Colosseo di Roma



Il Colosseo, ciclopica sfida di Roma ai secoli, è il più grandioso monumento dell’Urbe.

È alto 57 metri e la sua circonferenza esterna misura 527 metri. L’imperatore Vespasiano ne cominciò la costruzione al ritorno dalla Giudea ed impiegò nell’opera 12000 Ebrei prigionieri di guerra ma non poté concluderla.

Tale gloria era riservata a suo figlio Tito che la inaugurò nell’anno 80 dell’Era V.

Nel 526 i Barbari di Totila ne rovinarono parecchie parti così divenne una specie di cava pubblica nella quale, per secoli, i Signori Romani mandavano a prendere le pietre per costruirsi i palazzi.

Poi nel 1623 i Barberini ne trassero tutti i materiali del loro immenso palazzo. Ora entriamo ad ammirarne l’interno. Grande e suggestivo, era cui che avvenivano i combattimenti di gladiatori e belve.

Le gradinate, ora diroccate, ospitavano gli spettatori.

Si può dire che il Colosseo sia il luogo del silenzio, se non fosse per il richiamo di qualche turista o gioco dei bambini.

Il nome Colosseo gli è stato attribuito dal colosso di Nerone, una gigantesca statua che un tempo gli era affianco.

All’inizio i tre giri delle arcate, uno sopra l’altro, erano sormontate da una ciclopica corona. C’era poi all’interno una terrazza che girava come un anello attorno all’arena. Era riservata ai senatori.

Sotto al Colosseo c’era un labirinto di corridoi, botole, celle risonanti del clamore delle armi, dei ruggiti delle belve, del sibilo delle fruste.

Negli spettacoli c’erano due combattenti, uno impugna la spada e l’altro la rete per immobilizzare l’avversario.

Quindi il duello ha inizio e quello con la rete butta a terra l’avversario e gli punta un coltello alla gola. Adesso aspetta la decisione del popolo. Se il pollice è all’ingiù allora il gladiatore a terra muore.

Altri spettacoli erano le cacce, le esibizioni di belve ammaestrate e i combattimenti su carri o a cavallo.

Ma venne purtroppo anche il momento degli spettacoli più orrendi in cui le vittime, del tutto indifese, erano lasciate nelle mani di belve affamate.

Parlo degli spettacoli che videro il martirio di migliaia di Cristiani. Il loro sangue però finì con il diffondere negli stessi carnefici la carità della nuova fede.

Ebbe inizio così la decadenza del Colosseo perché erano diventati pochi quelli a cui piacevano quel genere di combattimenti crudeli.

Fu l’Imperatore Onorio che decise di vietare i combattimenti più violenti. Lo decise mentre due stavano combattendo e nell’arena apparve un monaco cristiano che si gettò sui gladiatori e cercò di strappargli le armi, ma venne ucciso.

Il suo sacrificio fece finire tali combattimenti brutali. Ora il Colosseo è semi distrutto a causa delle intemperie e degli uomini, ma soprattutto del terremoto del 1349 che ne abbatté per intero un lato.

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