Cosa vedere a Cagliari

Cosa vedere a Cagliari

Alla scoperta di Cagliari

Bella la Sardegna!

Spiagge incantevoli, mare cristallino e un paesaggio naturale che porta tutti ad esclamare: “ma questo è il paradiso”!

Questa volta non ci occuperemo della descrizione delle più belle località dove tuffarsi e nuotare in tutta tranquillità. È la volta di Cagliari, splendida città che è possibile visitare anche in un solo weekend.

Due giorni possono bastare per visitare i quartieri più belli del Capoluogo della Sardegna, ricco di storia, piazze e meravigliosi edifici che si susseguono nella tranquillità di un contesto adatto davvero a tutti.

Per gli Aragonesi era la Città Regia, dove risiedevano i viceré, ma a seguito delle guerre dinastiche spagnole passò sotto il dominio della dinastia Sabauda (Regno Sardo-Piemontese). Cagliari è una delle “grandi città d’Italia”, ma ha una caratteristica che poche altre grandi realtà urbane del nostro Paese hanno: un ecosistema naturale che sembra non essere stato intaccato minimamente dal cemento. I suggestivi colli, i parchi, gli stagni e il mare sono lì, a fare da sfondo alle costruzioni moderne e a quelle che rievocano un affascinante passato. Come tutte le altre località della Sardegna, anche qui si respira una selvaggia aria che crea un dolce contrasto con la concezione di moderna città.

Cagliari è facilmente raggiungibile: sono tantissimi i voli e le tratte navali che collegano la città (e tutta l’Isola) allo stivale. Insomma, non avete più scuse per partire e trascorrere qualche giorno alla scoperta delle bellezze di questa affascinante meta turistica.

Panoramica della parte bassa della città

I quartieri più belli di Cagliari

La città si divide in 4 grandi quartieri, ognuno con la sua storia e con le sue bellezze da mostrare a chi, saggiamente, qui si reca.

Il Quartiere della Marina è un ottimo punto di partenza per visitare Cagliari. Un tempo abitato da pescatori e commercianti, oggi cuore pulsante della città. Vivace e seducente: tutti coloro che arrivano dal mare potranno ammirare, già da lontano, i palazzi colorati, per poi addentrarsi e passeggiare tra i vicoli che si snodano tra botteghe e piccole piazze. Due sono i pericoli: farsi coinvolgere troppo dalla vivacità della gente del posto, ospitale e sempre pronta a consigliare su come vivere Cagliari nel miglior modo possibile, e farsi rapire dalla bontà dei piatti tipici di una ricca tradizione culinaria che si possono assaggiare praticamente in ogni angolo del quartiere.

Cagliari, proprio come la Città Eterna, sorge su 7 colli, e su quello più alto si sviluppa il Quartiere di Castello (centro storico), il più importante (non a caso i cagliaritani identificano la città come “Casteddu”). È il Bastione di Saint Remy la prima cosa da visitare, con la grande possibilità di poter ammirare anche un panorama mozzafiato. Palazzi signorili, antiche torri e bellissime terrazze rendono questo storico quartiere straordinario. Il passato sembra non essere mai passato, anzi ha stretto una sana amicizia con la modernità. A piedi, con il trenino o in ape calessino: sono diversi i modi per poter ammirare bene ogni angolo.

Il Quartiere Villanova è il fulcro del commercio e il centro della moda. Tanti negozi e atelier che offrono la possibilità di concedersi qualche ora di shopping, passeggiando lungo strade dove non mancano fiori e grandi alberi. In passato Villanova era abitato da contadini e circondato da vasti campi e vigneti.

Stampace è l’altro storico quartiere di Cagliari, un tempo sede di numerose botteghe di artigiani e artisti. Da sempre è legato ai festeggiamenti di maggio e a Sant’Efisio, ospita bellissime chiese barocche: da visitare la Chiesa di San Michele e la Chiesa di Sant’Anna).

Bastione di Saint Remy

Cosa vedere a Cagliari in 2 giorni

Il consiglio è quello di trascorrere tanti giorni nel Capoluogo sardo, ma se è vostra intenzione fermarvi solo per un weekend, ecco qualche spunto per visitare i principali luoghi di interesse.

