosse stata compiuta da guide valdostane, bisogna dire che nessuno si stupì di apprenderlo.

E chi altro avrebbe potuto portare a termine una scalata ai tempi così difficile? Ormai è quasi normale quotidianità, ma all’epoca era una notizia straordinaria. Narra un’antica cronaca che nel gennaio del 1129 un gruppo di pellegrini borgognoni venne bloccato da una furiosa tormenta di neve, mentre stava andando verso il Passo del Gran San Bernardo. Erano sicuri di non poter procedere, i pellegrini stavano tornando in dietro.

Le guide alpine austriache Anselm Klotz (a sinistra) e Josef Frey (a destra), in una foto del XIX secolo.

Le guide alpine austriache Anselm Klotz (a sinistra) e Josef Frey (a destra), in una foto del XIX secolo – foto di “Lechtaler Impressionen” (Pubblico dominio)

Ma a quel punto dei giovani valdostani si offrirono di accompagnarlo al di là del Passo. Così il viaggio fu portato a termine senza grossi problemi. Quei giovani erano valligiani che facevano parte dei “marrons” il cui mestiere era quello di guidare i viaggiatori nei passi più difficile. Con il berretto di pelo, guantoni di lana, scarpe chiodate e lunghi bastoni con punta di ferro. I “marrons” valdostani furono le prime guide delle nostre Alpi.

Allora la parola alpinismo non esisteva ancora e se qualcuno avesse scalato una roccia o altro, sarebbe stato considerato un pazzo. Solo all’inizio del 1900 la montagna iniziò ad appassionare qualcuno come stranieri, scienziati e pittori. Il primo valdostano che si rese conto dei vantaggi che avrebbe portato il turismo alla Valle fu Giorgio Carrel che iniziò ad organizzare escursioni. Raggiunsero così la vetta del Monte Emilius alto 3559 metri,

Così nacque l’alpinismo e le prime guide. Era finito il tempo dei marrons perché non bastava più conoscere i passi. Bisognava saper manovrare corde e chiodi, pareti di roccia a strapiombo, scalinare ghiacciai, strisciare carponi su creste e rupi ecc…. le guide di Courmayeur furono le prime a raggrupparsi in una Compagnia di Guide. Conquistarono il Monte Bianco scrivendone ai fianchi le loro poderose imprese.

Un altro gruppo di guide celebri fu quello della Valtournanche che scalarono la piramide del Cervino. Ricordiamo inoltre i Pellissier, i Carrel, i Maquignaz, i Bich, i Rey, i Petigax, i Croux ecc… le guide valdostane hanno un aspetto rude, fiero, quasi sdegnoso. Ma in realtà sono educati e soprattutto ben preparati.

Il lago delle streghe

Il lago di Bringuez, in Val d’Aosta, è uno scenario molto suggestivo per attraverso un’escursione abbastanza facile, condita da due elementi non trascurabili: la vicinanza al luogo di produzione chi ama il trekking. Oltre alla natura incantevole chi vista questo lago potrà vedere con i propri occhi i luoghi di una leggenda popolare che narra che qui abitino streghe dai lunghi capelli; le streghe sono la causa di nubi e grandine. Sempre la leggenda racconta che nei chicchi di grandine si trovino spesso fili di capelli magici di queste streghe che , sempre leggenda dice, hanno addestrato un maiale che segnala il cammino della tempesta sui campi coltivati.
Certamente la leggenda pittoresca spiega con fantasia il tempo capriccioso del lago, dove le correnti meridionali calde e umide condensano formando nuvole, pioggia e grandine.

Per raggiungere il lago queste sono le indicazioni:                                                                                 Tempo di percorrenza: 100 – 150 minuti.                                                                                   Parcheggiate ad Estoul; prendete la strada indicata dai piccoli cartelli di legno del rifugio Arp. Dopo una parte su sterrato, il sentiero permettere di accorciare il percorso con una salita che si congiunge di nuovo con la sterrata. imboccate questa strada sterrata; raggiungerete un bivio che lascia il sentiero 5 e si inizia a scendere verso il torrente Messuère. Ad un secondo bivio B4 si procede a destra dopo il ponte.

