Visitare Matera: cosa vedere e fare nella città dei Sassi e delle chiese rupestri

Visitare Matera: cosa vedere e fare nella città dei Sassi e delle chiese rupestri


Noi italiani spesso dimentichiamo quanto di bello abbiamo sul nostro territorio e magari andiamo a cercare le stesse bellezze in luoghi lontani con un aggravio di spesa non indifferente, visti anche i tempi di crisi.

Parliamo ad esempio delle bellezze della Basilicata, invidiate da buona parte dei turisti mondiali, in particolare di Matera.

La città di Matera è situata sull’altopiano delle Murge tra cave di tufo e gravine, profondi burroni incisi nel corso dei millenni dall’azione erosiva dei corsi d’acqua nel terreno calcareo.

Breve Storia di Matera

Ai Greci prima e ai Romani poi, Matera deve il suo sviluppo originario. L’origine di Matera è remotissima perché questi valloni erano già abitati in epoca preistorica. Qualche storico locale sostiene che la città venne organizzata dai fuggiaschi di Metaponto e di Eraclea.

Più tardi la città, con il nome di Mateola, fu coinvolta nelle guerre combattute dai Romani contro Pirro ed Annibale. Devastata dai Goti all’inizio del Medioevo e conquistata dai Longobardi, venne poi distrutta dai Franchi e, per ben due volte, dai Saraceni.

Dopo il Mille fu dominata da Greci, Normanni, Svevi ed Aragonesi. Dal 1663 al 1807 Matera fu capoluogo della Basilicata. Passò quindi ai Borboni. Nel 1860 finalmente si unì al Regno d’Italia.

Le bellezze di Matera

Caratteristici e unici sono i Sassi: i quartieri che occupano il versante occidentale della gravina, per una superficie di 36 ettari, suddivisi tra Sasso Caveoso e Sasso Bari-sano.

Case nei Sassi di Matera

Case nei Sassi di Matera – foto di MeleCoronato

Dichiarati dall’UNESCO, nel 1993, Patrimonio Mondiale dell’Umanità, sono un esempio di armonia fra le esigenze degli uomini e quelle della natura.

Scale, passaggi, cortiletti con pozzo centrale, facciate in muratura su ambienti ricavati nella roccia, caratteristiche terrazze, minuscole abitazioni e grandi palazzi sono alcune delle particolarità architettoniche dei Sassi. Appena fuori del centro storico, sulla collinetta del Lapillo di fronte al Duomo, merita una visita il castello Tramontano.

Il nome deriva all’edificio dal suo fondatore, Giancarlo Tramontano che, nel 1497, ne volle la costruzione. Rimangono visibili oggi due torrioni laterali e un imponente mastio centrale facenti parte di una cinta muraria, inoltre il fossato e l’imbocco a ponte levatoio. Il castello, oggi completamente restaurato, ospita il Museo Etnografico dei Sassi.

La Cattedrale, il Museo Archeologico Nazionale e le chiese rupestri

La Cattedrale di Matera

La Cattedrale di Matera – foto di Sconosciuto (CC BY-SA 3.0)

Il massimo monumento medievale di Matera è la Cattedrale.

Dedicata alla Madonna della Bruna, fu commissionata dal vescovo Andrea tra il 1230 e il 1270. La facciata è in stile romanico-pugliese. Di una certa imponenza è il campanile quadrato, di 52 metri, a tre piani con bifore. L’interno del duomo, a croce latina, ha tre navate. Sull’altare maggiore troneggia una Vergine con santi del XVI secolo.

Di estremo interesse è il Museo Archeologico Nazionale ‘Domenico Ridola’ ospitato nei locali dell’ex monastero di Santa Chiara che comprende la pregevole collezione di monumentali vasi italioti a figure rosse e la sezione dedicata alla produzione vascolare di stile magno-greco risalente al V e IV secolo a.C.