Nella parte alta della città, il centro storico, il medievale Bastione di Saint Remy, le Torri dell’Elefante e di S. Pancrazio e la Cattedrale di Santa Maria meritano tanta attenzione. Tra gli edifici più importanti del Quartiere Castello c’è anche il Palazzo Regio che sorge nella bella Piazza Palazzo.

Basta allontanarsi di poco dal centro della città per poter ammirare l’antico Anfiteatro di Cagliari e la Villa di Tigellio di epoca romana, ma anche la Necropoli di Tuvixeddu. Non dimenticate di visitare la Grotta della Vipera, ipogeo funerario che si trova nel Viale Sant’Avendrace (sepolcro di Atilia Pomptilla, risalente al I secolo d.C., noto come Grotta della Vipera per la decorazione del frontespizio che raffigura due serpenti) e la Basilica di San Saturnino o di San Saturno nel quartiere Villanova, in piazza San Cosimo.

Parte frontale della piccola Basilica di San Saturnino (Di WikiAndreaOpera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento)

Una capatina alla Cittadella dei Musei renderà il giro turistico ancor più interessante. In un sol luogo si trovano: il Museo Archeologico Nazionale, la Pinacoteca Nazionale, il Museo d’Arte siamese Stefano Cardu e la Raccolta delle cere di Clemente Susini. Dedicate qualche ora al Museo Archeologico Nazionale, situato accanto alla Torre di San Pancrazio, all’interno del quale sarà possibile ripercorrere, di sala in sala, le tappe della storia della Sardegna e della sua civiltà. Da ogni parte dell’isola, da caverne e da nuraghi, da tombe e da templi, sono pervenuti qui gli innumerevoli oggetti che danno vita a questa straordinaria raccolta, unica al mondo (asce, accette, macine, punte di freccia, monili e ciotole). Inoltre, nel Museo sono custoditi tantissimi altri oggetti in pietra che documentano la vita dei cavernicoli. Poi, armi, lampade, utensili, vasi dell’età del ferro e del bronzo (famosissimi i bronzetti, le magiche sculture che esprimono la misteriosa vita del nuraghe). Non è tutto, perché tante sono anche le iscrizioni, le maschere, gli amuleti, i gioielli, le monete, le stele e le ceramiche, tutte vivaci testimonianze dei secoli in cui Fenici e Cartaginesi si avvicendarono nel dominio dell’isola. Niente di epoca romana? A ricordarci l’immensità di Roma ci sono statue e sarcofaghi, pietre militari e mosaici. Al piano superiore del Museo si trova l’interessante Pinacoteca con pregevoli opere che descrivono le varie fasi della pittura sarda durante i secoli XIV e XV (opere nelle quali rivive l’arte toscana e spagnola).

Le cose da vedere a Cagliari sono tante: il Palazzo del Comune, Via Sassari, Piazza del Carmine, Viale Trieste, la Chiesa del Carmine, il Palazzo Comunale, la Darsena, la Piazza della Costituzione, la Terrazza Umberto I, la Porta dei Due Leoni, il Palazzo dell’Università, la Torre dell’Elefante, la Santa Croce sono solo alcune delle tappe fondamentali da fare in città.

Torre dell’Elelefante

Cagliari non ha bisogno di presentazioni e ha mille cose da far conoscere a tutti coloro che desiderano visitarla. Bellezze artistiche e naturali, grandi e importanti luoghi di cultura e di incontro. Ma c’è qualcosa di Cagliari che forse ancora è poco conosciuta e valorizzata: la grande capacità commerciale e di vendita nei suoi mercati.
Per conoscere veramente Cagliari, così affermano i suoi abitanti, è opportuno fare un giro nei principali mercati di quartiere, come il mercato coperto di S. Benedetto (tra via Cocco Ortu e via Bacaredda, nei pressi di Via Dante). Aperto dal lunedì al sabato dalle 7.30 alle 13.00, è un mercato alimentare particolarmente animato, specie nell’ampio spazio riservato ai banchi del pesce.
Invece, sulla panoramica Terrazza Umberto I del bastione di Saint Remy, la domenica mattina si tiene il classico mercato delle pulci: antiquariato, vecchie foto, dischi in vinile e grandi occasioni per tutte le tasche. Sempre di domenica, è consigliato fare una bella passeggiata al mercatino settimanale di S. Elia: alimentari, abbigliamento nuovo e usato, oggetti per la casa.