Arrivati al bivio B4a si rimane sulla sterrata e si raggiunge l’Alpe di Chiapa. Dietro l’alpeggio inizia il sentiero che porta al lago e alla diramazione per la Punta Guà

Valle D’Aosta in cucina

Nella regione più piccola d’Italia, infatti, non mancano le zuppe, vero toccasana per gli alpinisti infreddoliti che vengono fin qui per affrontare le cime più alte delle Alpi. Famosissima la “valdostana”, a base di brodo di carne, cavoli e fontina, insaporita da fettine di pane che rappresentano una costante insieme al burro.

La Carbonade e il lardo di Arnad

Altra presenza obbligata, in una cena ad alta quota all’ombra del Monte Bianco, è la carbonade, pietanza simbolo della regione, a base di carne rosolata con vino rosso. Orgoglio delle tavole locali è, infine, il lardo di Arnad, ricavato dalla spalla di suini che si nutrono anche di castagne, dal sapore e aroma del tutto particolari.

Gnocchi di patate con rucola e Lard d'Arnad

Gnocchi di patate con rucola e Lard d’Arnad – foto di Fabio Ingrosso from Italy (CC BY 2.0)

Questo prodotto è così importante nell’economia locale da meritarsi un’apposita sagra, che si tiene tutti gli anni l’ultima domenica di agosto proprio nel piccolo centro montano. Possiamo star certi che l’apporto calorico garantito da questo prodotto DOP ci consentirà di sfidare il gelo esterno al termine della cena, quando non si potrà fare a meno di stare con il naso all’insù ad ammirare lo spettacolo del cielo che si innamora delle cime delle montagne al chiaro di luna.

Fëta di Trifolle, patate in Valle d’ Aosta

Fëta di Trifolle

Verso la fine di Agosto  ad Allein si tiene la famosa e gustosa   Fëta di Trifolle, ovvero la Festa delle patate. Questo appuntamento conclude il fitto calendario della stagione estiva di Allein.

La caratteristica sagra gastronomica a base di patate, darà modo ai convenuti di gustare una prelibata specialità locale la Sorsa di Allein: un primo piatto, che ovviamente, oltre alle patate, viene cucinato con brodo, fagioli, fagiolini, carote, pere, mele e pane nero.

Sono decine le sagre e le feste che ogni estate vengono organizzate nei paesi della Valle d’ Aosta e che si distinguono le une dalle altre per le specialita’ eno-gastronomiche proposte, questa di Allein è sicuramente una delle piu’ sfiziose e, quindi, da non perdere.

Gli eventi e le sagre

Sul territorio oltre ad attività strettamente legate alla natura, non mancano sagre e eventi paesani legati ad antiche tradizioni da sempre esistite. Eccone alcune…

Fiera di Sant’Orso

Come ogni anno torna ad Aosta,si rinnova l’edizione della storica Fiera di Sant’Orso, uno degli avvenimenti di maggiore importanza della regione: vastissima esposizione di artigianato e arte montanara alpina e vitalissima testimonianza di un rituale antico che si rinnova ogni anno e attira folle di visitatori.

E’ proprio l’occasione giusta per visitare la città, ricca di vestigia del passato romano e medievale. Per la Fiera arrivano qui espositori e visitatori da tutta la Valle, dalle regioni vicine, dalla Savoia e dalla Svizzera Romanda. L’origine è antichissima: affonda le sue radici nelle lontane festività celtiche e si lega alla figura di Ursus, monaco d’origine irlandese vissuto nel VI secolo, patrono degli artigiani della Valle. Si racconta che aiutasse i poveri donando loro zoccoli, abiti e attrezzi agricoli.

