Il santuario di San Gabriele a Teramo

Sarà perchè la sua festa, secondo il calendario della Chiesa, è esattamente tra un mese, il 27 febbraio, oppure perchè è davvero uno dei santi più amati e giovanili, ma san Gabriele dell’Addolorata continua ad essere molto venerato e non solo dalla gente d’Abruzzo. Una meta di continui pellegrinaggi per tutto l’anno è il suo Santuario, che è come una perla incastonata nella stupenda cornice del Gran Sasso teramano. Ecco in breve la sua storia.
Quando in uno dei suoi viaggi in Abruzzo san Francesco d’Assisi, nel 1215, raggiunse la collina del Gran Sasso trovò un’edicola dedicata all’Annunziata; in vicinanza, nel 1216 fu iniziata la costruzione di un convento e di una chiesa più grande, dedicata poi all’Immacolata.

Restaurata nel 1590, l’antica chiesa fu ingrandita nel 1908 dai Passionisti, subentrati ai Francescani nel 1847; fu poi abbellita di cupola nel 1920 e nel 1929 si arricchì dell’elegante facciata. Sulla navata destra si apre la Cappella di San Gabriele, inaugurata nel 1920; risulta assai pregevole per la finezza dello stile gotico inglese.

Sotto l’altare della cappella, nel 1920, è stata collocata l’Urna in bronzo dorato, contenente le spoglie di san Gabriele racchiuse in una statua metallica.
A ridosso della colonna destra del transetto, un piccolo recinto protegge la Tomba di san Gabriele, sulla quale dal 1892 continuano ad accadere strepitosi prodigi.

Importanti e belli sono gli affreschi restaurati del catino (Gloria di san Gabriele) e dell’Abside sono di Ugo Scaramucci (1921); la Immacolata dell’altare maggiore è copia dello Scaramucci sull’originale del Gagliardi.

Stupendo è anche l’ Organo Settecentesco. Si tratta di un organo a canne, risalente alla fine del Settecento, opera raffinata della ditta Agati-Tronci, che arrivò al
Santuario nel 1908, proveniente dalla cattedrale di Pistoia.
Ovviamente a tutto questo fa da cornice la stupenda vista del Gran Sasso che rende il posto davvero paradisiaco.