Cosa fare e cosa vedere a Campobasso

Cosa fare e cosa vedere a Campobasso

Perché si chiama Campobasso?

Campobasso, capoluogo del Molise, è situato a 700 metri d’altitudine e si presenta agli occhi dei turisti come una vivace realtà urbana. La città si compone di una parte antica, che si adagia pittoresca sul pendio di un colle, ed una parte moderna, che si espande in pianura. È la parte più nuova ad accogliere il visitatore con piazze, ampie vie rettilinee lungo le quali passeggiare e giardini.

Perché Campobasso? Due sono le teorie che ruotano attorno alla scelta di questo nome: la prima fa riferimento al castello, costruito sul colle, ai piedi del quale, in passato, si estendeva il “campus vassorum”, cioè dove stavano i vassalli dipendenti dei feudatari. La seconda teoria fa diretto riferimento ai primi Signori che governarono questi luoghi. I primi feudatari furono i Longobardi, poi i Conti di Molise con Nicola Monforte, le signorie dei Gonzaga di Mantova e dei Carafa di Napoli. All’inizio del XVIII secolo morì l’ultimo del Carafa e i cittadini vollero governarsi da soli. Scelsero il popolano Salvatore Romano e sotto la sua guida iniziarono a creare la città nuova, destinata a diventare più grande e popolosa. Dato che la posizione della nuova città era più bassa rispetto al colle, si decise di chiamarla Campobasso.

In quel particolare e tanto movimentato periodo storico, in città nacque anche la “Festa del Corpus Domini” o “Sagra dei Misteri” che ancora oggi si celebra. Consiste in una sfilata di macchine del 1740 costruite da Paolo di Zinno, ognuna delle quali ha speciali congegni di ferro per sostenere le persone, per la rappresentazione di scene di misteri cristiani e miracoli di Santi. Ci sono bambini vestiti da angeli che, grazie ai congegni, sembrano volare. Le macchine vengono portate in spalla da robusti giovani.

(a cura di Matteo)

Cosa vedere a Campobasso: un veloce tour della città.

Iniziamo il nostro giro turistico per le strade della città. Appena usciti dalla stazione, si comincia a camminare sulla superficie di Piazza Vincenzo Cuoco, dove si trovano un curato giardino e il Monumento a Garibaldi. In Via Vittorio Veneto ammiriamo il Palazzo dell’Istituto Tecnico dedicato a Leonardo Pilla ed il Museo Sannitico. Usciti in Piazza Battisti e procedendo per il Corso Mazzini, su cui prospetta il Convitto Nazionale Mario Pagano, si giunge in Piazza Gabriele Pepe. Da questa Piazza è possibile proseguire per il famoso Corso Vittorio Emanuele e Corso Bucci.

Seguendo il primo si arriva in Piazza-Giardino Vittorio Emanuele dove sorgono il Municipio e il Palazzo di Giustizia. Poi, il Corso si allarga e un ampio giardino si palesa in tutta la sua naturale bellezza, fino a giungere in Piazza della Vittoria, che nasconde alle sue spalle la bella Villa Comunale. Seguendo Corso Bucci si esce in Piazza della Prefettura, dove è possibile ammirare il Palazzo del Governo e la Cattedrale della Santissima Trinità.

Una volta arrivati ai piedi della Città Vecchia è possibile salire per Via del Borgo con la Chiesa di San Leonardo o per Via Chiarizia, che porta alla Chiesa di San Bartolomeo. Oltre troviamo la Chiesa di San Giorgio del XIII secolo ed il Castello Monforte del 1549. Ammirare il panorama dall’alto è davvero emozionante: la città è circondata da monti, schiere di poggi coronati da borghi, praterie, campi e boschi.

Campobasso

Campobasso Piazza Prefettura (Public Domain, Link)

(a cura di Matteo)

La medievale Campobasso

Una città antica, quindi ricca di fascino e dove è possibile respirare, in ogni angolo, un profumo storico ammaliante. È una città, così come tante altre realtà che occupano il prezioso e ricco suolo della nostra penisola, dalla doppia faccia. Due volti che si specchiano nella storia: il primo truccato con colori e tecniche medievali, il secondo propenso ad utilizzare un trucco più moderno, fatto di colori più lucenti, ma sempre rispettosi delle antiche tecniche di bellezza.

Nel Medioevo la città di Campobasso era totalmente chiusa tra le mura, delle quali ancora oggi è possibile ammirare i resti di alcune delle più importanti porte. Gli antichi vicoli e le scalinate permettono al visitatore di entrare e muoversi alla scoperta dei più interessanti dettagli storici, un tempo simbolo della potenza della città. Il fascino delle vecchie case in pietra, tutte con il loro tranquillo cortile interno, riesce a sedurre anche chi della modernità si fa portavoce. Dall’alto della città antica di Campobasso è possibile godere di un panorama a dir poco mozzafiato: dal Castello Monforte, nelle più limpide giornate, è possibile scorgere i caratteristici tratti del territorio del Matese, fino alla Maiella e ai primi angoli della bella Puglia.

Tra le cose da vedere a Campobasso, proprio nella parte più antica, non possono mancare i grandi portali delle case signorili, realizzati in pietra e con decorazioni affascinanti e stemmi delle varie famiglie.

Città vecchia Campobasso

Uno dei vicoli della medievale Campobasso (Di trolvag, CC BY-SA 3.0, Collegamento)

Cosa vedere nei dintorni di Campobasso: un territorio tutto da scoprire!

