Personaggi del Trentino Alto Adige: Cesare Battisti

Seguici su Google+:

Cesare Battisti, noto personaggio, è stato un patriota durante l’Unità d’Italia. Battisti fu sempre stato un appassionato geografo e lo studio di questa interessante materia sarebbe dovuta diventare la sua maggiore occupazione. Insieme al geografo Trener iniziò nel 1898 la pubblicazione del periodico “Venezia Tridentina”, raccolta di studi geografici sulla regione.

Battisti infatti non si accontentava di studiare sui libri ciò che descriveva, ma voleva conoscere direttamente, distinguendosi quindi anche come escursionista e alpinista di prim’ordine. Le sue maggiori opere di geografo sono: “Il Trentino: cenni geografici, storici, economici, con un’appendice all’Alto Adige” e “Il Trentino: illustrazioni statistico-economica”. Poco prima della morte, inoltre, stava per pubblicare “La Venezia Giulia”.

Anche nelle opere come geografico, Battisti mise del suo amore per la patria, in modo da sollecitare i Trentini e tutti gli Italiani a risolvere la tormentosa questione dell’irredentismo. Nel 1899 Battisti, che aveva già avuto una madre esemplare, trovò in Ernesta Bittanti una sposa di sentimenti altrettanto elevati. L’anno dopo fondò il giornale quotidiano “Il Popolo”, per cui in seguito lottò sia per il miglioramento del tenore di vita che per l’affermazione dell’italianità del Trentino.

Nel 1911 venne eletto Deputato al Parlamento di Vienna e con articoli e discorsi, insistette sempre sul tema dell’irredentismo, sempre pronto a sostenere la causa. Ed ecco il 1915, l’anno della Quarta Guerra d’Indipendenza. Battisti, che era a Milano dall’anno precedente, non esitò ad arruolarsi volontario tra gli Alpini. E subito si guadagnò la sua prima medaglia al valore militare. Seguì un periodo di calma e tranquillità.

Rieccolo però nell’estate del 1916 al fronte in Vallarsa, poco lontano da Rovereto, città natale della madre. La notte del 10 luglio il suo battaglione ebbe l’ordine di attaccare il Monte Corno ma, non avendo ricevuto rinforzi, furono costretti ad arretrare. Gli Austriaci fecero così prigioniero Battisti e Fabio Filzi. Ebbe inizio così il dolorosissimo calvario subito dall’eroe con calma e dignità. Invano la polizia austriaca cercò di umiliarlo, facendo circondare la carretta, sulla quale egli era avviato al patibolo, da una folla incosciente e scomposta.

Anche a quella folla, che certamente non capiva la grandezza del suo sacrificio, egli lanciò poco dopo, dalla Fossa del Castello del Buon Consiglio, il grido: “Viva Trentino italiana! Viva l’Italia!”. Fu così Battisti donò la sua vita per la propria patria e grazie a lui e a molti altri come lui, anche Trentino entrò nell’Unità d’Italia.