Leggende della Campania

La Campania è una regione del Sud Italia e racchiude in se poche ma stupende leggende. La prima e la “leggenda del Lacrima Christi”. Un ottimo vino, chiamato Lacrima Christi, si ricava da una particolare qualità di vite che prospera sulle pendici del Vesuvio. Narra una leggenda che, al tempo in cui Gesù girava il mondo, capitò in Campania. Qui giunto, il Messia volle salire sul Vesuvio per ammirare il stupendo panorama di Napoli. Fu commosso da tanta bellezza.

Esclamò: “è proprio un pezzetto di Paradiso questo: peccato che i suoi abitanti siano dei peccatori”. E così gli si riempirono gli occhi di lacrime. Un giorno alcune donne pie vollero piantare dei tralci dove il terreno era stato bagnato dalle lacrime di Gesù. Subito prosperarono viti che diedero uva eccellente da cui si ricavò appunto il famoso vino “Lacrima Christi”.

Altra bellissima leggenda è “il miracolo di San Catello”. Patrono di Castellammare di Stabia è San Castello, Vescovo e Martire, al quale i fedeli attribuiscono diversi miracoli. Tra questi si ricorda il miracolo del grano. Un anno, a causa di una brutta e lunga siccità tutti i paesi intorno al Vesuvio furono colpiti da una grave carestia. Le bestie morivano per mancanza d’erba e gli uomini morivano anch’essi di fame. Si inginocchiavano davanti a San Castello e, piangendo, lo pregavano.

Un giorno di Giugno una nave piena di grano fu accostata da una barchetta sulla quale c’era un vecchio con la barba lunga. Il vecchio salì sulla nave e riuscì a convincere il capitano della nave a portare il carico a Castellammare dove gliel’avrebbero pagato. Lui lo fece e concluse ottimi affari. Cercò il vecchio e ne chiese notizie per ringraziarlo, ma nessuno lo conosceva. Alla fine si scoprì che il vecchietto era il Patrono della città.

Poi c’è “la leggenda della Campana Sommersa”. Un brutto i giorno i corsari saraceni assalirono la città di Sorrento. Seguirono ore terribili durante le quali gli invasori uccisero molti cittadini, saccheggiarono Chiese e palazzi, devastarono e incendiarono. Radunato l’enorme bottino, il capo saraceno però non era soddisfatto. “voglio anche le campane”. Così i campanili delle Chiese di Sorrento furono spogliati delle loro campane.

Erano tutte campane molto belle, ma la più bella era la campana della Chiesa di Sant’Antonimo. E fu questa che il corsaro si scelse come facendola issare sopra la nave ammiraglia. A un certo punto la nave pirata, in cammino, si arresta improvvisamente frenata da una forza misteriosa. Allora provarono ad alleggerire la nave, ma niente da fare. Allora il capo, esasperato, disse di buttare in mare la bella campana. Allora la nave si mosse e la campana e tutto lì, in fondo al mare.