Visitare Pompei e le città vicine: un itinerario nella Riviera Partenopea e nel Parco del Vesuvio

Visitare Pompei e le città vicine: un itinerario nella Riviera Partenopea e nel Parco del Vesuvio


La Campania non è solo Napoli, anzi è tutta ricca di paesi e paesaggi unici al mondo e che attraggono ogni anno milioni di visitatori. In particolare la riviera partenopea è suggestiva e ricca di storia e cultura.

Sono pochi gli angoli della terra che racchiudono tante bellezze naturali e testimonianze di civiltà sovrapposte quante ne raggruppa la riviera Partenopea.

Torre Annunziata, Torre del Greco e Paestum

Iniziamo il viaggio da Torre Annunziata considerata  l’erede dell’antica Oplonti. Qui tra le imponenti ville decorate con antichi mosaici, è possibile visitare la dimora di Poppea moglie dell’imperatore Nerone.

Questa si componeva di oltre novanta ambienti, con giardini, terme e una piscina di circa 60 metri di lunghezza.

Lungo la strada costiera, è possibile proseguire l’itinerario, giungendo a Torre del Greco. Questa cittadina è conosciuta soprattutto per la lavorazione del corallo, dell’avorio e della madre perla. Infatti nell’ Istituto Statale d’Arte la scuola di oreficeria e della lavorazione del corallo ospita un’ esposizione di pezzi finemente lavorati in corallo, avorio, madreperla, lava, corniola, conchiglie.

Reale osservatorio Vesuviano: ingresso

Reale osservatorio Vesuviano: ingresso – foto Di Carlomorino ( CC BY-SA 4.0)

Il meraviglioso panorama dovuto al suo affaccio sul Golfo di Napoli,celebra l’unicità di questa cittadina assieme alla chiesa ottocentesca di Santa Croce, in stile neoclassico, edificata sul luogo di una chiesa precedente distrutta da un’eruzione. Torre del Greco è il punto ideale per salire all’Osservatorio Vesuviano e da qui, con la seggiovia al cratere del Vesuvio.

Paestum, Tempio di Athena o di Cerere

Paestum, Tempio di Athena o di Cerere – foto di Berthold Werner (CC BY-SA 3.0)

Percorrendo una piacevole strada litoranea, da Salerno è facilmente raggiungibile Paestum, altro sito archeologico interessante.

Fu fondata nel VI secolo a.C. dai Greci di Sibari nella piana del Sele con il nome di Poseidonia. Gli scavi archeologici effettuati hanno messo in luce templi, risalenti all’età greca e tuttora visibili in gran parte della loro struttura.Particolare esempio è la basilica, che identifica uno dei due templi situati nell’area sacra dedicata a Hera.

Costruito circa un secolo più tardi, il cosiddetto tempio di Nettuno, dedicato a Zeus, o forse a Hera, è armonioso e possente con le forme dei templi dorici classici.

La seconda area sacra di Paestum è costituita dal tempio di Cerere, risalente anch’esso al VI secolo a.C. Simile alla basilica, conta 6 colonne doriche sulla facciata e 13 sui lati lunghi.

Di particolare importanza è il Museo Archeologico Nazionale ricco in quantità e qualità di reperti rinvenuti durante gli scavi.

Pozzuoli

Altra cittadina caratteristica dell’area partenopea è Pozzuoli nel cuore dei Campi Flegri, un’area vulcanica di eccezionale interesse. Sita su un promontorio, fu fondata dai Greci nel 530 a.C., quando un gruppo di esuli dall’isola di Samo diede vita a Dicearcbia, la “città del buon governo”. Gelosa custode di antichi reperti ospita l’anfiteatro Flavio, il terzo al mondo per dimensione.

Al centro di una piccola rada ‘incantevole tra tutte’ (era per eccellenza la spiaggia dei ‘grandi’ di Roma), sorge l’abitato di Baia. Sono interessanti le antiche strutture sopravvissute comprese nel recinto dell’ampio parco archeologico, grande area ove sorgono costruzioni di epoche molto diverse, dall’età repubblicana, fino a quella imperiale avanzata.

