Personaggi Famosi della Liguria

Personaggi Famosi della Liguria


La Liguria ha ospitato molti  personaggi importanti, ed è possibile ripercorrere i luoghi che hanno calcato quanto erano in vita. Eccone alcuni

Cristoforo Colombo: un uomo dalle idee innovative

Liguria, regione del Nord Italia, ha un personaggio famosissimo: Cristoforo Colombo. Nacque nel 1451 a Genova e trascorse la giovinezza ad aiutare il padre nella lavorazione della lana.

Si imbarcò più volte per combattere i Saraceni che allora infestavano il Mediterraneo e diversi anni dopo, convinto della rotondità della Terra, decise, navigando verso Ovest, di raggiungere il paese che Marco Polo aveva raggiunto navigando verso Est. Ma, non ricevette le navi necessarie né da Genova né dal Portogallo.

Cristoforo Colombo aveva idee innovative circa le possibilità di raggiungere nuove terre, ma non era un uomo che godeva di ingenti ricchezze. Povero ed affamato, ma non di idee, andò verso un Convento dove il padre guardiano rimase abbagliato dalle sue parole.

Si convinse della giustezza delle sue idee e lo raccomandò alla Regina. La Regina Isabella alla fine gli diede tre piccole caravelle: la Nina, la Pinta e la Santa Maria. Adesso mancavano solo i marinai.

Partirono il 3 agosto 1492 dal Porto di Palos e per due mesi navigarono tra tempeste e momenti di quiete. I viveri erano finiti e la ciurma voleva tornare indietro, ma Colombo tenne duro, sicuro delle sue idee.

Da qualche giorno aveva notato, sulle acque, delle erbe e, quindi, la terra doveva essere vicina. Infatti, il 12 ottobre, l’avvistarono.

Era un’isola verdeggiante di prati e di boschi. Poco dopo Colombo sbarcò e baciò la terra. La chiamò Isola di San Salvador e vi piantò la Croce di Cristo. Ma la terra alla quale Colombo era giunto, non era l’India e neppure il Giappone, come egli credeva. Era una terra nuova e sconosciuta.

Molta più strada era necessaria per arrivare in Giappone.

Al ritorno, Colombo fu accolto trionfalmente. Descrisse le terre viste, il suo navigare, la sua forza d’animo ed il suo coraggio. Compì altri tre viaggi in cui scoprì altre terre. Ma, rimase sorpreso quando, una volta rientrato in Portogallo, non ricevette le stesse attenzioni di prima.

Infatti dei malvagi calunniatori invidiosi, gli avevano messo contro quasi tutti. Dopo pochi anni, povero e dimenticato a causa di quest’ultimi, morì in un Convento, a Valladolid, in Spagna, il 20 maggio 1506.

Non seppe mai di aver scoperto un nuovo mondo, l’attuale America. Il nuovo continente fu in seguito chiamato così da Amerigo Vespucci, un esploratore fiorentino.

Per tutti gli amanti del mare, una visita al Galata Museo del Mare di Genova è d’obbligo: tra documenti storici e navi, è possibile rivivere la storia di uno dei più grandi porti italiani.

Da pochi anni è stata inaugurata anche una sala multimediale dove la storia è raccontata con l’ausilio delle più avanzate tecnologie.

È possibile rivivere la grande imprese di Cristoforo Colombo in modo del tutto nuovo, innovativo e divertente. Attraverso un grande tavolo touch screen è possibile entrare in contatto digitale con tantissimi documenti dal valore inestimabile, come il Codice dei Privilegi di Cristoforo Colombo. Nella Sala Cristoforo Colombo si trovano le risposte alle più frequenti domande: con che navi navigava? quali strumenti e tecniche utilizzava? quale la sua concezione del mondo? In un grande monitor, il visitatore può selezionare il documento, la lingua in cui vuole leggere la traduzione e poi ascoltarne il testo in lingua originale: Cristoforo Colombo parlava l’italiano arcaico e lo spagnolo del ‘500.

