Torino: il Santuario della Consolata

Torino, capoluogo del Piemonte, è stata definita “la città regale” dal poeta Giosue Carducci. Visitandola infatti vedrai che due sono le cose che più ti colpiranno: la grande quantità di nobili e severi palazzi e gli innumerevoli monumenti di re e di guerrieri che adornano ogni piazza ed ogni giardino. Tra questi monumenti il più bello è sicuramente “il santuario della Consolata”.

Il “Santuario della Consolata”, che sorge in una vecchia zona della città di Torino, è il più conosciuto, il più popolare e forse il più frequentato di tutto il Piemonte. Il fedele che ci entra viene travolto da un’ondata di preghiera. In genere, chi visita le Cattedrali delle grandi città prova riverenza, rispetto ed ammirazione. Chi invece entra qui prova uno strano sollievo, il fardello del cuore si alleggerisce ed i sentimenti diventano dolcissimi.

L’architetto che la progettò fu Guarini all’inizio del Settecento. Le pareti ospitano opere di pittori rinomati e due statue di Vincenzo Vela, scultori tra i più famosi dell’Ottocento. Esse rappresentano, in atto di preghiera, le regine Maria Adelaide e Maria Teresa, devote della Madonna e quotidiane frequentatrici del Santuario. In fondo alla Chiesa c’è l’altare di Filippo Juvara con l’immagine della “Consolata”.

Dalla gran dama alla all’umile vecchietta, dall’industriale all’orfanello, all’operaio in tuta. E tutto un accorrere fiducioso al Santuario. Si entra ansiosi e interpredi, si esce rassicurati e fiduciosi. Una solenne processione con la Madonna, anzi la più solenne processione di Torino e dintorni. Si svolge il 20 giugno di ogni anno. Il “Santuario della Consolata” può essere considerato come l’ingresso alla “Zona Santa” di Torino.

La “Cunsulà” ha origini antichissime. Bisogna risalire al IV secolo, cioè all’invasione dei Visigoti. A quel tempo il Vescovo di Torino propose alla venerazione del popolo un’antica immagine della Vergine, che si trovava nella cappella dedicata a Sant’Andrea. Poi, in un triste giorno di guerra, la Chiesa andò distrutta e la della Sacra Immagine non si trovò traccia. Si dice che, secoli dopo, apparve in sogno a re Arduino.

Una leggenda, inoltre, narra che essa apparve anche ad un povero cieco di Briancon, città della Francia. La Madonna gli disse: “mettiti sulla strada d’Italia e va a Torino”. Il cieco ubbidì, attraverso a piedi molte zone e sul finire del 1100, stanco e lacero, arrivò a Torino. Si fermò a pregare fra le rovine d’un’antica Chiesa, e qui ritrovò la Sacra Immagine e con essa la vista. Sul luogo del miracolo sorse la Chiesa di Sant’Andrea, varie volte distrutta e riedificata.