La cucina lombarda, gastronomia tutta italiana: si mangia tanto e bene

La cucina lombarda, gastronomia tutta italiana: si mangia tanto e bene


La Lombardia è terra di vette candide e di nevi perenni, nonchè di fiumi e laghi, torrenti tumultuosi e limpidi, valli rigogliose e un’immensa pianura fertilissima. Tutto questo ha fatto di questa regione italiana una culla della gastronomia nostrana.

Panorama lago di Garda, Sirmione

Panorama lago di Garda, Sirmione – foto di Maria michelle

Le influenze culinarie di diversi popoli

Grazie alla posizione geografica e alla ricchezza delle sue risorse questa regione che si colloca geograficamente ai piedi delle Alpi è stata per secoli meta e crocevia di popoli differenti. Una storia movimentata da conquiste e dominazioni che si sono succedute nei secoli e che hanno lasciato in eredità una delle cucine più fantasiose d’Italia, legata ai prodotti locali e alla lunga tradizione agricola.

Il latte e i suoi derivati, il riso, il mais, le carni: tutti ingredienti cari alla cucina lombarda declinati secondo ricette che mostrano chiaramente gli influssi di popoli lontani, dai celti ai romani, passando per i francesi, gli spagnoli e, ultimi in ordine di tempo, gli austriaci.
Per esempio le saporite polpette che i milanesi chiamano mondeghili prendono il nome dall’equivalente piatto catalano, le mandonguilles. Per non parlare della cotoletta, la classica lombata di vitello con l’osso, impanata e fritta nel burro, diffusa anche in Austria.
Fra i simboli della cucina lombarda la polenta, piatto invernale per definizione e della tradizione contadina in particolare, che in aggiunta ai pregiati formaggi delle valli alpine e al burro, oppure ai funghi, è da sempre protagonista sulle tavole del Comasco, del Bergamasco e della Valtellina.

 

Specilalità lombarde

In Italia per fortuna la maggior parte dei prodotti che arriva sulle nostre tavole , è buona e controllata sin dall’origine, sia che siano di produzione artigianale, che di produzione industriale. Ma la regione che detiene il primato per il maggior numero di piatti e di preparazioni culinarie in genere è la Lombardia. Eccone un “assaggio”.

I risotti hanno grande rinomanza, da quello giallo milanese (il classico risotto allo zafferano) a quello comasco con i filetti di pesce persico. Tra i primi piatti, spiccano gli agnolini mantovani, i casonsei bergamaschi, i tortelli di zucca.

I piatti di carne contemplano bolliti sontuosi, la classica cotoletta alla milanese, la cassoeula, stufati e stracotti profumati. I formaggi sono i più nobili d’Italia e i vini hanno una tradizione antica. Da ricordare anche i fantasiosi ravioli mantovani ripieni di amaretti e zucca. Di Cremona è nota soprattutto la mostarda, salsa fatta con pezzi di frutta candita. Bergamo è la patria della polenta taragna, fatta di una miscela di mais e grano saraceno e mescolata a lungo con un bastone, il “tarello” appunto, dal quale ha poi preso il nome.

Pizzoccheri

Pizzoccheri– foto di Popo le Chien (CC0)

Brescia rimane legata al vicino Lago di Garda. Sulle tavole della “Leonessa d’Italia” si potranno quindi gustare le specialità d’acqua dolce, in particolare il pesce fritto accompagnato dalla polenta. A Pavia abbondano nel menù il riso, le rane e la zuppa con uova e crostini, denominata appunto zuppa pavese.Della Valtellina – nota per la bresaola – ricordiamo i famosi pizzòccheri.

E poi la Busecca alla milanese: così i milanesi chiamano la trippa, che viene cotta con cipolle, fagioli, sedano, carote, pomodori, un po’ di noce moscata. Figatei: un piatto particolarmente lavorato con fegato di maiale.Risotto alla pitocca: “pitocca” in questo caso vuol dire ricca. È un risotto contenente pezzi di carne di pollo. Rostisciada: rognone, fegato, cuore e polmone di manzo tagliati a pezzi e fritti con burro assieme alla cipolla affettata.

 

Inoltre la Lombardia, essendo terra di montagne e pianura, ha dei luoghi ideali per l’allevamento di bovini e maiali, che forniscono la materia prima per salumi e insaccati diventati il simbolo della tradizione culinaria italiana: la bresaola, la luganega (una salsiccia di origine lucana) e il salame tipo Milano, la cui origine risale all’epoca degli Sforza. Come del resto il “pan di Toni”, il famoso panettone, il dolce creato, secondo la tradizione, dalla fantasia e dallo spirito d’iniziativa tipicamente lombardo di un povero sguattero della corte di Ludovico il Moro.

E tanto altro ancora. Non c’è dunque davvero che l’imbarazzo della scelta e soprattutto non c’è tempo da perdere per chi ama mangiar sano e bene; direzione obbliagatoria: Lombardia!