Chiesa Rupestre di San Luca alla Selva a Matera

Chiesa Rupestre di San Luca alla Selva – foto di Di Actaris41 (CC BY-SA 3.0)

Matera ospita anche sul suo territorio numerose chiese rupestri. Oggi se ne contano ben 155 scavate nel tufo.

Eremi, cenobi, cripte, laure e basiliche ipogee, molto spesso affrescate, disseminate sull’altopiano murgico e lungo i suoi precipizi o inglobate nel tessuto urbanistico dei Sassi di Matera.

Opere uniche e di indiscusso valore artistico che risalgono per buona parte all’Alto Medioevo, al periodo in cui la Lucania era contesa tra i domini bizantini e longobardi e si andava affermando un importante fenomeno nella società cristiana dell’epoca: il monachesimo.

Matera offre ai turisti tutto l’anno accoglienza, tramite i numerosi alberghi e b&b, e informazioni, attraverso l’opera di decine di guide turistiche pronte ad accompagnare in ogni luogo tipico il visitatore.

La città moderna

La città dei Sassi, Matera,  è certamente più nota a livello internazionale per le sue caratteristiche abitazioni ricavate nella roccia e per altri monumenti e opere d’arte conservate nella parte antica della città.
Ma Matera è anche una città moderna, con una zona costruita negli ultimi decenni e che pulsa di modernità e innovazione. Ecco il percorso che proponiamo proprio per conoscere questo lato della città. Si può partire dall’osservare gli edifici, che per il loro stile inconfondibile, datano un’epoca (1930 -1940) ed alcuni dei nuovi quartieri sorti dopo il 1950 con lo sfollamento dei Sassi e che hanno profondamente modificato l’aspetto urbanistico della città.

 Panorama di Matera

Panorama di Matera – foto di Jack78

Il palazzo dell’Amministrazione provinciale tra via Lucania, via Duni e via Ridola; la Camera di Commercio tra via Cappelluti e via don Minzoni; il palazzo dell’ex INCIS tra via Cappelluti, via don Minzoni e la piazza della vecchia stazione delle ferrovie calabro-lucane; il rosso edificio dell’ex GIL in via Cappelluti; il palazzo del Governo con l’avvenuta ristrutturazione dell’ex convento di san Domenico in piazza Vittorio Veneto; le case per contadini, piccolo villaggio rurale ubicato al rione Piccianello, un tempo fuori della città.

La vera rivoluzione urbanistica si è avuta con la nascita dei nuovi rioni: Serra Venerdì, progettato dall’architetto Piccinato; Lanera progettato dall’architetto Aymoni-no, per finire ai più recenti, Villalongo, Platani. Interessante il rione Agna, destinato alle famiglie dei contadini, integrato recentemente da edifici abitativi costruiti da cooperative edilizie.

Una Matera moderna, della quale si parla poco, ma che merita di essere visitata per l’armonia dello sviluppo urbanistico che rispettando il passato storico, ha saputo proiettarsi nel futuro. I nuovi quartieri, sorti con la legge speciale dei Sassi tra gli anni ’50 e ’70, sono il migliore esempio di una idea urbanistica progettata e realizzata a misura d’uomo.

Cosa Visitare a Matera: itinerario di un giorno

Come già detto, la parte moderna è estesa sul ciglio di una rupe dominante un profondo precipizio, mentre la parte antica, invece, detta “I Sassi” perché è composta da un intrico di case scavate nella roccia e ammassati sugli scoscesi fianchi di due valloni.

Ma adesso iniziamo il nostro giro turistico. Giungiamo a Matera alta, detta anche Piano, seguendo dal Piazzale della Stazione la Via Roma che attraversa moderni quartieri della città, in vista del possente Castello cinquecentesco rimasto incompiuto dopo l’uccisione del Tramontano.