Il Molise è una regione troppo spesso messa nel dimenticatoio, sempre messa in ombra dalla luce di altre regioni, forti delle loro più gettonate mete turistiche. Mai sottovalutare le potenzialità di un territorio, specialmente quando non lo si conosce bene. Campobasso, città semplice e affascinante, sorge in un territorio a dir poco incantevole. Le montagne molisane offrono scenari unici e la possibilità, a tutti gli amanti dell’alpinismo, della speleologia e a chi ama fare escursioni, di divertirsi e di toccare con mano le bellezze naturali che qui si mostrano in tutto il loro splendore.

Dove andare? Nei dintorni di Campobasso da vedere è Campitello Matese, piccolo borgo, ma grande meta per gli appassionati di sci. Gli impianti qui presenti possono tranquillamente ospitare un numero elevato di turisti, ai quali è offerta la possibilità di sciare lungo splendide piste, senza mai distogliere lo sguardo dal superbo paesaggio. Anche l’Oasi WWF a Guardiaregia-Campomarino è una tappa da fare assolutamente: a contatto con la natura più selvaggia, percorrendo i sentieri utilizzati dai pastori, che nel periodo estivo conducevano i loro greggi fino alle pianure pugliesi.

Montagna, ma anche mare. I 38 chilometri di costa (non sono tanti, ma sono davvero caratteristici) offrono la possibilità di tuffarsi in un limpido mare, sfruttando i tantissimi servizi e le strutture ricettive di alto livello.

I principali eventi a Campobasso

Prima abbiamo nominato una delle manifestazioni religiose più antiche e importanti che si svolgono nella città di Campobasso. Tra gli eventi da non perdere la Sagra dei Misteri occupa un posto di rilievo. In occasione del Corpus Domini, tra le strade della città, prende vita una processione molto particolare: i Misteri, cioè particolari macchine di legno, alla cui sommità vengono solitamente imbracati bambini (o adulti), si muovono lente, trasportate a spalla dai più forti uomini della città.

Quadri viventi che rappresentano alcune scene bibliche e agiografiche: ecco cosa sono i Misteri. La religione abbraccia l’arte. Delle 18 macchine (Misteri) create a partire dalla metà del XVIII secolo, oggi se ne contano 12 (le altre sono andate distrutte in seguito al terremoto del 1805).

L’effetto creato è quello di persone sospese in alto, le quali sembrano non esser sorretti da niente. Infatti, i costumi indossati dai figuranti sono creati con lo scopo di coprire le parti metalliche della struttura delle macchine, in modo tale da far risaltare la sola persona. È un evento religioso, definibile anche come affascinante manifestazione artistica, da vedere a tutti i costi.

Cosa mangiare a Campobasso? Semplicità e gusto della cucina locale.

Un popolo dalla storia antica, ma dalle umili origini. I molisani offrono la possibilità di assaggiare piatti unici, simbolo di una tradizione gastronomica antica e che della semplicità ha fatto il suo principale ingrediente.

Piatti umili, ma dal ricco gusto! Questo è uno di quei rari casi in cui la ricchezza riesce ad abbracciare la povertà, creando un qualcosa di unico e raro. La ricchezza dei sapori e la povertà degli ingredienti: è questo il segreto del successo della cucina molisana. Olio, vino, formaggio e salumi sono i pilastri su cui poggia il palazzo della tradizione enogastronomica della regione e del suo capoluogo. Prodotti tipici ben lontani dall’industrializzazione del cibo, che ormai interessa la maggior parte delle regioni. Qui, le tradizioni culinarie sono sacre, così come è sacra l’ospitalità. Il visitatore sarà accolto a braccia aperte e per mano condotto in un mondo di sapori che difficilmente le papille gustative riusciranno a dimenticare.

Cosa assaggiare a Campobasso?

Tutto ciò che vi viene offerto. Rinunciare ad assaggiare uno dei piatti tipici equivale ad un’offesa alle persone del posto e alla magia della cucina italiana di un tempo.

Il maiale è il re delle tavole molisane. È consuetudine iniziare un bel pranzo con l’insalata di maiale o assaggiando della trippa di maiale condita con tanto peperoncino. Come inizio non è male! Un avviso prima di proseguire: non è la regione adatta a chi tiene particolarmente alla propria linea e chi vive in uno stato di perenne dieta.

Ecco un elenco dei piatti tipici molisani da mangiare nei migliori locali di Campobasso: Fascadielle (polenta con ragù, ventresca e formaggio), crioli con le noci (pezzetti i baccalà accompagnati da noci spezzettate), tacozze con fagioli, maccheroni con la mollica, larduocchi (maiale e peperoni sottaceto), baccalà al forno con patate. Ponti per i dolci? I cauciuni ripieni di pasta di ceci, le caragnole e le peccellate sono i più famosi dolci molisani, pronti a farvi vivere l’ultima indescrivibile emozione di un lungo (e impegnativo) pranzo.

Tra una portata e l’altra non dimenticate di assaggiare i salumi locali e il pecorino molisano. Con quale vino accompagnare piatti così forti e gustosi? Ovviamente, con un bel bicchiere di Biferno, tipico della provincia di Campobasso, perfetto sia per piatti a base di carne, che per specialità di mare.

Dettagli Mariano Cheli

..."sentirsi liberi attraverso le parole"... Studente in giurisprudenza amante della scrittura. Adoro giocare con le parole e amo informarmi e scrivere in merito a svariati argomenti. Inoltre, amo il mio Paese e giorno dopo giorno cerco di conoscerlo sempre più a fondo e, attraverso la scrittura e il web, presentarlo a quante più persone possibili, sotto molteplici sfaccettature.