“Festival della Commedia Antica”, a Marzabotto la 2^ edizione



Prenderà il via giovedì 7 luglio la seconda edizione del “Festival della commedia antica” di Marzabotto, realizzato dal Comune di Marzabotto in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Bologna, il Parco Storico di Monte Sole e grazie al sostegno di Fondazione del Monte.

Fino al 28 luglio, artisti come Paola Gassman, Elisabetta Pozzi, Luciana Turina, Giorgio Comaschi si avvicenderanno nel suggestivo scenario dell’area archeologica proponendo testi antichi e moderni. L’area archeologica di Marzabotto si presta bene a spettacoli di teatro e musica, tanto che nel programma di questa seconda edizione del Festival è stato inserito uno spazio musicale dedicato a Fabrizio De Andrè.

 La Banda Bignardi Monzuno & Flexus played Fabrizio De André si esibiranno sul palco montato nel Parco. La direzione artistica è dell’ Associazione Le Nuvole di Sasso Marconi.
Sono tanti gli appuntamenti di questo Festival che ha lo scopo di riavvicinare all’arte dell’archeologia e del teatro soprattutto i giovani, che spesso si sentono lontani da questi affascinanti arti che hanno un glorioso e antichissimo passato.

Il Festival costituisce anche l’occasione per una visita attenta alle necropoli di Marzabotto. Le due necropoli della città etrusca di Marzabotto sono situate immediatamente al di fuori delle porte nord e est della città e il loro attuale aspetto appare profondamente mutato rispetto all’originario a causa di interventi ottocenteschi.

La scelta di adibire queste aree a sepolcreti è dettata da un lato dalla consuetudine di seppellire i morti al di fuori dell’abitato, come nella maggior parte delle civiltà antiche, dall’altro da una relazione profonda tra le tombe e le strade di accesso alla città. Alla porta nord giungeva infatti la via proveniente da Felsina (Bologna), mentre dalla porta est aveva inizio il percorso che, attraverso gli Appennini, metteva in collegamento l’Etruria padana con quella tirrenica.

Da visitare anche la cosiddetta fattoria romana, messa in luce durante le campagne del 1966 e 1974-76, si trovava all’estremo lembo nord-orientale dell’impianto urbano etrusco. Si tratta di un impianto rustico caratterizzato da tecniche edilizie e materiali molto modesti e fornito di due fornaci funzionali alla cottura di laterizi, elemento che testimonia l’autosufficienza del piccolo complesso.

E poi ancora tanto altro da vedere ed esplorare, soprattutto se in compagnia di esperti guide, che sono sempre disponibili e cordiali.