La Via Roma sbocca nella Piazza Vittorio Veneto dove troviamo il Monumento ai Caduti, il Palazzo del Governo e il Palazzo di Giustizia con la sua facciata settecentesca. In più vediamo tre notevoli Chiesette: San Domenico, adorna di un arco che incornicia una graziosa rosa; Mater Domini, con uno svelto campani letto, e Santa Lucia dalla facciata barocca.

Poco lontano, per la Via Umberto I, usciamo nella Piazzola in cui sorge la Chiesa di San Francesco.

Essa ci mostra, al uso interno, incastrati nella cantoria dell’organo, bellissimi quadretti del famoso pittore veneto Bartolomeo Vivarini. Più avanti, superata la Piazza Vittorio Emanuele, dove sorge un palazzo che ha un monumentale arco d’ingresso, eccoci nella pittoresca Via Duomo.

Anch’essa ha un maestoso palazzo e termina, dopo un arco, davanti alla magnifica mole del Duomo. Magnifico tempio, costruito in stile romanico-pugliese nel XIII secolo.

Esso ci presenta una facciata coronata da archetti e decorata da un rosone che sovrasta un bel portale al sommo di una scalinata.

Altri due pregevoli portali si aprono sui fianchi, che hanno anche ricche finestre e sono dominati dal massiccio e bel campanile alto 52 metri. Nell’interno, a tre navate, armonioso e solenne, ammiriamo varie opere d’arte fra cui sculture di Santi e dipinti di pittori materani.

Dipinto di S.Giovanni da Matera

Dipinto di S.Giovanni da Matera– foto di Sconosciuto (Pubblico dominio)

Avvicinandoci al Duomo c’è la Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli, che custodisce il corpo di San Giovanni da Matera e, inoltre, un affresco bizantino della celebre Immagine della Madonna della Bruna. La Piazza del Duomo, sulla quale ora nuovamente usciamo, si estende in uno dei punti più elevati della città.

Infatti apre lo sperone che domina i due “Sassi” di Matera. Affacciandoci al parapetto di fronte al Duomo, anzi, possiamo già goderci la veduta del Sasso Barisano, che si ammassa subito sotto con la sua cascata di case degradanti verso la “gravina”.

Torniamo in Via Umbria e avviamoci ora per Via Ridola, dove sorge un ex monastero che ospita oggi il Museo Nazionale Ridola, descritto sopra .

In Via Ridola sorge anche il Liceo Classico, dalla facciata seicentesca.

E sorgono ancora la Chiesa del Purgatorio Nuovo, la Chiesa di Santa Chiara e quella del Carmine. In fondo alla Via Ridola, inoltrandoci per la Via Buozzi, ha inizio la Strada Panoramica dei Sassi. Eccoci nel Sasso Caveoso, il primo dei due valloni a forma di mezzo cratere che scoscendono verso la gravina.  Il nome “caveoso” deriva da “cavea” che significa “grotta, spelonca”.

Dritta e sicura in mezzo a tanta confusione, la Strada Panoramica discende in fondo al “Caveoso” ed esce in una piazza che se non fosse per le abitazioni, avrebbe il fantastico aspetto di un paesaggio lunare. Ecco qua, ai piedi di una roccia, la Chiesa di San Pietro Caveoso. A fianco c’è la rupe chiamata Monte Errone con la Chiesetta di Santa Maria d’Idris, interamente scavata nella roccia.

Convento di Sant'Agostino a Matera visto dalla Cattedrale

Convento di Sant’Agostino a Matera visto dalla Cattedrale– foto Di Luca Aless (CC BY-SA 4.0)

Più avanti la Panoramica rasenta il precipizio della gravina sconvolta da massi e aggira lo sperone su cui s’innalza il Duomo. Siamo ai piedi del Sasso Barisano con le sue casette pittoresche. Risaliamo il fianco della Valle e, superata la Chiesa di Sant’Agostino, ritorniamo in città per la Via Cesarea dove sorge la Chiesetta di San Pietro Barisano. Segue la Via San Biagio con la Chiesa di San Rocco e poco oltre la Chiesa di San Giovanni Battista costruita nel 1233.