A lato del video si trova la firma autografa in rilievo di Colombo, la quale ha un significato religioso molto profondo (“Xpo FERENS”, significa “colui che porta a Dio”). Tantissime dettagliate informazioni su quello che è uno dei personaggi famosi della Liguria che ha scritto, attraverso le sue imprese, importanti pagine di storia. Altra tappa importante è la Casa di Cristoforo Colombo, che nel XV secolo si trovava nel quartiere dei lanaioli. Un edificio che si sviluppa su due livelli, quello superiore, dove si svolgeva la vita familiare e quello inferiore, decisamente più comodo per il commercio e gli affari.

La Casa di Cristoforo Colombo (foto di SteboxCC nc nd 2.0)

Eugenio Montale e la bellezza infinita delle Cinque Terre

Tra i personaggi famosi della Liguria è impossibile non citare Eugenio Montale, uno tra i più grandi scrittori italiani, che con le sue opere ha incantato e continuerà ad emozionare milioni di persone.

Nacque a Genova nel 1896 e la sua grande passione per la letteratura lo ha spinto a studiare da autodidatta, poiché non ebbe la possibilità di proseguire la sua carriera da studente con il percorso universitario.

Risultato? Premio Nobel per la letteratura nel 1975. Non serve aggiungere altro. Gli esordi della sua poesia coincidono con l’affermarsi nella penisola italiana delle forti ideologie fasciste e tra le sue prime opere da ricordare è la grande raccolta di poesie intitolata “Ossi di Seppia”. Versi attraverso i quali è possibile conoscere una terra, la Liguria (e in particolar modo le Cinque Terre), tuffandosi in quelle che sono delle vere e proprie affascinanti descrizioni dei luoghi dove era solito recarsi.

Una grande carriera quella di Eugenio Montale: immenso poeta, editore e scrittore per le più importanti riviste letterarie del tempo. Importante il periodo post bellico milanese, quando Montale lavorò per il Corriere della Sera come editore. Tantissime le onorificenze ricevute dalle più prestigiose università italiane ed estere: Milano, Roma e Cambridge fra tutte. Un personaggio a 360°: fu anche Senatore per la Lira nel senato italiano. Morì a Milano nel 1981.

Grazie ad Eugenio Montale e alle sue fantastiche opere è possibile non solo gustare dei veri e propri capolavori della più alta forma della letteratura, ma anche conoscere indirettamente una regione, la Liguria. Per rendere omaggio a questo illustre personaggio ligure è stato inaugurato, in occasione dei 40 anni dal Nobel il Parco Letterario Eugenio Montale, una delle destinazioni più importanti di quello che può essere definito come turismo letterario.

Il tutto grazie alla stretta collaborazione tra il Parco Nazionale delle Cinque Terre, la Società Dante Alighieri e il bellissimo Comune di Monterosso (borgo di straordinaria bellezza). Lo scopo primario di questo parco letterario è quello di rapire letteralmente il visitatore, al fine di far provare allo stesso delle emozioni difficilmente descrivibili con mere parole, uniche, attraverso i versi immortali del grande Eugenio Montale.

Perché proprio Monterosso? Montale era solito trascorrere in questo meraviglioso borgo, il primo delle Cinque Terre, le sue estati, immerso nella rigogliosa natura della macchia mediterranea, al cospetto di un cristallino mare.

La bellezza delle Cinque Terre, che ha ispirato Montale (foto di Koen CC BY-ND 2.0)

Infatti, è stata proprio la bellezza di questa terra dai colori brillanti e dai profumi avvolgenti ad ispirarlo nella composizione dei suoi più celebri versi. Il fulcro del Parco Letterario Eugenio Montale è la sua casa, la residenza estiva, conosciuta come Villa Montale.

Un parco simbolo di un turismo di nicchia, che ben si discosta dal rumoroso turismo di massa, ma che invece si concentra, in silenzio, sulle opere di Montale, ammirando un paesaggio incantevole. Un territorio che viene descritto attraverso la letteratura e la cultura, in quella che è una stupenda chiave di lettura.

