A proposito di Gastronomia Umbra: alcune sagre e manifestazioni enogastronomiche dell’Umbria

A proposito di Gastronomia Umbra: alcune sagre e manifestazioni enogastronomiche dell’Umbria


Trasimeno e gastronomia “da intenditori”

In Umbria, nel lago Trasimeno, vivono pesci di indiscusso valore, dalle tinche alle carpe, dai gamberi ai lucci, fino ai persici reali, spesso cucinati al “tegamaccio”, la tipica zuppa di queste parti, o cotti sulla brace di canne di lago come “brustico”, dopo un antipasto a base di caviale del Trasimeno, le uova di tinca, e una zuppa di fagiolina, legume prelibato e primordiale.

trasimeno

Magari profumata con “l’oro” di Città della Pieve, lo zafferano. Ma l’Umbria ha un’infinita serie di specialità gastronomiche. Ad esempio terragna e figlia dei boschi è la cucina dell’Altotevere, che mette in mostra funghi come la “trifola”, pregiati tartufi bianchi, e versatili patate rosse che trovano in Pietralunga la patria elettiva. Primordiale è anche la “Giaccia”, la locale ‘torta al testo’ che qui viene spesso cotta sotto la cenere. E particolarmente fedele alla tradizione tutta umbra della torta, non solo “al testo” ma anche “di Pasqua”, è il territorio di Torgiano.

Ma di prelibate patate rosse è ricca anche Colfiorito, ingresso dell’ “altra Umbria” che si chiama Valnerina. Paniere di prodotti carnali e al contempo spirituali, dal sapore primitivo ed essenziale, figli della montagna: ecco l’inimitabile lenticchia di Castellacelo accanto alla ritrovata Roveja, il farro di Monteleone di Spoleto, lo zafferano di Cascia, il tartufo nero di Norcia, città patria dei norcini che incarnano un’arte.

Altre specialità si incontrano a Foligno e nella valle umbra. La lavorazione del maiale e la storia antica della porchetta la si incontra a Costano, non lontano dalle cipolle di Cannara e dall’arte di cucinare lumache di cui sono portatori gli abitanti di Cantalupo, a due passi da Bevagna. Unico è il sedano nero di Trevi, privo di filamenti e adatto a mille ricette, come la parmigiana; prelibato il fagiolo di Cave, nel folignate. Che trova inusitato sapore nel suo dolce simbolo: la rocciata. Tantissime altre sono le specialità enogastronomiche umbre, tra sagre e manifestazioni proveremo a raccontarvene qualcuna.

Il tartufo nero

Nero Norcia

Norcìa celebra il più famoso prodotto delle sue terre. Un’occasione per immergersi anche in una storia millenaria, tra misticismo e gastronomìa.

Il misticismo dei monaci benedettini, la storia dei Sabini, il profumo delle sue norcinerie. È possibile trovare tutto questo a Morda, la  cittadina a ridosso dei monti Sibillini dove si svolge la più importante fiera enogastronomica della zona che celebra il tesoro della cucina locale:  il tartufo nero.

Un appuntamento che si ripete sin dagli anni  Cinquanta con una mostra mercato dedicata al pregiato tartufo e ai prodotti tipici, così da far scoprire ai visitatori le eccellenze  gastronomiche umbre. Oltre alle degustazioni, Nero Norcia propone  un vasto programma di visite, incontri, mostre e spettacoli.

È  possibile visitare le norcinerie per conoscere l’antico metodo di  lavorazione della carne di maiale, scoprire tutti i passaggi della  produzione di formaggio e apprezzare l’abilità degli artigiani che  lavorano il ferro battuto. Per l’occasione, il centro di Norcia si anima di spettacoli itineranti, concerti e mostre pittoriche e fotografiche.