Nel suo suggestivo paesaggio  troviamo il Lago d’Averno che, indicato da molti scrittori come l’ngresso al mondo degli inferi, probabilmente per il colore cupo conferito alle acque dalla fitta vegetazione

Nelle vicinanze Serapeo, erroneamente ritenuto un tempio in seguito al ritrovamento, sul posto, di una statua di Serapide, divinità dell’Egitto ellenico e romano, era in realtà un grande mercato pubblico oggi sommerso dalle acque.

Nel resti monumentali di questo luogo, i litodomi (molluschi che vivono a pelo d’acqua e perforano la pietra)  hanno lasciato dei fori nei resti monumentali, che consentono di riconoscere i livelli raggiunti dal mare nei vari periodi di innalzamento e abbassamento del suolo.

Cuma, Pompei e Ercolano

L’antica città di Cuma, prima colonia greca nella penisola italiana, era famosa per il santuario della Sibilla, un lungo antro scavato nella roccia, in cui la profetessa pronunciava i suoi oracoli. Ancora oggi si può ammirare la galleria lunga 131 metri, scavata nel tufo.

Scavi di Pompei

Scavi di Pompei – foto di fesehe

Luogo archeologico tra i più famosi del mondo è Pompei, frutto di un colossale disastro: l’eruzione del 79 d.C. che segnò drammaticamente il risveglio del Vesuvio.

In questa cittadina, certamente da visitare sono: il foro, centro delle attività pubbliche, religiose e commerciali; la casa dei Vettii, dimora di ricchi mercanti nota per la sua una superba decorazione; le terme stabiane,  le prime sorte nella città; il teatro grande (III – II sec a.C.), di cui resta la scena, e il teatro piccolo, edificato dopo l’80 a.C.; la villa dei Misteri, famosa costruzione della prima metà del II sec. a.C. adattata a residenza di campagna.

Pompei, è anche la città di Maria venerata come Vergine del Rosario, tempio di solidarietà e di promozione umana.

Il Santuario della Madonna del Rosario è uno dei maggiori centri di devozione mariana d’Italia, la cui storia è legata al suo fondatore, il beato Bartolo Longo che con sua moglie, la contessa de Fusco, spese la sua vita al servizio dei più bisognosi. Il santuario fu eretto tra il 1876 e il 1891 con le offerte spontanee dei fedeli di ogni parte del mondo ed è oggi meta di numerosi pellegrinaggi religiosi, ma anche di molti turisti affascinati dalla maestosità della basilica: una superficie sacra di 5000 mq ricca di marmi, affreschi e mosaici.

Sull’altare maggiore spicca il quadro della Madonna collocato tra marmi policromi, lastre di onice, lapislazzulì e quindici medaglioni in rame sui quali sono dipinti i “misteri” del Rosario.
Tra le tante tele, sculture e oggetti sacri presenti nel Santuario, da visitare è anche il Museo che custodisce gelosamente migliaia di ex voto, donati nei secoli da migliaia di fedeli miracolati o semplicemente devoti.

Da tutto il mondo ogni anno sono milioni i pellegrini che visitano il Santuario di Pompei e anche la vicina necropoli, famosa purtroppo anche per i recenti crolli verificatisi al suo interno. Pompei dunque conferma la sua vocazione al turismo religioso e culturale, per il quale si sostengono ogni anno spese cospicue,  dimostrando che anche in Italia si può e si deve investire sulla cultura.

Spesso in associazione a Pompei troviamo Ercolano, cittadina alle pendici occidentali del Vesuvio , tradizionalmente nota per il settore conciario.

In realtà ci sono, compresenti nello stesso territorio schiacciato tra le falde del Vesuvio e le acque del golfo, due Ercolano. C’è la città dei vivi, grande borgo suburbano di Napoli, con le sue ville settecentesche il suo mercatino affollato e pieno di colori.