Meriggiare pallido e assorto
Presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi…”

Le idee del ligure Giuseppe Mazzini

Tra i personaggi famosi della Liguria vi è anche un patriota molto conosciuto, filosofo e grande politico: Giuseppe Mazzini, nato a Genova nel 1805.

Da ragazzo e da uomo più avanti con l’età si è mostrato sempre con una forte personalità, la quale si rispecchiava nelle sue precise idee. Fin da giovane, in modo decisamente attivo, combatté per l’unificazione italiana, per quell’ideale che vedeva l’Italia come “una Repubblica indipendente”. Ideologie e modi di agire che lo portarono ad essere arrestato più di una volta, poiché membro attivo di una associazione politica segreta, i Carbonai.

Ma, neanche la dura esperienza del carcere riuscì a porre freno alla sua grande voglia di vedere l’Italia unita, così uscito di prigione, a Marsiglia, fondò un’altra società segreta, La Giovane Italia e poi, a Londra (costretto all’esilio) un’altra, Amici d’Italia.

Dopo un lungo periodo di inattività sul campo, nel quale concentrò tutte le sue idee e le sue forze nelle più precisa pianificazione d’intervento a favore dell’Italia unita, Mazzini tentò con una grande azione di liberare la Sicilia, ma fu arrestato e imprigionato ancora una volta. Morì nel 1872.

Genova, città natale del grande Giuseppe Mazzini, è il punto esatto da dove partire per un lungo viaggio, da nord a sud dello stivale italiano, seguendo un itinerario politico che ripercorre i luoghi storici e di primaria importanza dell’unificazione italiana.

Da dove partire? Ovviamente, da Casa Mazzini, ora sede del Museo del Risorgimento e dell’Istituto Mazziniano. Quest’ultimo è uno dei luoghi di maggior interesse della città. Inaugurato nel 1915, conserva ed espone un ricco patrimonio storico e artistico (documenti, dipinti, stampe, armi, uniformi e tanto altro ancora), simbolo del Risorgimento.

Un bel viaggio nella storia del nostro Paese. Tra i tanti documenti conservati nell’Istituto Mazziniano, spicca il manoscritto recante la prima stesura autografa dell’Inno d’Italia di Goffredo Mameli.

L’originale Inno di Mameli (CC BY 2.0)

Partire da Genova, dal Museo Mazziniano, è il modo migliore per conoscere un importante periodo della storia italiana.

Un genovese diventato famoso per la sua musica: Niccolò Paganini

Violinista, chitarrista e compositore dalla grande virtuosità: si dice che il suo immenso ed inimitabile talento sia frutto di un patto stretto con il diavolo.

Niccolò Paganini, nato a Genova nel 1782, è la colonna portante della nuova tecnica, quella moderna, del violino. Un talento straordinario, che lo portò a soli 18 anni ad essere il primo violino della Repubblica di Lucca.

In tanti hanno provato a dare una precisa spiegazione del perché Paganini riuscisse a suonare in modo così particolare il violino. Secondo alcuni studiosi il tutto potrebbe essere ricondotto alla Sindrome di Marfan da cui era affetto.

Le sue dita era molto più lunghe del normale e decisamente più flessibili, proprio per questo particolate disturbo genetico connettivo. Forse per quanto appena detto, forse per una dote innata, forse per mille altri motivi, ma una cosa è certa: il talento di Niccolò Paganini era immenso, tanto da arrivare in ogni angolo d’Europa. Bellissime le sue composizioni, definite come meravigliosamente fastidiose, tra le quali è possibile citare La Danza Spagnola e il Duetto Amoroso.

Ma tra le sue opere di maggior rilievo, I 24 Capricci occupano il gradino più alto del melodioso podio.

Nella sua vita il grande violista e compositore genovese fu affetto da molte malattie: morì nel 1840.