Esistono sette diversi tipi di tartufo  nero, ognuno con la propria stagionalità, che si trovano in zone diverse per esposizione al sole, altitudine e conformazione del terreno. Per riconoscere il tartufo nero pregiato è bene sapere che il “corpo” è di varia grandezza, normalmente si trovano di piccola pezzatura, il “pendio” è di colore bruno nerastro, mentre l’interno è nero-violaceo con venature bianche e sottili.

tartufo nero

Per chi desidera trascorrere una giornata in mezzo alla natura Norcia offre una vasta scelta di itinerari sugli altipiani che la circondano: in particolare il Pian Grande noto per l’affascinante fenomeno della “Fioritura”: qui nella  seconda metà di giugno avviene la fioritura contemporanea di decine  di specie floreali diverse, così che la valle si ricopre di un tappeto multicolore particolarmente suggestivo. Nello stesso periodo sul vicino Piano Grande di Castelluccio fioriscono le omonime lenticchie e alcune specie rare di orchidee.

Nella stagione invernale invece è possibile godersi la neve del Monte Vettore, sulle cui cime si trova il Lago di Pilato, un piccolo bacino lacustre alimentato durante l’anno dallo scioglimento nevoso delle cime del monte.

Per maggiori informazioni visitare il sito www.neronorcia.com

Diamante Nero

Amanti del tartufo, a Scheggino prende vita la kermesse gastronomica Diamante Nero, giunta alla sua terza edizione.

Edificato dal Ducato di Spoleto, Scheggino sorge sulla riva sinistra del fiume Nera. Interamente percorso da un canale artificiale che crea un suggestivo paesaggio acquatico, è la cornice ideale per quest’appuntamento che celebra il tartufo nero.

tartufo 2

Ci sarà posto per gli stand con i prodotti tipici della Valnerina, il cui tartufo più diffuso è il Tuber melanosporum, oltre a curiosi eventi come la realizzazione di una gigantesca frittata di tartufo e oltre mille uova preparata nel 2008 dal cuoco internazionale Fabio Ferretti.
E ancora la Gara di abilità per cani da tartufo dove i cavatori e i loro fedeli animali si sfideranno nella ricerca del pregiato tubero.

Durante tutta la kermesse gastronomica, inoltre, viene aperto al pubblico il museo del Tartufo. Per maggiori informazioni qui

Sagra della granocchia

A Capanne, piccola frazione in provincia di Perugia, si svolge la Sagra della Granocchia, un’antica festa umbra dedicata alla riscoperta delle tradizioni e dei sapori tipici della gastronomia locale, fatta di alimenti freschi, gustosi e genuini.

Sagra della granocchia

Una cucina povera, fatta di pietanze a base di legumi, verdure ed ovviamente ‘granocchie’, rane comuni di cui la piana paludosa vicino Capanne era un tempo ricca, che i contadini solevano cacciare di notte, muniti di lumicini. Il menù della sagra è molto ricco di piatti tipici della cucina umbra, tra cui troviamo i caratteristici umbricelli, pasta rigorosamente fatta a mano, o la gustosa torta al testo che viene preparata proprio in occasione della sagra, cotta come si usava una volta utilizzando un testo e ricoprendola con cenere e carboni.

Fior di Cacio

Il formaggio come una volta, con il profumo e il gusto della tradizione casearia, lungo i sentieri della transumanza e per le vie del borgo, per gustarne gli aromi e i sapori. Tutto questo e molto di più è FIOR DI CACIO, “fiore all’occhiello” delle iniziative enogastronomiche dell’Umbria. Organizzata dalla Regione Umbria – Assessorato Agricoltura e Foreste, dalla Comunità Montana della Valnerina e dal Comune di Vallo di Nera, la manifestazione si svolgerà a Vallo di Nera; il programma è presente sul sito ufficiale.Fior di Cacio 2010

Nel centro storico di Vallo di Nera viene disegnato un “goloso” percorso a tappe tra gli scorci più caratteristici del paese, denominato La Formaggissima, con punti di degustazione dove il pubblico può assaggiare gratuitamente i prodotti e al contempo visitare il borgo partecipando a giochi, laboratori ed educational alimentari alla scoperta dei segreti della produzione di uno dei prodotti più invitanti della gastronomia umbra. Alla fine del percorso, si può partecipare a “I mille matrimoni del formaggio” nella Sala del Convento di Santa Maria.