E c’è la silente città dei morti, l’Ercolano romana sepolta dalla lava dell’eruzione vesuviana del 79 d.C. faticosamente e parzialmente riportata alla luce a partire dal Settecento.

Il triclinio nella Casa dei Cervi

Il triclinio nella Casa dei Cervi – foto di Di Mboesch (CC BY-SA 3.0)

Importanti e conosciuti sono anche gli scavi archeologici, composto da 200 papiri rinvenuti nella villa dei Pisoni, dimora di Lucio Calpurnio Pisone, suocero di Giulio Cesare. La città è dotata anche le terme (I secolo), divise tra settore maschile e femminile; le terme suburbane,note per la struttura intatta dei pavimenti, delle porte e dei sedili; la casa del Bicentenario; la casa dei Cervi, una delle più eleganti abitazioni di Ercolano.

Guardare Pompei con occhi nuovi: gli eventi

Guardare Pompei….Con occhi che sappiano andare al di là di quello che si vede. Questa è la sfida che facciamo ai tanti visitatori degli scavi alla luce di una recentissima scoperta sui colori delle pitture romane nelle famose ville di questa città sepolta dall’eruzione del Vesuvio.

Secondo gli studi dell’Università di Bologna, il colore predominante a Pompei era l’azzurro, e lo direbbe anche un passo di Plinio il Vecchio.

Le indagini chimico fisiche hanno scoperto molte zone nei mosaici e nelle pitture di color azzurro egizio, mentre il color rosso delle pareti sarebbe stato giallo .Il giallo sarebbe diventato rosso con la disidratazione dovuta al forte calore dell’eruzione del 79 d.C, in ultimo qualche traccia di rosso è diventata nera.Una Pompei diversa, più mediterranea insomma, fatta forse anche di porte e finestre azzurre, sicuramente, a detta di tali studi, diversa da oggi.

Ritratto a Pompei

Ritratto a Pompei – foto di Makamuki0

Nella notte dell’eruzione infatti Pompei collassa sotto una coltre di ceneri e papilli, cogliendo gli abitanti nel sonno.

Le suggestioni di quei terribili momenti e lo splendore della vita che precedette questo strappo nella storia della città romana, sono ben visibili negli scavi di Pompei, che in questo periodo aprono le loro porte non solo di giorno ma, anche di notte, per scoprire la città delle ville patrizie, dei mercati romani, delle case chiuse ante litteram in un’atmosfera diversa e magica.

Infatti gli Scavi archeologici di Pompei ed Ercolano resteranno aperti grazie all’ accordo fra i sindacati e il direttore generale della Sovrintendenza ai Beni Archeologici, Massimo Osanna.

Il percorso di Pompei, con visita guidata, avrà inizio da Porta Marina proseguirà accanto all’Antiquarium, alla Villa Imperiale e al Visitor Center. Il centro ultimo sarnno i Teatri dopo Viale della Ginestra. Ercolano offrirà ai proprio ospiti la possibilità di visitare  visitare il Padiglione della Barca, la rampa Martusciello-Fornici e la Terrazza di Nonio Balbo.

Inoltre la grandezza di questa cittadina è strettamente legata alla grandezza delle ville romane intorno in passato in una esposizione al Museo Statale dell’Hermitage di San Pietroburgo, che raccoglieva circa 200 reperti tra affreschi, stucchi ed oggetti tutti provenienti dalle ville marittime di Stabiae Antica del I secolo d.C.
L’evento è stato frutto della cooperazione tra la Regione Campania Assessorato al Turismo ed ai Beni Culturali, la Soprintendenza Archeologica di Pompei e la Fondazione RAS (Restoring Ancient Stabiae) e rappresentava la prima tappa di un tour mondiale che proseguiva negli anni successivi.
I reperti in esposizione provenivano da ville d’ozio, così erano definite le lussuose costruzioni, dove i proprietari coltivavano interessi culturali, formazione e ricerche intellettuali.