Cosa vedere nei dintorni di Cagliari

Rocce, minerali, paesaggi montuosi, grotte e suggestive coste: il territorio che abbraccia la città di Cagliari è di indescrivibile bellezza.

Ecco dove andare per rendere la propria vacanza ancor più completa e affascinante:

  • Parco naturale regionale Molentargius-Saline, una zona tra le più importanti d’Europa per l’incredibile numero di specie di uccelli che si possono trovare.
  • Il Poetto, una bellissima spiaggia che si estende per circa otto chilometri.
  • Parco Regionale dei Sette Fratelli – Monte Genis, habitat naturale del cervo sardo.
  • Promontorio della Sella del Diavolo: la leggenda narra che fu Lucifero, dopo essere stato cacciato dal Paradiso, a imprimere nella roccia il profilo della sua sella.
  • Lo Stagno di Cagliari (conosciuto anche come Stagno di Santa Gilla) che per estensione biodiversità è tra le aree umide più importanti di tutto il Vecchio Continente.

Fenicotteri allo Stagno di Cagliari (Di Stefano MarrocuOpera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento)

Feste ed eventi a Cagliari

Avete deciso di trascorrere qualche giorno a Cagliari, ma non sapete in che periodo andare? Il consiglio, per vivere a 360° questa incredibile realtà sarda, è di andare in occasione della Festa di Sant’Efisio o durante i Riti della Settimana Santa.

I Riti della Settimana Santa

Si svolgono dal 3 al 19 aprile i riti della settimana santa a Cagliari, cittadina che sin dall’antichità è stata caratterizzata dalla presenza di numerose confraternite affiliate alle chiese presenti nei rioni. Tra i compiti di tali associazioni religiose rientra l’organizzazione delle cerimonie pasquali, un’usanza che è stata conservata fino ad oggi ed è ancora molto sentita dalla popolazione. Una nota di folklore che si è mantenuta inalterata nel tempo.

Tra gli eventi più interessanti ricordiamo le cerimonie celebrate nel quartiere Villanova dalle arciconfraternite della chiesa di San Giacomo, detta del Santissimo Crocefisso, e di quella della chiesa di San Giovanni, detta della Solitudine. Quest’ultima organizza una processione in cui alcune donne vestite di lunghi abiti neri, di uno scialle ed un velo, e uomini con tuniche e cappucci bianchi portano delle candele per le vie della città, sino ad arrivare alla cattedrale. Il corteo è accompagnato dal rullo dei tamburi, mentre un coro di quattro voci intona dei canti rituali tramandati oralmente. Giunti a destinazione, i membri dell’arciconfraternita affidano il crocefisso al sagrestano e l’immagine della madonna viene portata presso la chiesa di San Giovanni. Il Sabato Santo si terrà una cerimonia conosciuta come Su Scravamentu, durante la quale il Cristo viene tolto dalla croce, deposto su di una lettiga e portato in processione.

Vi è poi un rito finale, s’Incontru, che ha luogo durante la domenica di Pasqua, e durante il quale due effigi di Cristo e della Madonna, provenienti da direzioni opposte, si incontrano e si inchinano.

La festa di Sant’Efisio

Dall’1 al 4 maggio la città di Cagliari celebra la Festa di Sant’Efisio. È questa la manifestazione religiosa e folkloristica più importante della Sardegna. L’evento si svolge nell’arco di un mese, ma l’apice della festa è rappresentato dalla processione del primo maggio che vede sfilare in città un enorme corteo con tutti i colori dell’isola, i costumi tradizionali dei paesi partecipanti, carri addobbati a festa, cavalieri, devoti e pellegrini.

