Artigianato umbro: tradizione e futuro

L’Umbria è una terra di artigiani. Qui il tempo sembra essersi fermato. Ci sono ancora molte botteghe in cui l’operaio lavora con strumenti fatti a mano e di tradizione. È questa l’Umbria delle botteghe e dei laboratori sparsi tra città e borghi, vicino a chiese e castelli, dove l’artigiano diventa artista. A consentire tutto ciò sono le risorse del terreno: pietra rosa del Subasio e di San Terenziano, legno di noce, ciliegia, quercia, olmo e soprattutto di ulivo, ideali per dar vita ad originalissimi bassorilievi. incisioni, sculture, in cui le visioni dell’artefice trovano motivo di esistere e di realizzarsi grazie agli elementi che compongono la natura. Molti sono i mestieri che modellano il ferro, che incontrano l’arte delle Terrecotte e della Ceramica, intrecciano fantasiosi cesti di vimini, si perdono nel fantastico mondo dei balocchi e dei complementi di arredo.

Tutto questo e molto di più s’incontra lungo i percorsi del vino e dell’olio: tradizioni Non c’è futuro, in questi luoghi, senza memoria. Lo testimoniano orafi che plasmano monili di varia fattura, utilizzando perfino tecniche antichissime come quelle in uso presso gli Etruschi. Ne sono convinti gli artigiani che si dedicano tuttora all’arte del mosaico, e quelli che lavorano e impreziosiscono i tessuti. Ugualmente preziosi sono i capi di cachemire che oggi dall’Umbria si diramano per le vie del mondo.

Ed ancora si riannodano i fili della storia grazie ai manufatti in pelle conciata al vegetale e carta fatta a mano. Mentre capita di rado, ma è ancora possibile, bussare alla porta di un laboratorio di modista e vedersi calare in una dimensione poetica e struggente, in cui fanno bella mostra di sè piume e velette di un romantico passato.

Insomma l’Umbria non è solo bei paesaggi e panorami mozzafiato ricchi di vegetazione e di colori, è anche lavoro, lavoro artigianale che oggi sembra essere scomparso e rifiutato, soprattutto dai giovani.