Visitare Siracusa città della Magna Grecia e di Santa Lucia

Visitare Siracusa città della Magna Grecia e di Santa Lucia


Cosa Vedere a Siracusa

In Sicilia sono molte le località che hanno fatto la storia della Magna Grecia; di quel popolo e di quella cultura sono state le protagoniste per secoli. Tra queste si colloca Siracusa.

Fu fondata nel 734 a.C. da coloni corinzi. La città ha il suo centro storico nella piccola isola di Ortigia.

Nel corso del VI secolo Siracusa si ampliò ulteriormente nel quartiere residenziale della Tyche, a nord di Acradina, e in quello monumentale della Neapolis, oggi straordinaria area archeologica, si compie un viaggio nella storia che affonda le radici nel VII secolo a.C., quando si scavavano le colline calcaree per ricavare grossi blocchi di pietra.

Una pietra porosa e conduttrice d’acqua che col tempo ha dato origine alla lussureggiante vegetazione, una vera e propria oasi urbana. Fra le grotte intagliate dagli schiavi ve n’è una dall’andamento sinuoso e dall’acustica perfetta, l’Orecchio di Dionisio: un nome dategli dal Caravaggio suggestionato da una leggenda che vedeva protagonista il tiranno Dionigi sorpreso ad origliare trame contro la sua persona.

Vista del prospetto laterale esterno: incorporamento delle colonne greche del tempio di Atena

Vista del prospetto laterale esterno: incorporamento delle colonne greche del tempio di Atena– foto di Cucchiara69 ( CC BY-SA 4.0)

L’area comprende il Teatro greco, tra i più grandiosi del mondo antico, ha un diametro di 140 metri e risale al V secolo a,C. Degna di visita è l’Ara di lerone o Cerone, il più grande altare di età greca che sia giunto fino ai nostri giorni. E ancora, le Latomie, sfruttate come cave per la costruzione del nuovo quartiere della Neapolis, risalgono probabilmente al V secolo a.C.

Superato il ponte Nuovo che collega Siracusa all’isola di Ortigia, ci si trova in piazza Pancali, con i ruderi del tempio di Apollo risalente al VI secolo a.C. Dalla piazza si imbocca via XX Settembre, dove emergono tratti delle mura greche.
I Greci portarono in Sicilia soprattutto la loro cultura militare e le loro incredibili fortificazioni, che per l’epoca erano davvero ingegnose.

In una delle più fiorenti polis del Mediterraneo, sin dalla vicina piazza Duomo, l’Akropoli, lo sguardo si perde fra i dettagli delle facciate barocche dei tanti palazzi, compreso il municipio.

In questa piazza sorgeva uno dei più sfarzosi templi greci dedicato ad Atena, il cui simbolo, uno scudo in oro, campeggiava nella facciata un tempo rivolta al mare, diventando con il sole riflesso un faro per i naviganti.

Questo tempio è stato inglobato in quello che oggi è il Duomo.

Duomo di Siracusa

Duomo di Siracusa– foto di Guillaume ( CC BY 2.0)

II castello Eurialo è la più geniale opera di architettura militare giunta sino a noi dal mondo greco. Costruito da Dionisio nel IV secolo a.C. Il forte è preceduto da tre fossati scavati nella roccia; nel terzo sono visibili i tre pilastri che sorreggevano il ponte levatoio, a collegamento di una prima postazione di difesa al maschio centrale, vero nucleo difensivo.

Siracusa è dunque una città ricca di storia e di fascino, da inserire a pieno titolo negli itinerari turistici che vogliono ripercorrere i fasti della Magna Grecia.

I Greci e la cultura del vino

Furono i Greci a diffondere in Italia la coltivazione della vite e la cultura del vino.

Il “vino greco”, che costituì per molti secoli uno dei prodotti di punta della Magna Grecia, ricordava nel nome quell’origine. Altri furono il Falerno, il Piceno, il Sorrento, UCecubo, UPeligno, il Sabino. Di tutte queste varietà esistevano diversi tipi.

Si trattava spesso di vini aromatizzati con vari ingredienti, erbe, spezie, miele: tale era il gusto dell’epoca; ancora nel Medioevo il vino era considerato una materia prima da rifinire più che un prodotto finito. Il gusto era talvolta condizionato dalle necessità di conservazione: a tal fine anche il vino, esattamente come le carni, i formaggi o i pesci, veniva sottoposto a trattamenti che consentivano di ‘tenerlo’più a lungo. Un vino affumicato si produceva a Benevento.

Diffusa era anche l’abitudine, portata in Italia dai Greci e conservatasi nel mondo romano, di salare il vino con una piccola quantità di acqua di mare.
Ancora una volta dunque la Grecia è la nazione che per prima nel Mediterraneo ha introdotto usi e costumi che poi si sono diffusi in tutta Europa e in tutto il mondo.

Siracusa è dunque una città ricca di storia e di fascino, da inserire a pieno titolo negli itinerari turistici che vogliono ripercorrere i fasti della Magna Grecia.

La città di santa Lucia

Siracusa offre ai turisti cultura, storia, bellezza paesaggistica e gastronomia tutto l’anno, ma in particolare è d’estate che la città dà il meglio di sè.

All’interno del Duomo o sono custoditi: l’unica reliquia di Santa Lucia rimasta nella sua città natale e la statua in argento che in dicembre e maggio esce in processione con tutti gli onori riservati alla patrona.

Come tradizione vuole, il simulacro sarà portato a spalla dalla Cattedrale sino alla Basilica di santa Lucia al Sepolcro, dove rimarrà sino al giorno dell’Ottava per poi rientrare in cattedrale a seguito di migliaia di fedeli.

Santa Lucia 1527, di Antonello Gagini

Santa Lucia 1527, di Antonello Gagini– foto di Giovanni Dall’Orto. ( Fotografia autoprodotta)

Secondo l’agiografia ufficiale, Lucia nacque in una casa di Ortigia tra il 203 e il 285. Erano quelli gli anni delle persecuzioni dei cristiani e Lucia fu una delle vittime dei soprusi del pretore di Siracusa, Pascasio che – si dice, per una passione negata – la accusò di disobbedire all’editto di Diocleziano che vietava espressamente il culto ai cristiani.

Il martirio della Vergine fu segnato dal miracolo: torturata a lungo, Lucia non cedette mai, e né il fuoco né la violenza riuscirono a scalfire il suo corpo. La morte avvenuta il 13 dicembre del 304, fu causata da una coltellata al collo secondo le fonti greche, mentre la tradizione latina vuole che la Santa siracusana sia sta decapitata.

Il corpo di Lucia rimase a Siracusa sino al 1038 quando il generale bizantino Giorgio Maniace, entrato a Siracusa penso di trafugare le reliquie per trasportarle a Costantinopoli. Nel 1204 una crociata dirottata su Costantinopoli dai veneziani fece si che questi si impadronissero delle reliquie della Santa e la trasponessero a Venezia, nella chiesa di S.Geremia, dove tuttora si trova.

Nei secoli successivi alcuni  frammenti fecero rientro a  Siracusa: tre frammenti di costole sono oggi installate nel petto del simulacro.

A Siracusa alla santa è dedicata la chiesa vicina al Duomo che custodisce una tela del Caravaggio, fermatesi a Siracusa dall’amico pittore Minniti dopo esser fuggito da Malta. All’artista si deve anche l’affascinante nome di una delle cave di pietra della città greca.

Visitare Siracura

Tanti altri sono i luoghi segreti e non che custodisce Siracusa, una meta da mettere sicuramente negli itinerari di viaggio in Sicilia.
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