Cosa vedere a Teramo

Cosa vedere a Teramo


Giro turistico di Teramo

Teramo, città dell’Abruzzo, è adagiata in una conca pianeggiante che si apre, fra una bella schiera di monti, presso la confluenza del Vezzola con il Tordino.

Dopo questa breve descrizione sulla posizione della città, ne iniziamo ora il giro turistico.

Sostiamo nel piazzale alberato che precede la Porta Reale.

Qui ammiriamo la Chiesa della Madonna delle Grazie che ci mostra sull’Altar Maggiore un bellissimo gruppo in legno della “Madonna con il Bambino”.

Superata la Porta, seguiamo il Corso De Michetti fino alla Chiesa di San Francesco che si adorna di un mirabile portale romanico.

Vicino alla Chiesa si apre il Largo Melatini, dove sorge la casa medioevale della famiglia dei Melatini.

Procedendo per il corso, usciamo in vista del monumento più importante della città: il Duomo.

Bello e solenne sulla sua alta gradinata e con il suo maestoso campanile a fianco.

Al centro della facciata, coronata da merli, splende come un gioiello il meraviglioso portale gotico, decorato di mosaici e di statue e sormontato da un timpano che incornicia un finissimo rosone.

L’interno del tempio, nobile ed austero, si suddivide in due parti: una anteriore in stile romanico, fatta costruire nel XII secolo dal vescovo Guido II, e una posteriore in stile gotico, fatta aggiungere nel Trecento da un altro Vescovo della città.

Vi ammiriamo, tra le altre opere d’arte, lo stupendo “Paliotto d’argento”, capolavoro di Nicola da Guardiagrele, che riveste l’Altar Maggiore con 35 scene raffiguranti la vita di Gesù.

La Cappella del Coro, ornata da bellissimi quadri.

La barocca Cappella di San Berardo, patrono della città. La vetrata a colori dell’abside. Nella Piazza a destra della Cattedrale sorgono il Palazzo Vescovile, a portivi, e il Palazzo del Municipio sede del Parlamento medioevale.

A sinistra della Cattedrale, e poco lontano da essa, sorge il Teatro Romano.

Di esso rimangono solo tre arcate e alcuni ruderi della scena. Altri resti di un anfiteatro si trovano nell’orto del vicino Seminario.

Ci portiamo, ora, dietro la Cattedrale, nella Piazza Martiri che è il centro di Teramo.

Qui passeggiamo sotto i portici della Piazza e del vicino Corso San Giorgio. Seguiamo questo Corso, maggiore arteria della città, fiancheggiando così il Palazzo del Governo e il Teatro Comunale.

Nelle vie adiacenti troviamo il Palazzo Delfico, il Palazzo di Giustizia, il Convitto Nazionale in Piazza Dante e la Chiesa di Sant’Agostino.

Alla fine di Corso San Giorgio troviamo Piazza Garibaldi, ornata al centro da una bella fontana, e con una vista panoramica fino al Gran Sasso.

Di fianco alla Piazza si apre il Giardino Pubblico, con un laghetto e una palazzina che ospita il Museo Civico con sculture, bronzi, monete e altri oggetti ritrovati nel territorio teramano.

Il santuario di San Gabriele a Teramo

Sarà perchè la sua festa, secondo il calendario della Chiesa, è  il 27 febbraio, oppure perchè è davvero uno dei santi più amati e giovanili, ma san Gabriele dell’Addolorata continua ad essere molto venerato e non solo dalla gente d’Abruzzo.

Una meta di continui pellegrinaggi per tutto l’anno è il suo Santuario, che è come una perla incastonata nella stupenda cornice del Gran Sasso teramano.

Ecco in breve la sua storia.

Quando in uno dei suoi viaggi in Abruzzo san Francesco d’Assisi, nel 1215, raggiunse la collina del Gran Sasso trovò un’edicola dedicata all’Annunziata; in vicinanza, nel 1216 fu iniziata la costruzione di un convento e di una chiesa più grande, dedicata poi all’Immacolata.

Restaurata nel 1590, l’antica chiesa fu ingrandita nel 1908 dai Passionisti, subentrati ai Francescani nel 1847; fu poi abbellita di cupola nel 1920 e nel 1929 si arricchì dell’elegante facciata. Sulla navata destra si apre la Cappella di San Gabriele, inaugurata nel 1920; risulta assai pregevole per la finezza dello stile gotico inglese.

Sotto l’altare della cappella, nel 1920, è stata collocata l’Urna in bronzo dorato, contenente le spoglie di san Gabriele racchiuse in una statua metallica.
A ridosso della colonna destra del transetto, un piccolo recinto protegge la Tomba di san Gabriele, sulla quale dal 1892 continuano ad accadere strepitosi prodigi.

Importanti e belli sono gli affreschi restaurati del catino (Gloria di san Gabriele) e dell’Abside sono di Ugo Scaramucci (1921); la Immacolata dell’altare maggiore è copia dello Scaramucci sull’originale del Gagliardi.

Stupendo è anche l’ Organo Settecentesco. Si tratta di un organo a canne, risalente alla fine del Settecento, opera raffinata della ditta Agati-Tronci, che arrivò al
Santuario nel 1908, proveniente dalla cattedrale di Pistoia.

Ovviamente a tutto questo fa da cornice la stupenda vista del Gran Sasso che rende il posto davvero paradisiaco.

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Foto principale di María Neupavert Sánchez – (CC BY-NC 2.0)

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