Un educational che svela i segreti della produzione e degli abbinamenti con i prodotti umbri. Accanto ai produttori locali, aziende casearie di tutta Italia danno poi colore alle “vie del cacio” con una mostra mercato ricca e golosa dove poter acquistare i migliori formaggi tipici regionali e nazionali. Ad animare il tutto teatro di strada e musica popolare, che coinvolgeil pubblico in una vera e propria “full immersion” alla scoperta e riscoperta di saperi e sapori di una volta. Spazio anche ai più “golosi” del latte, i bambini, che vengono coinvolti in modo curioso nei panni di piccoli contadini con i laboratori “mani in pasta” e “riciclando” per imparare a vivere e rispettare la natura e le tradizioni della cultura gastronomica. Il formaggio nella tradizione umbra per “gusto” e anche per “gioco”.

Sagra degli umbricelli fatti a mano

A San Venanzo e precisamente nella frazione di Poggio Aquilone si svolge la tradizionale Sagra degli Umbricelli fatti a mano, festa in cui si coniugano buona cucina e musica nello splendido scenario del borgo medievale. Da Perugia ad Orvieto, dal Lago Trasimeno a Terni, da Spoleto a Todi questi spaghettoni irregolari, tipici della cucina povera contadina, vengono chiamati Umbricelli, umbrichelli, strangozzi, strozzapreti, ciriole, ecc.umbricelli

Il metodo di preparazione è molto semplice e gli ingredienti comuni ai nostri luoghi: farina di grano tenero, acqua e mani sapienti ed abili nella preparazione. La farina viene predisposta su una tavola di legno detta “spianatoia” a “vulcano”. Viene versata acqua fredda amalgamando il tutto energicamente fino a quando non si ottiene un impasto abbastanza sostenuto. Dall’impasto si ottiene una “sfoglia” abbastanza spessa che viene tagliata a pezzettoni, gli stessi vengono arrotolati con il palmo delle mani fino ad ottenere gli Umbricelli , grossi ed irregolari. Si lasciano riposare per alcuni minuti sulla spianatoia. La cottura deve mantenere gli umbricelli abbastanza duri.

Questa tipica pasta Umbra deve essere condita con sughi corposi (amatriciana, asparagi, norcina, pomodoro, pecorino, ecc.) ed accompagnato da un buon vino rosso (sangiovese, merlot, ecc).

Sagra della frittata al tartufo

Ferentillo, caratteristica località dell’entroterra umbro, festeggia la Pasqua con la Sagra della frittata al tartufo e con la Gara de lu Ciuccittu, antica gara con le uova che si svolge fra i rioni della cittadina. E’ una festa legata alle usanze contadine del passato, quando era necessario procurarsi quante più uova possibili per fare le tradizionali Pizze di Pasqua.

Nacque, quindi, questa gara, che rivive nel borgo di Ferentillo la Domenica di Pasqua e il Lunedì dell’Angelo, in cui i contendenti battono le uova punta contro punta: vince chi riesce a mantenere l’uovo intatto. Un appuntamento da non perdere dunque per tutti gli appassionati della buona cucina e per chi ama gustare la gastronomia dei luoghi più tipici della nostra bella penisola. Solitamente vengono allestiti nella vie centrali del paese stand gastronomici con menù a base di tartufo ed interessanti proposte locali, ma la regina della sagra è sicuramente la frittata al tartufo.

frittata

Gli ombreggiati boschi che sovrastano la Valle del Nera sono rinomati per la presenza, nel loro sottosuolo, del tartufo, un prodotto simbolo della Valnerina e di Ferentillo. Questo frutto della terra prezioso e misterioso ha sempre affascinato gli uomini di ogni epoca e continua a tentare con la sua bontà e il suo inconfondibile aroma tutti gli estimatori della buona cucina.