Durante di festeggiamenti in onore di Sant’Efisio (Di cristianocani – https://www.flickr.com/photos/cristianocani/2456303151/in/photostream/, CC BY 2.0, Collegamento)

La ricorrenza affonda le sue radici nel Seicento. Da allora, ogni anno, l’evento si ripete con un lungo corteo che attraversa le principali strade del centro storico cagliaritano fin dalle prime ore del giorno, aprendo il passaggio alle traccas, vero simbolo della festa: carri a ruota piena, trainati da buoi, usati fino agli anni ’50 per i lavori agricoli e come mezzi di trasporto provenienti da diversi centri del Campidano di Cagliari. I carri vengono ornati per la festa con coperte tessute a mano, tappeti, fiori, prodotti della terra ed utensili della vita contadina. Fanno parte del corteo anche i Cavalieri del Campidano che precedono il Santo sui loro cavalli, ornati con ghirlande e fiocchi multicolori ed i Miliziani in divisa secentesca, con la berritta in panno rosso a forma di cilindro, corpetto analogo con alamari neri e bottoni dorati, gonnellino nero, calzoni e gambali.

A precedere il Santo, davanti a questi corpi scelti di cavalieri e subito dietro le traccas, c’è un imponente rappresentanza di tutti i paesi della Sardegna. Una settantina di gruppi in costume provenienti dalle province della regione, a sottolineare la devozione e l’omaggio delle genti isolane al Martire Patrono, recitando o cantando le preghiere della tradizione religiosa isolana. La processione si snoda lungo le strade del centro storico tra due ali di folla emozionate ed esultanti. Il 1° maggio, a mezzogiorno in punto, al suono delle campane, sotto una pioggia di petali che vengono gettati dai balconi delle case di Stampace, il Santo esce dentro il grande secentesco cocchio dorato, trainato da una coppia di giganteschi buoi, lasciando così la chiesetta per incamminarsi verso Nora, luogo del suo martirio.

Molto emozionante è il suo passaggio davanti al Palazzo Civico di via Roma, trasformata in un tappeto di petali dai mille colori e dove ha luogo il rito chiamato sa ramadura. La sagra, a quel punto, diventa festa di campagna: si passa per La Maddalena, Su Loi, Sarroch, Villa San Pietro, Pula e Nora. Il Santo viene quasi inghiottito dalla marea di gente che chiede, almeno per un attimo, di poterlo toccare, di gettare ai suoi piedi una richiesta di grazia. È notte fonda quando il corteo giunge a Sarroch, per la Messa solenne nella chiesa.

L’indomani, il 2 maggio, prima tappa è Villa San Pietro, con le strade trasformate sempre in un tappeto di fiori. A mezzogiorno si arriva a Pula con il tradizionale scambio delle insegne sul ponte, all’ingresso del paese, dove si svolge una sagra in miniatura. Solo in serata la processione prosegue verso la tappa centrale del pellegrinaggio: la chiesetta di Nora, luogo del martirio del Santo. Il 3 maggio è giorno di gran festa con messe a tutte le ore, il pranzo di gala, la processione a mare e, a tarda sera, il rientro a Pula. Il 4 maggio, si ripercorre, a senso inverso, il medesimo itinerario, con le stesse soste fino alla chiesetta di Giorgino, dove il santo riprende gli abiti della festa con i quali rientrerà in città. A Cagliari viene accolto, tra la luce di mille fiaccole, da migliaia di fedeli che vorranno accompagnarlo fino alla sua chiesetta, dove si svolge una sorta di festa privata dei cittadini che si ricongiungono al loro Santo.

 

 

 

Dettagli Mariano Cheli

..."sentirsi liberi attraverso le parole"... Studente in giurisprudenza amante della scrittura. Adoro giocare con le parole e amo informarmi e scrivere in merito a svariati argomenti. Inoltre, amo il mio Paese e giorno dopo giorno cerco di conoscerlo sempre più a fondo e, attraverso la scrittura e il web, presentarlo a quante più persone possibili, sotto molteplici sfaccettature.