Camaldoli: i monaci, l’eremo, il monastero e il futuro

Tre elementi caratterizzano la storia della comunità di Camaldoli, in provincia di Arezzo, e cioè la vicinanza eremo-monastero, la forte sensibilità ecumenica e l’ospitalità.

A pochi chilometri dal monastero di Camaldoli, dove i monaci conducono vita comunitaria, si trova l’eremo, abitato da un gruppo di monaci che hanno scelto una vita di silenzio, preghiera e solitudine pressoché totale.

L’eremo esprime la dimensione più radicale della scelta monastica, vissuta nell’austerità, nell’isolamento e nel dialogo continuo con Dio. Il monastero, d’altro canto, rappresenta il luogo del dialogo del monaco con il mondo, dialogo che per la tradizione camaldolese si concretizza attraverso il servizio dell’ospitalità (che si effettua nella foresteria del monastero) e alcune attività che i monaci conducono (la farmacia, la libreria…).

Tra eremo e monastero vi è una “comunicazione” continua: le due esperienze monastiche, seppur così diverse, sono strettamente legate: una rimanda all’altra e reciprocamente si arricchiscono con la propria identità e scelta specifica.

Un secondo tratto peculiare della comunità è la sensibilità ecumenica e il cammino in favore del dialogo interreligioso. A partire dagli anni del Concilio si sono tenute a Camaldoli iniziative e incontri con rappresentanti di altre chiese e di religioni non cristiane. Alcuni tra i monaci stessi hanno intrapreso l’attività di studio e di ricerca in questi ambiti.

Il servizio dell’ospitalità e la disponibilità ad accogliere il passaggio costante e numeroso di persone che chiedono di poter visitare e conoscere Camaldoli, trovare un po’ di silenzio e sperimentare un pezzette di vita monastica è una prerogativa di questa comunità monastica.

La comunità ha inoltre spesso “affidato” la propria foresteria a gruppi esterni che chiedevano di poter svolgere a Camaldoli le proprie iniziative e incontri. Ciclicamente inoltre, anche per il 2011, si svolgono qui incontri e dibattiti su diversi temi sociali e religiosi. Camaldoli non è dunque solo luogo di silenzio e contemplazione, ma anche di riflessione viva e di progettazione futura.