A Palazzo Tursi, nel cuore di Genova, è possibile visitare la Sala Paganini, interamente dedicata al compositore, che con il suo talento si è ritagliato un posto di prestigio nella lista dei personaggi famosi della Liguria. Paganini nel suo testamento dichiarò di voler donare alla città il suo violino, “…il mio cannone violino…”, chiamato così proprio per la pienezza del suo suono. Il Cannone è intatto nelle sue parti principali e la vernice è ancora quella originale: insomma, un pezzo dal valore inestimabile.

Oltre alla sua arma di legno e corde, che ha sparato infinite note, colpendo i timpani e il cuore di milioni di persone, nella Sala Paganini sono gelosamente custoditi anche i leggii del compositore, una sua scacchiera e tanti altri documenti con autografi e cimeli vari che ricordano la grandezza di un grande musicista e compositore italiano.

Il famoso Cannone di Niccolò Paganini (foto CC BY-SA 2.0)

La Genova di Fabrizio De André

Come descrivere il famoso cantautore Fabrizio De André? Forse, non esiste una frase da utilizzare per descrivere questo grandissimo maestro della musica italiana, che ha trasformato vere e proprie poesie in dolci melodie.

Difficile etichettarlo solo come cantautore: De André è stato un vero e proprio poeta della musica. Nato nel 1940, passò la sua infanzia in Piemonte, a causa delle idee politiche del padre, anti-fascista e partigiano. Nelle sue canzoni, infatti, De André ha descritto ampiamente le figure di persone ribelli ed emarginate.

A 21 anni registrò le sue prime canzoni: “Nuvole barocche” e “E fu la notte”. Il periodo più ricco della sua immensa produzione musicale è sicuramente quello durante il quale è diventato padre. Proprio in questo preciso periodo scrisse i grandi successi de “La ballata dell’eroe”, “Via del Campo” e “Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers” (scritta con il contributo di un suo grande amico, Paolo Villaggio).

Tra le principali collaborazioni, che Fabrizio De André ha portato avanti nella sua straordinaria carriera, durante la quale ci ha regalato un successo dietro l’altro, si ricorda quella con Mina, De Gregori e Massimo Bubola, nonché le altre con band di progressive rock. Nel 1984 scrisse uno dei suoi album più famosi “Creuza de ma”, album dove il dialetto genovese fa da padrone in ogni testo. Un omaggio grandissimo alla sua tanto amata terra. Morì nel gennaio del 1999.

La Bella Genova di Fabrizio De André: borgo marinaro Boccadasse (foto di Silvia SalaCC BY-NC-ND 2.0)

Un cantautore che ha regalato al mondo delle canzoni, vere e proprie poesie, capaci di emozionare chiunque, dalla persona più avanti con l’età, al giovane che la prima volta si avvicina a questo genere e alla canzone-poesia del grandissimo De André.

Adorava la Liguria ed era follemente innamorato della sua città Genova, descritta nelle sue più belle canzoni come “La vecchia città” e la prima citata Creuza de ma. Una terra descritta in lungo in largo, dai carruggi al mare che bagna la Dominante dei mari.

Per chi desidera recarsi a Genova e conoscere al meglio la città, non c’è niente di meglio che passeggiare ascoltando nelle cuffie le bellissime canzoni di De André. Forse, non c’è guida migliore, capace di descrivere non solo gli angoli più nascosti e affascinanti della città, ma anche le tradizioni, il dialetto e la grande cultura genovese.

Il quartiere residenziale di Foce, citato nella canzone “Le acciughe fanno il pallone”, il cuore della città vecchia in “Via del Campo” e così via: un viaggio nell’incantevole Genova, città dalle mille facce, sulle note di un grande compositore italiano. Turismo musicale? Perché no!

Dettagli Mariano Cheli

..."sentirsi liberi attraverso le parole"... Studente in giurisprudenza amante della scrittura. Adoro giocare con le parole e amo informarmi e scrivere in merito a svariati argomenti. Inoltre, amo il mio Paese e giorno dopo giorno cerco di conoscerlo sempre più a fondo e, attraverso la scrittura e il web, presentarlo a quante più persone possibili, sotto molteplici sfaccettature.