L’Aquila e la Marsica, tra rinascita e ridimensionamento



L’Aquila incomincia risorgere. Dopo il terribile terremoto che distrusse la città, cominciano a vedersi i primi segni di ripresa e di ricostruzione. Soprattutto gli edifici pubblici sono i primi ad essere oggetto di recupero e ripristino, vista la loro necessaria presenza sul territorio.

Sono ben 53 milioni di euro i fondi stanziati dalla Provincia dell’Aquila per la messa in sicurezza delle scuole di Avezzano e Sulmona. In particolare nel centro marsicano saranno 7 gli istituiti superiori a beneficiare degli interventi per un valore complessivo di 40 milioni di euro, mentre nella città peligna 13 milioni andranno ad altri 3 istituti.

Sarà il presidente della Provincia ad interagire con i vari istituti per stabilire gli interventi più urgenti. Il finanziamento più grande sarà destinato al liceo scientifico Pollione che da anni necessita di nuove aule.

Comincia cdosì a riprendere vigore la scuola, che non è solo il luogo preposto all’apprendimento dei saperi, ma anche forse quello più importante per il connettivo sociale di una città, essa anche e soprattutto nella scuola cresce e si rinforza. Ecco perchè il sovvenzionamento è quanto mai utile e necessario alla nuova Aquila e a tutta la zona colpita dal disastro.

Tutto ciò avviene mentre nella stessa terra abruzzese un’altra zona cambia il suo assetto istituzionale. A partire dal 1° luglio, infatti, è entrata in vigore la riforma di riordino delle Comunità montane, votata dal consiglio regionale nel 2010, che ha sancito la rideterminazione territoriale di quattro enti: Montagna Sangro Vastese, Montagna Pescarese, Montagna di L’Aquila e Montagna Marsicana. I quattro enti prenderanno il posto dei precedenti 11 in un’ottica di riduzione della spesa per il loro funzionamento in ragione anche del taglio dei trasferimenti statali.

Altro importante obiettivo della riforma è rendere le Comunità montane “enti con una struttura organizzativa finanziariamente sostenibile – spiegano dalla presidenza della Regione -con il compito di rideterminare la dotazione organica in funzione dei servizi che esse andranno a svolgere”.

Intanto, anche alla luce dei nuovi provvedimenti del ministero sulla gestione finanziaria dei Comuni, il commissario delle Comunità montane marsicane, Stefano Di Rocco, ha lanciato un appello ai sindaci dei comuni marsicani al di sotto dei 6mila abitanti spingendoli verso la gestione associata dei servizi.