I presepi più antichi del Salento

I presepi del Salento sono tanti e alcuni dei quali rappresentano la storia stessa del presepe in Italia, tanto sono antichi e di riconosciuto valore artistico.
Il più antico e non solo del Salento, ma dell’intera Puglia, sembra essere quello che si trova nella chiesa di S. Caterina d’Alessandria a Galatina, nella navata sinistra. Risale al 1500, è in pietra policroma, opera dello scultore Nuzzo Barba. Dello stesso periodo è quello che si può ammirare a Gallìpolì nella chiesa di S. Francesco, nella terza cappella della navata destra.

In pietra leccese dipinta, è stato attribuito dapprima a Stefano da Putignano, studi più recenti
attribuiscono la paternità ad Aurelio Persie, artista lucano, in collaborazione con lo scultore Sannazzaro d’Alessano.
Esempio di contaminazione tra il presepe napoletano e pugliese e salentino è quello che si trova nella chiesa del Crocefisso (ma conosciuta come “te San Pasquale) a Parabita.

Permangono i caratteri napoletani visibili nella grotta posizionata a lato e
non al centro come nei presepi pugliesi, i pupi alti e il fondale con le linee del Vesuvio. I pastori sono di cartapesta, le dimensioni dei principali protagonisti della Natività, Madonna, S. Giuseppe e Bambino, sono più grandi di quelle dei pastori, la grotta è scavata nella pietra leccese.

Quello di Parabita, ‘quindi, si può definire il primo presepe “misto”. Questo presepe è conosciuto come il presepe dei monaci Alcantarini che hanno avuto in custodia la chiesetta e l’annesso convento fino alla fine dell’Ottocento. I presepi nel Salento sono visitabili fino al 6 gennaio, ma molti, come quello di Gallipoli, sono praticamente visibili tutto l’anno, perchè custoditi dietro altari o nelle nicchie delle chiese.