Cosa fare a Natale a Napoli

Cosa fare a Natale a Napoli


Il Presepe di Napoli

Il presepe di Napoli è indubbiamente il più conosciuto al mondo. Ogni anno nuovi personaggi vengono raffigurati con le classiche statuine.

L’appuntamento per visitare le bancarelle del Natale napoletano è in via San Gregorio Armeno, la tradizionale strada dove ci sono gli abili artigiani capaci di stupire con la loro arte.

Nel 2011, il personaggio di maggior risalto che venne riprodotto in statuetta da presepe fu : Fiorello. Il Fiorello dei record d’ascolto esordì così tra i vip trasformati in ‘pastori del presepe’. Lo show-man in versione terracotta venne realizzato da Genny Di Virgilio. Fiorello, che sugli scaffali prese posto tra attori, sportivi e politici protagonisti dei fatti del 2011, indossava la giacca di scena con i lustrini come quella indossata per il suo show su Raiuno. Un posto speciale nella bottega del maestro Marco Ferrigno,

Nel periodo natalizio per chi visita il capoluogo partenopeo è d’obbligo una tappa a San Gregorio Armeno: la via congiunge perpendicolarmente due decumani, il Maggiore e l’Inferiore.

Il presepe, assieme agli zampognari e alla tombola, è il simbolo stesso del Natale partenopeo. E ancora, sempre a San Gregorio Armeno, concerti, canti gospel e cori americani, mercatini natalizi, spettacoli di animazione, giochi di acqua, monumenti vestiti di luce e il grande concerto di capodanno in Piazza Plebiscito con artisti internazionali: queste sono solo alcune delle anticipazioni che i napoletani e i turisti possono ogni anno ammirare.

In questa via si respira l’aria festosa del Natale praticamente tutto l’anno; infatti le botteghe sono sempre aperte e i gentilissimi artigiani accolgono volentieri i turisti che si fermano ad ammirare i loro manufatti.

La tombola vivente

La tombola rimane il classico tra i giochi del periodo natalizio.

Negli anni passati, a Napoli, dal 20 dicembre al 6 gennaio, il cortile del Maschio Angioino ospitava una grande tombola.

Normalissime cartelle ma animate da figure in carne ed ossa che si collocavano a seconda del significato del numero. Niente ceci e fagioli, dunque, sulle caselle.Tombola a Napoli

Realizzatore di questa tombola vivente – dal cartellone di circa 8 metri – erano alcuni esperti artigiani. Per Tiziana Aiello, presidente dell’Associazione Eughea nel 2008, «l’evento nasce soprattutto con lo scopo di difendere e diffondere il valore dell’arte che scorre attraverso le tecniche di lavorazione di artigiani esperti in ciascuno dei settori rappresentati in mostra».

Nell’ edizione 2008 in totale, il cast del gioco era composto da 4 artisti e 90 figuranti. Il costo di ciascuna cartella – 10 euro – venne devoluto poi in beneficenza.
Tanti premi anche ai veri e propri vincitori. Per loro, opere realizzate a mano dagli artigiani aderenti all’Associazione Eughea.

Alla tombola, inoltre, era associata anche una mostra ad ingresso gratuito: fotografie e pannelli illustrativi a raccontare la storia delle tombola napoletana.

Il capitone fritto, se no che Natale è…

Alla vigilia di Natale in tutta Italia le tavole si imbandiscono a festa e le pietanze ritornano ad essere quelle della tradizione. Come a Napoli, dove il Capitone fritto è un piatto indiscutibilmente legato alla Notte delle notti.

buttalapasta.it

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Il capitone fritto è un piatto d’obbligo la Vigilia di Natale in Campania e in molte zone del Sud. La sua preparazione non presenta grandi difficoltà, se non nel momento iniziale: il povero animale, infatti, deve essere comprato vivo e poi “giustiziato” con un colpo deciso.

Fate attenzione perciò: il capitone non ama stare fermo e resiste a lungo fuori dall’acqua; basta un attimo di distrazione per ritrovarselo in giro per casa e dover cominciare una vera e propria caccia. Un ultimo consiglio: acquistatelo la mattina del 23 dicembre, la scelta sarà più ampia.
Ecco in breve la ricetta per far fritto…il capitone!

Pulite e lavate con cura il capitone, svisceratelo e sciacquatelo. Dopo aver asciugato il pesce, infarinatelo e friggetelo in abbondante olio a fuoco moderato. Quando sarà dorato mettetelo ad asciugare su carta assorbente e servitelo caldo con grosse fette di limone.
La caccia al capitone può dirsi conclusa, ma il cenone sicuramente no…

Napoli quindi ha ancora tanto fascino,tanta suggestione, tante tradizioni e storia, nonostante le difficoltà sociali ed economiche che pervadono la città ormai da qualche decennio, ma il vero dono dei napoletani è il sorriso, unica vera panacea di tutti i mali.

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