La Chiesa è una delle più belle della città, costruita all’epoca dell’Imperatore Federico II di Svevia. La Chiesa non ha una vera facciata e si presenta a noi con il fianco destro arricchito da un finissimo portale romanico coronato da un arco. L’interno è a tre navate, con archi gotici, che sono suddivise da pilastri con ornati capitelli.

Cosa fare a Matera: la Festa della Bruna

Madonna della Bruna nella Chiesa di San Francesco d'Assisi a Matera

Madonna della Bruna nella Chiesa di San Francesco d’Assisi a Matera– foto Di Asia (CC BY-SA 4.0)

La secolare festa della Madonna della Bruna, protettrice della città di Matera, ha inizio il 2 luglio con la processione “dei pastori” con la quale i quartieri antichi si svegliano alle prime luci dell’alba per salutare il Quadro della Vergine, il cui passaggio è annunciato dai botti pirotecnici. Intanto i cavalieri, scorta del carro processionale, si radunano lungo le vie e nei “vicinati”. Come vuole la tradizione, la mattina del 2 luglio la statua di Maria SS viene portata nella chiesa di Piccianello, per poi essere portata in processione sul carro trionfale tutto il pomeriggio lungo le strade principali gremite di gente, fino ad arrivare in serata nel piazzale del Duomo dove si compiono i “tre giri ” simbolo di presa possesso della città da parte della SS. patrona.

 

La statua, accompagnata dalla Curia Arcivescovile, verrà deposta in Cattedrale. Il carro è circondato dai “cavalieri” con cavalli bardati di fiori di carta e velluti, l’auriga incita i muli verso la piazza a poche centinaia di metri, per restituire alla folla ivi radunatasi il simbolo della festa. Con lo stesso rito secolare quindi l’anima popolare si esalta confondendo il sacro con il profano e nello stupore generale, in un tripudio di massa, il carro frutto di un lavoro artigianale di mesi, viene assaltato e distrutto (verrà ideato e ricostruito l’anno dopo).

La festa si conclude in tarda serata nel frastuono di una gara di fuochi pirotecnici che creano uno scenario unico sugli antichi rioni dei Sassi patrimonio dell’Unesco.

Festival Dei Duni e Parco Murgia Festival

Ogni anno, il Festival Duni, in collaborazione con l’associazione Matera in Musica, propone un ricco cartellone di eventi che si svolgeranno nella città dei Sassi, tra il 6 e il 28 Luglio.ù

Il successo dell’edizione è dovuto sia all’avvicendarsi di brillanti musicisti, bande e orchestre sinfoniche da tutta Europa anima la città antica con esibizioni nei luoghi più suggestivi dei Sassi e anche grazie alla tenacia e alla dedizione dell’organizzatore musicista e maestro Saverio Vizziello.

Indiscussa la qualità dei concerti in cartellone, che contribuiscono ad innalzare il livello culturale della città e a rafforzarne la sua identità turistica.

Arte, musica, escursioni, visite guidate e degustazioni non mancano ad animare questo sorprendente centro. Grazie al ricco calendario  del Parco Murgia Festivalorganizzato a maggio.

Il vario calendario di appuntamenti di quest’evento, propone tutte queste attività legate alla conoscenza e alla visita del territorio della Murgia Materana.
Tra golose degustazioni, set fotografici, seminari formativi, gite d’escursione e tanto altro, questo festival ha sempre attratto non solo i turisti, ma anche gli stessi abitanti che partecipano alla riscoperta del proprio territorio.

Matera, oggi affonda le sue antiche radici nei Sassi e pur custodendo gelosamente questo pezzo della sua storia, ogni anno tende a migliorarsi , a voler trovare sempre modi originali per raccontare la propria cultura e il proprio territorio alle nuove generazioni autoctone e ai tanti curiosi turisti internazionali.

Vedi anche:  Itinerario di 2 giorni (week-end) a Matera

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