Convenzione Ramsar a tutela delle zone umide del mondo



La Convenzione di Ramsar (città dell’Iran) sulle zone umide festeggia quest’anno il suo 40° anniversario. Si tratta di un accordo a livello internazionale relativo a paludi, stagni, lagune, acquitrini e bacini, naturali o artificiali, permanenti o temporanei, di acqua stagnante o corrente, sia dolce sia salmastra, o salata.

Comprese «le distese di acqua marina la cui profondità, durante la bassa marea, non superi i sei metri». Un tempo, queste zone erano considerate insalubri. Secondo la Convenzione, invece, devono essere protette in quanto ecosistemi preziosi, regolatori del ciclo delle acque, e habitat di flora e fauna caratteristici e in particolare di uccelli acquatici, che nelle zone umide riposano, soggiornano, si riproducono.
Nel 2010 hanno aderito all’accordo 159 paesi, con 1.889 siti. In Italia, i siti sono più di 50, dal Piemonte alla Sicilia, passando per i laghi toscani e le Valli di Comacchio.

Secondo il Wwf, in Europa, il 90% delle aree umide sono scomparse nell’ultimo secolo; in Italia, i 3 milioni di ettari stimati nell’epoca romana si sono ridotti a circa 800mila. Ciononostante quasi il 50% delle specie di uccelli presenti nel nostro paese vivono in queste zone. Stagni e acquitrini, preziosi per la vita di molte specie animali, sono anche fonte di conoscenza per gli esseri umani.

Chi ama il birdwatching può osservare, nelle diverse regioni italiane, il fenicottero, l’avocetta e il cavaliere d’Italia, gli aironi (rosso, cinerino, bianco maggiore, guardabuoi, garzetta, sgarza ciuffetto, nitticora), le anatre, il germano reale, la canapiglia, il codone, il fischione, la gallinella d’acqua, l’alzavola, la marzaiola, il mestolone, il fraticello, il fistione turco, la moretta, la moretta tabaccata, il moriglione, lo svasso, il falco di palude, il gheppio, il barbagianni, il cormorano, il raro porciglione e tanti altri.

Il birdwatching, che non è solo l’immortalare gli uccelli con foto più o meno artistiche, ma è anche e soprattutto l’osservazione della natura e della vita degli uccelli, sta prendendo piede in questi ultimi anni in Italia.

Nelle  zone del Delta del Po ad esempio si organizzano spesso durante l’anno, nei periodi di migrazione o di riproduzione, queste osservazioni. A volte sotto la guida di esperti ornitologici e di conoscitori della zona.