Fiera di Sant'OrsoE’ la fiera artigianale delle sculture e degli intagli su legno, degli oggetti in pietra ollare, in ferro battuto, in vimini, in cuoio, dei pizzi e dei tessuti in lana, dei famosi merletti di Cogne, degli attrezzi agricoli, dei mobili, degli utensili per la casa. Ma soprattutto è il luogo dove trovare gli oggetti-simbolo della regione: la coppa dell’amicizia, che si usa per bere il cosiddetto caffè alla valdostana, a turno tra amici e la grolla, calice emblema dell’unità culturale delle genti valdostane, la cui storia sembra riferirsi addirittura al sacro Graal. Naturalmente l’occasione è giusta anche per acquistare i prodotti gastronomici tipici della regione: fontina, mocetta di camoscio, lardo di Arnad, genepì, i vini Morgex e Donnaz.

La fiera si sviluppa nel cuore del centro storico, tra Porta Praetoria, via di Sant’Elmo e piazza Chanoux, dove è allestito l’Atelier des métiers, sotto i cui tendoni gli artigiani espongono le loro opere. La statua di Sant’Orso aprirà la solenne processione lungo le strade del centro cittadino. La notte del 30 gennaio si svolge la tradizionale veillà, veglia durante la quale si suona, si balla e si degustano i prodotti locali. Con la fiera arrivano infatti numerose orchestre di musicisti nazionali e internazionali di musiche alpine.

Chapa Chapala (caccia alla masca)

Chapa ChapalaChapalo-Chapalo una pacifica caccia alla masca per esorcizzare i cattivi pensieri, aspettando l’anno nuovo. Per terminare bene l’anno una volta si faceva un falò per bruciare i dispiaceri che avevano caratterizzato l’anno vecchio. Così si fà ad Ostana dove tutti gli anni si dà la caccia alle “masche” che ancora infestano il paese. Alcune si presentano con un viso grazioso (ma attenzione ai tranelli) altre paiono meno accattivanti; alcune decisamente scostanti che ne combinano di tutti i colori.
L’impostazione ricorda quella di una “caccia al tesoro” che si evolve (percorsi obbligatoriamente a piedi) per le frazioni del paese procedendo per indovinelli, ricerca di oggetti ed altro, attraversando momenti magici, emozionanti scoperte di paesaggi che ricordano vecchie storie e atmosfere di una volta. La manifestazione è organizzata e vissuta da tutta la comunità di Ostana e vuole essere un momento di divertimento e di socializzazione. Premi alle prime squadre classificate (squadre composte da sei persone di cui almeno due di sesso femminile) e ricordi per tutti.
Per l’occasione è vietata la partecipazione a persone tristi e prive di fantasia incapaci di stare agli scherzi. Alla sera, dopo la cena , per chi vuole, balli occitani con i gruppi: chare moulâ, lou bram, aire d’ostana. Chi non si iscrive alla “caccia” può liberamente assistervi e fare tifo per le varie squadre.

Quart Formage Festival

Nel castello di Quart, ogni anno si svolge il Quart Formage Festival. Una manifestazione enogastronomica che propone un vero viaggio nei sapori valdostani, un percorso di degustazione dei formaggi della Valle d’Aosta e del panorama internazionale e dei vini che saranno opportunamente abbinati. Un evento adatto ai palati sopraffini! La serata sarà allietata dall’esibizione di gruppi musicali. Saranno presenti, oltre agli espositori regionali, anche espositori provenienti dal resto della penisola, dalla Francia e dalla Svizzera. Tutto questo si svolgerà nella splendida cornice offerta dal castello, di origine medievale, di Quart.

Quart Formage Festival 2010L’evento si presenta come un’ottima occasione per visitare il delizioso e antico centro di Quart. Il nome di questa cittadina è di origine romana e sembra derivi dalla distanza di quattro miglia che la separano dal capoluogo della regione, Aosta appunto. Ma il nome probabilmente le è stato dato da quello della famiglia che lo possedeva, la famiglia dei Quart, in seguito tale possedimento passò ai Savoia. Il comune è costituito da una serie di villaggi, tra questi particolarmente noto quello di Alpe Fontin, infatti dà il nome al celebre formaggio Fontina. Altra frazione è Villar dove si trova un importante monastero, il Monastero Mater Misericordiae che custodisce un enorme crocifisso ricavato dalla lavorazione di un robusto tronco di tiglio.

I mille volti della Valle D’Aosta si possono scoprire solo vivendo e gustando questa meravigliosa regione!