Visitare la Repubblica di San Marino

Visitare la Repubblica di San Marino

La Repubblica di San Marino ti permette di recarti all’estero e senza passaporto, pur restando in Italia.

Si trova tra le Marche e la Romagna anche se la lingua, gli usi e i costumi sono italiani, San Marino sta a sé.

È la Repubblica più piccola e antica del mondo, ha un proprio governo e le proprie leggi.

Ha una popolazione di poco più di  33mila abitanti.

A partire dal 2008 il centro storico della Città di San Marino e il monte Titano sono stati inseriti dall’ UNESCO tra i patrimoni dell’umanità in quanto “testimonianza della continuità di una repubblica libera fin dal XIII secolo

Da più di venti secolo vive indipendente, sovrana e libera.

La Repubblica fu fondata nel 300 d.C. da Marino, il quale durante la persecuzione dei Cristiani trovò rifugio sul Monte Titano.

Riuscì a convertire al Cristianesimo la matrona romana del Monte e le guarì i figli prossimi alla morte.

Così la matrona, quando morì, lasciò il Monte a Marino che, morendo, lo lasciò ai suoi seguaci. Da allora la civiltà creò pian piano leggi e statuti propri, indipendenti dalla Chiesa e dai principi vicini.

Intorno all’anno mille la Repubblica iniziò la sua vita storica e politica, con i suoi consoli e le sue leggi.

Dopo secoli di pace, i Malatesta signori di Rimini tentarono invano di conquistarla. Poi, dopo vari tentativi, riuscì ad occuparla per breve tempo il Cardinale Alberoni nel 1739. Nel 1796 Napoleone le riconobbe il pieno diritto alla libertà. Nel corso della storia, San Marino fu rifugio di chi cercava protezione ed aiuto.

Però durante la Prima Guerra Mondiale subì un grave bombardamento che causò molti morti, feriti e gravissimi danni a tutto il territorio.

Palazzo pubblico di San Marino

Palazzo pubblico di San Marino – CC BY-SA 2.5

Da visitare nella Repubblica c’è la Piazza della Libertà, il Palazzo dei Capitani, la Guaita, la Fratta, il Montale e la Basilica del Santo. Nella  Città di San Marino da visitare sono Fermignano con il Monte Elce ed Urbania chiamata un tempo Castel Durante con il Palazzo Comunale ed il Palazzo Ducale. Poi c’è Sant’Angelo in Vado, fiorente borgata di origine romana. Poi si visita Mercatello sul Metauro con la Chiesa di San Francesco, il Borgo Pace, il Metauro e la Rocca Trabaria.

Passiamo a visitare Piobbico, pittoresco borgo su cui domina, dall’alto di una roccia, il Castello dei Brancaleoni.

Poi c’è la città di Acqualagna, il cui nome ricorda la tremenda strage svoltasi qui nel VI secolo.

Seguendo Via Flaminia, che vide passare le legioni di Roma, i Goti, i Longobardi, i Francesi e gli Austriaci, ci addentriamo nell’orrida Gola del Furlo che, superata, ci apre l’accesso alla città di Fossombrone.

Essa ha la Cattedrale, la Chiesa di San Filippo, il Palazzo Comunale, il Palazzo della Corte Alta ed il Convento dei Cappuccini.

Un’altra città di San Martino da visitare è Pérgola che conserva la rocca e il Palazzo Comunale del Medioevo.

Durante il Risorgimento fu un focolaio di patriottismo e così le fu donata una medaglia in onore. Racchiude in se il Monastero di Fonte Avellana. Altre città da visitare sono Mondavio, Mondolfo, San Costanzo, Cagli e Mombaroccio.

Veduta del castello di San marino e della Rocca Guaita

Veduta del castello di San marino e della Rocca Guaita – di Marcok, CC BY 2.5

San Marino del Guercino, ritratto di un santo e della “sua” Repubblica

C’è un’interessante immagine che molti studiosi ancora oggi, a distanza di secoli, cercano di interpretare.

San marino del guercino

Si tratta di un olio su tela acquistato nel 1927: San Marino benedice la città.

Un enigma che si trascina da tempo: chi è il suo vero autore? Bartolomeo Gennari, il più abile allievo del Quercino, era la risposta ormai accettata dagli studiosi. No: è proprio lui, Giovan Francesco Barbieri, il sublime Guercino, incalza Laura Muti sulla base di nuove, più approfondite indagini condotte in occasione della mostra Libertatis Fundator di qualche anno fa.

Di certo rimane che questa immagine è inscindibilmente legata alla Repubblica di San Marino, Repubblica fra le più piccole e longeve al mondo, l’unica fondata da un santo (e a lui stesso intitolata).

Ma è vero anche che per tanti, troppi ospiti – pensiamo alla moltitudine dei turisti italiani che ogni estate affolla la riviera romagnola – San Marino è poco più d’un diversivo alla routine balneare, una gita in bermuda e canotta fino al crinale turrito di questo maestoso balcone sull’Adriatico.

Mentre San Marino è ben altro che un punto panoramico per vacanzieri discinti.

Anche se volgere lo sguardo all’Adriatico ha una sua giustificazione. Proprio dal mare venne il santo che di questa comunità è fondatore, patrono e protettore. Marino era originario di Arbe, in Dalmazia.

Maestro nell’arte della pietra e della costruzione – siamo nel III secolo d.C. -, Marino giunse a Rimini a cercar lavoro e libertà per vivere in pace la sua fede in Cristo, in tempi di persecuzioni.

Fu questo a portarlo fino al monte Titano, dove attorno a lui si formò una comunità che ha difeso con orgoglio nei secoli la sua autonomia fino ad oggi.

Oggi San Marino è «la casa ideale di ogni spirito democratico», disse Umberto Eco il 1° aprile 1986 (discorso d’ingresso dei capitani reggenti).

Una “casa” della «libertà perpetua», scandiva meno d’un secolo prima Giosuè Carducci nel suo Discorso al senato e al popolo del 30 settembre 1894.

Un’intelligenza laica del nostro tempo e un campione dell’anticlericalismo ottocentesco che celebrano l’eredità di un tagliapietre eremita, diacono e santo. Anche questo accade all’ombra del monte Titano.