L’insediamento pre-romano di Monte Pallano



L’Abruzzo è una regione dalle origini molto antiche, addirittura preistoriche. I primi insediamenti urbani però hanno una tipica caratteristica dell’epoca pre-romana. Tra i tanti insediamenti ancora ben conservati e visitabili vi è quello collocato sul massiccio di Monte Pallano, che domina la valle del fiume Sangro, dove sorge il Parco Archeologico. Si tratta del Centro fortificato pre-romano, un tempo luogo di controllo, difesa e di ricovero della popolazione e degli armenti. La sua posizione strategica garantiva il controllo su tutto il territorio circostante. Le mura di cinta, megalitiche e forse risalenti al V-IV sec. a.C., non cingevano l’intera area ma ne rafforzavano solo i punti più esposti, sfruttando spesso le rocce presenti sul suolo.

Le porte, caratterizzate da possenti architravi, si aprivano lungo il tratto di mura antiche  e sbarravano l’accesso al monte da nord-est e sono ancora oggi riconoscibili. Interessante è anche la Grotta dell’Asino, un insediamento databile all’Età augustea, dove sono state trovate tracce di un’epigrafe ed anche capanne pastorali costruite nel secolo scorso.

La cinta muraria, realizzata con blocchi calcarei disposti in posizione leggermente inclinata rerso l’interno, senza malta, si estende per circa 160 metri e a volte supera anche i 5 di altezza. Il complesso trova una collocazione cronologica tra il VI e il IV sec. a.C. Presenta tre aperture, due definite “posterie” di cui una è denominata Porta del Monte ed una terza denominata Porta del Piano, punto di accesso dell’altopiano, preceduta da un piccolo corridoio di accesso e sormontata da un doppio architrave monolitico.

All’interno sono ancora visibili le tracce di una torre a pianta circolare. Nelle vicinanze delle mura era posizionato l’insediamento databile al periodo augusteo, II a.C -1 d.C., caratterizzato da ambienti di forma rettangolare. I muri sono realizzati con pietra locale, assemblati con un impasto di terriccio e raggiungono uno spessore di 50 centimetri. Gli scavi condotti nell’area hanno evidenziato tracce di tegoloni e frammenti di rocchi, che fanno pensare alla presenza dì un edificio colonnato.

L’identificazione dell’abitato, che non divenne mai Municipio, è possibile sulla base di un toponimo ancora conservato nella località. Nella Tabula Peutingeriana si parla infatti di un insediamento, Pallanum, posto tra Histonium ed Anxanum.

Ovviamente tutte queste bellezze architettoniche delle epoche passate sono ben conservate grazie anche all’ impegno e all’ istituzione del Parco Archeologico naturalistico di Monte Pallano, dove con solerzia operano decine di dipendenti che rendono fruibile e sempfe ospitale l’incantevole riserva.