Gaeta, tra mare, arte e storia

spiag_1.jpgGaeta è un’affascinante cittadina, situata al centro della “Riviera di Ulisse”, famosa per essere un rinomato centro balneare, ma anche per le sue numerose bellezze naturalistiche e paesaggistiche, e per le tante testimonianze monumentali e storiche presenti sul suo territorio.
Conosciuta sin dall’epoca dell’impero romano, Gaeta fu un privilegiato centro di villeggiatura per numerosi imperatori, consoli e senatori, e a testimoniarlo, rimangono due mausolei appartenenti, uno a Lucio Munazio Planco, generale di Cesare, e l’altro a Lucio Sempronio Atratino, console romano.
Ancora oggi, Gaeta, è un apprezzato centro turistico, tra i più conosciuti del Lazio, grazie alle sue splendide spiagge, ai suoi paesaggi incantevoli, e ai suoi caratteristici monumenti, tra 1383399-The_Castles_Arogonese_and_Angevin-Gaeta.jpgcui ricordiamo il Castello Angioino-Aragonese, situato nel centro storico della città, fatto costruire da Federico II di Svevia nel 1227, ma successivamente modificato da Carlo II d’Angiò nel 1289, e da Alfonso I d’Aragona nel 1436, realizzato a strapiombo sul mare, ed imponente con le sue torri agli angoli dell’edificio. 
A pochi passi dal porto poi, sorge il bellissimo Duomo di Sant’Erasmo, patrono della città. Fu edificato nel X-XI secolo, e fu consacrato da Papa Pasquale II nel 1106. Presenta un campanile alto 57 metri, in stile arabo-normanno, e risalente al XII secolo. Al suo interno è possibile ammirare numerose opere d’arte, tra cui il Cero Pasquale del medie_s.jpgXIII secolo, ornato con dei bassorilievi dedicati alle vite di Gesù Cristo e di Sant’Erasmo. Nella cripta sono sepolti i corpi dei santi Erasmo, Marciano, Innocenzo, Secondino, Porbo, Casto ed Eupura.
Da visitare è anche la Chiesa della SS. Annunziata, costruita nel 1321, in stile gotico, e arricchita da pregevoli opere d’arte. Qui sono custoditi centinaia di preziosissimi codici che riportano musica sacra e che sono stati copiati a mano dai monaci amanuensi. Al suo interno si trova anche la cosiddetta “Grotta d’oro”, una cappella in cui pregarono vari pontefici, tra cui Giovanni Paolo II, soprannominata così perché presenta una volta a botte realizzata con cassettoni di legno intagliati e dorati.
Si segnala inoltre, il Santuario della SS. Trinità, detto anche Santuario della Montagna Spaccata, costruito nel corso dell’Undicesimo secolo, che sorge su una fenditura nella roccia che porta sino alla Grotta del Turco. La leggenda narra che tale fenditura, si sia creata al tempo della morte di Cristo.
C’è poi il Tempio di S. Francesco, in stile neo-gotico, opera delle donazioni di due grandi sovrani, il re Carlo II d’Angiò e il re Ferdinando II di Borbone. Sulla facciata dell’edificio infatti, sono poste le loro statue insieme a quella di S. Francesco e ad un’altra che rappresenta la Fede che sorregge la croce.
Molto interessanti, infine, sono: il “Museo Archeologico” di Gaeta, dove sono conservati diversi reperti risalenti all’epoca romana, e la “Pinacoteca” con importanti testimonianze pittoriche, tra cui dei bellissimi affreschi quattrocenteschi di Giovanni da Gaeta, dipinti di età Rinascimentale e Barocca di autori come Teodoro D’Errico, Battista Beinaschi, Luca Giordano e Sebastiano Conca, ed anche un prezioso Stendardo della Battaglia di Lepanto del 1571 attribuito a Girolamo Siciolante.