Il Vesuvio: il gran cono

Il Vesuvio, lo Stromboli, l’Etna: tre regioni, tre vulcani diversi su cui scarpinare fino a giungere in un paesaggio suggestivo e inedito.
II Vesuvio, “a montagna” come la chiamano a Napoli,che non erutta dal ’44, ma è un Vulcano ancora attivo, e pericoloso per la sua morfologia.
Naturalmente è tenuto sotto osservazione, e chi ha voglia di visitarlo può farlo.

Si parte da Ercolano, bella da visitare per i suoi scavi romani sommersi nel 79 d.C. dalla grande eruzione che distrusse anche Pompei.

Panorama Vesuvio

Panorama Vesuvio – foto di KatiaDelSavio

Potete raggiungere Ercolano in auto o con la circumvesuviana da Napoli.
Da qui le guide vi porteranno in cima.

Una bella camminata lungo il parco nazionale del Vesuvio, ricco di vegetazione circostante. La vegetazione è caratterizzata essenzialmente dalla ginestra, e piante tipiche delle zone vulcaniche come la valeriana rossa e la romice. Quando si inizia l’ascesa al Cono, seguendo una via larga ma con moti tornanti panoramici, ad un certo punto si vede la Valle del Gigante, depressione che separa il due vulcani, il Monte Somma dal Vesuvio.

Durante la camminata è possibile vedere la lava che risale all’ultima eruzione del 1944 ricoperta dal lichene. Salendo il panorama si estende al Golfo di Napoli, sulla pineta della Riserva Tirone Alto Vesuvio e sul Colle Umberto.

A quota 1118 m è ubicata la biglietteria da dove parte la guida vera e propria al vulcano, un percorso lungo il quale si possono fare una serie di affacci sul cratere, lungo il bordo superiore che può essere percorso dai soli studiosi. Al momento non è possibile percorre l’intero anello del cratere.

Come arrivarci
In auto:
Autostrada A3 Napoli-Salerno, uscite Torre del Greco o Ercolano.
Da Ercolano:
all’uscita del casello autostradale svoltare a sinistra, percorrere via Boscocatene, proseguire dritto fino al quadrivio di via B. Cozzolino, proseguire dritto, dopo circa 2 km si arriva ad un bivio, procedere dritto seguendo l’indicazione Vesuvio, dopo circa 300m sulla destra si arriva all’Info Point del Parco Nazionale del Vesuvio. proseguendo per circa 7 km si arriva ad un bivio, svoltare a sinistra, dopo circa 2 km si raggiunge il piazzale di quota 1000 dove è situato l’accesso del sentiero per il cratere che è percorribile solo a piedi.
Da Torre del Greco:
all’uscita del casello autostradale di Torre del Greco, attraversare la rotonda e proseguire dritto per circa 300 mt, svoltare a sinistra e continuare per circa 100 mt poi svoltare a destra e proseguire altri 100 mt, quindi svoltare a sinistra fino all’incrocio; svoltare a destra per Via E. De Nicola e proseguire per circa 1,5 km; giunti al bivio svoltare a destra, dopo circa 300m, sulla destra si arriva all’Info Point del Parco Nazionale del Vesuvio. Proseguendo per circa 7 km si arriva ad un bivio, svoltare a sinistra, dopo circa 2 km si raggiunge il piazzale di quota 1000.
In treno o autobus:
Per chi arriva in aereo dall’aeroporto di Capodichino prendere l’autobus direzione Piazza Garibaldi Stazione Centrale. Anche chi arriva con i treni delle FS deve scendere alla Stazione Centrale a Piazza Garibaldi. Dalla Stazione Centrale prendere la Circumvesuviana direzione Sorrento o Poggiomarino Via Pompei . Info: www.vesuviana.it

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