Cosa visitare a Catanzaro

Cosa visitare a Catanzaro


Catanzaro, capoluogo della Calabria, è una vivace e simpatica città che si allunga sopra un’alta rupe dai fianchi scoscesi dominante la confluenza dei torrenti Musofalo e Fiumarella.

Da lassù, la città gode un’incantevole panorama sui monti e sul vicino Mar Ionio. Il nome Catanzaro deriva dal greco: catà anzos, che significa “sopra il burrone”.

E infatti furono i Greci bizantini a fondare la città più di mille anni fa, quando cioè riconquistarono la Calabria sottraendola agli Arabi.

Ben presto il piccolo centri si ingrandì divenendo rifugio dalla malaria e dalle incursioni saracene. Conquistata nel 1055 dai Normanni, conservò comunque usi e costumi bizantini. Divenne poi sotto gli Angioini un feudo della famiglia dei Ruffo.

Nel 1466 Alfonso I d’Aragona, re di Spagna, concesse a Catanzaro l’indipendenza politica. Nel 1528 resistette all’assedio del francese Lautrec e così detenne il titolo di “città magnifica e fedelissima” da Carlo V imperatore di Spagna.

Cartolina della legione Catanzaro

Cartolina della legione Catanzaro – foto di Wikipedia (Pubblico dominio)

Nel 1738 i Borboni successero agli Spagnoli ed il loro governo durò fino al 1860. Catanzaro contribuì alla causa del Risorgimento. Si unì poi alla patria italiana ed iniziò un vasto rinnovamento edilizio che cambiò quasi interamente il suo volto.

Catanzaro ha come particolare caratteristica ed è la città dei tre “V”: il Vento, i Velluti di seta e Vitaliano che è il nome del suo Santo vescovo protettore.

Passiamo ora al giro turistico della città

Ci guida verso Catanzaro, dalla Stazione  una strada che risale il colle con numerose curve, raggiungendo gli spalti della città.

Si tratta di una specie di balconata panoramica da cui si ammira una splendida vista del Golfo di Squillace e di un ampio giro di montagne.

Giungiamo così all’inizio del Corso Mazzini, che è la principale arteria della città e che l’attraversa in tutta la sua lunghezza, aprendosi in varie piazze.

Il Duomo della città

Il Duomo della città – foto di Wikipedia (Pubblico dominio)

Da una di queste, Piazza Cavour adorna di una bella fontana, saliamo per la Scalinata di Via dei Tribunali fino alla Chiesa del Rosario. La Chiesa è detta che di San Domenico e poco oltre troviamo il Duomo, ricostruito dopo la distruzione dell’ultima guerra. Eccoci ora dalla parte opposta del Corso, alla Villa Trieste che è il Giardino Pubblico della città.

All’ingresso della Villa sorge la palazzina del Museo Provinciale con oggetti preistorici e materiale risalente alla Magna Grecia.

Basilica dell'Immacolata–

Basilica dell’Immacolata– foto di GJo ( CC BY-SA 3.0)

Di nuovo in Corso Mazzini, incontriamo il Palazzo Fazzari e giungiamo al centro della città circondato dai Palazzi della Prefettura, del Teatro, del Liceo e della Basilica dell’Immacolata.

In Piazza Matteotti si erge il Monumento ai Caduti, di fronte al Palazzo di Giustizia. Inizia così la parte nuova della città con i quartieri del Rione Milano, della Villa Menichini e dell’Osservanza. In quest’ultimo troviamo la Chiesetta dell’Osservanza con la statua della Madonna delle Ginestre.

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Tradizioni particolari:  la processione dell “A’ naca”

Nelle città del Sud la pia devozione è ancora molto praticata e le varie confraternite e associazioni religiose si attivano per processioni, rappresentazioni e ricordi della Passione di Gesù in varie forme. Tra le regioni meridionali che interpretano meglio lo spirito della settimana santa c’è la Calabria.

In particolare a Catanzaro ogni anno il Venerdì Santo si svolge una suggestiva processione che affonda le sue radici nel periodo della dominazione spagnola, ma sicuramente si rifà alle sacre rappresentazioni medievali. Si tratta della procesione detta “A’ naca”.

Il termine «’a Naca» definisce quella sorta di culla in cui viene depositata la statua del Cristo morto, e ha origini incerte, probabilmente deriva dal greco nache, pelle di pecora, materiale con cui si costruivano le culle. La processione si svolge, a rotazione, partendo dalla chiesa di una delle quattro congreghe religiose della città: del Carmine, di San Giovanni, del Rosario e dell’Immacolata.

Il corteo è preceduto dal gonfalone e viene portato in processione anche l’ombrellone con i colori della chiesa da cui esce la Naca, con la statua del Cristo accompagnata da quattro angeli ai lati, da una croce con due angeli e dal simbolo del pane spezzato, subito seguita dalla statua della Madonna Addolorata.

Suggestiva e particolare, un piccolo assaggio delle tante tradizioni calabresi da scoprire.

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