Giro turistico di Savona

Savona, capoluogo della Liguria, è adagiata in una breve pianura alla foce del Torrente Letimbro. Appena usciti dalla Stazione ci appare la vasta ed alberata Piazza del Popolo. Scendiamo per la Via Paleocapa, che è la principale arteria della città, fiancheggiata da portici e sempre animata dal passaggio cittadino. Essa sfreccia in direzione del porto, aprendosi in Piazza Mameli.

In questa sorge il Monumento ai Caduti. I quattro giganti del monumento reggono una campana che ogni sera dà 21 rintocchi in ricordo dei Caduti Savonesi. A sinistra della piazza giungiamo in Piazza Diaz davanti al bel Teatro Chiabrera. Tornando in Via Mistrangelo verso Via Paleocapa, sostiamo un momento alla Chiesa di San Giovanni Battista. Attraversiamo quindi la Via Paleocapa e proseguiamo per la Via Pia, la strada più importante della città vecchia.

Ecco sulla sinistra la Piazza Chiabrera con la Chiesa di Sant’Andrea e il Palazzo Pozzobonello. Questo ospita la Pinacoteca Civica che conserva opere d’arte di noti pittori e una bella raccolta di ceramiche savonesi dei XVI e XVII secoli. In fondo alla Via Pia ecco aprirsi la Piazza della Maddalena e la Piazza della Rovere. La prima con il Palazzo Multedo e la seconda con l’imponente Palazzo della Rovere del rinascimento.

Ecco la Torre del Brandala nella cui cella campanaria è la “Campanassa” che ha sostituito la vecchia campana con la quale, nel Medioevo, veniva chiamato a raccolta il popolo. E poco più in là le medioevali Torri Riario e Corsi. Ecco, infine, risalendo da qui per brevi vicoli, il Duomo e accanto a questo la Cappella Sistina. L’interno del Duomo contiene notevoli opere di scultura, fra cui il “Battistero”. E’ recinto da una balaustra, da un crocifisso marmoreo e dal coro.

Per Corso Italia, la più bella via della città, e più oltre per il Viale Dante, giungiamo ora al Giardino Pubblico. Su esso prospettano la Fortezza Priamar dove Giuseppe Mazzini prigioniero preparò la “Giovane Italia”. Scendiamo quindi per la vicina Via Mazzini e, oltre il Mercato, per la Via Gramsci, che costeggia la Vecchia Darsena piena di imbarcazioni. Questa breve visita alla città si conclude così nel Largo Pancaldo dove sorge la Torre di Leon Pancaldo.

Leon Pancaldo, nato nel 1490, si struggeva sin da ragazzo all’idea di diventare marinaio. E 18 anni si fece ingaggiare come mozzo su un veliero per l’Oriente. Navigando su diverse navi, imparò presto l’arte marinaresca con una conoscenza di tutti i mari. Fu il pilota della nave ammiraglia agli ordini di Ferdinando Magellano. Nonostante molte avversità, si sacrificò divenendo prigioniero dei Portoghesi e poi liberato. Dopo poco riprese a navigare e salpò per l’America del Sud a bordo della Santa Maria, ma non fece mai ritorno.