Olio d’oliva umbro

L’azienda Agraria Marfuga si prepara ad accogliere ogni anno i “turisti sapienti” che vogliono  immergersi nell’atmosfera e nei sapori del miglior paesaggio possibile, fruibile, nel migliore dei mondi possibili: l’oliveto Umbria; in modo particolare quello di Campello sul Clitunno. “Liscio come l’olio”, la passeggiata emotivo/sensoriale ideata da Francesco e Federica Gradassi e dal suo staff tecnico, è uno degli eventi più significativi,  di tutto il territorio dell’Italia centrale.

Un evento a cui, nelle scorse edizioni, hanno aderito un numero elevatissimo di persone provenienti da tutta Italia; un successo quasi inaspettato . L’atmosfera che si respira in questa passeggiata/degustazione incentrata sull’olio e su tutto quello che c’è di buono (da mangiare) e di bello (da vedere), in una rarefatta atmosfera come quella di Campello sul Clitunno. I luoghi dove i profumi e i sapori hanno il contesto migliore per essere ampliati a dismisura nella loro percezione: la ieratica zona della bellezza olivicola umbra di alta quota.

Olio & Farro

Il Laboratorio del Gusto di Alviano presenta Olio e Farro. L’enogastronomia ad Alviano è profondamente legata alla produzione tipica locale e alla tradizione rurale del territorio. E così ad Alviano si possono riscoprire ed assaporare i profumi ed i sapori di un tempo mai dimenticato in cui i prodotti della terra erano fonte di sussistenza e la loro cura segnava il trascorrere della vita quotidiana scandita dal ciclo della natura.Olio e Farro

La produzione dell’olio, così come quella del farro e del pane ad Alviano nasce e si sviluppa all’interno di tale tradizione e si arricchisce di contenuti sociali, culturali e folkloristici il cui valore va aldilà di qualsivoglia misurazione; accanto ai prodotti, sono da riscoprire e da degustare con palato attento i piatti tipici della tradizione locale, ricette tramandate di generazione in generazione. Sono questi i messaggi e le sensazioni che il progetto qui presentato vuole trasmettere, i valori che vuole promuovere attraverso la riscoperta e la valorizzazione della produzione tipica locale. Un Laboratorio del Gusto, quindi, che ha l’ambizione di diventare una eccezionale vetrina di promozione di Alviano e delle sue risorse, al fine di incentivare la produzione tipica locale, di sensibilizzare verso la stessa le giovani generazioni e favorire lo sviluppo economico degli operatori del territorio.

Con tale evento, l’Amministrazione Comunale intende, in particolar modo, coinvolgere ed integrare attivamente gli operatori della ristorazione e della commercializzazione di prodotti tipici del territorio in modo tale da favorire la cooperazione tra le forze sociali della comunità, puntare ad un’azione più efficace ed efficiente dal punto di vista della promozione dei prodotti tipici e delle emergenze del territorio, creare le condizioni ideali per lo sviluppo dello stesso ed ottimizzare l’impiego delle risorse.

Festivol e Frantoi aperti

Trevi e il suo territorio, i prodotti che la caratterizzano (olio e sedano nero su tutti) e le sue ricchezze storico-culturali. Trevi e le sue qualità, i prodotti agroalimentari, i beni culturali e l’arte contemporanea, la musica e il paesaggio. Legami e soggetti unici che fanno parte di uno stesso quadro dipinto da uno stesso “artista”: l’olio extravergine d’oliva Dop Umbria.Festivol

Questo straordinario angolo di Umbria si anima ogni anno di suggestive e numerose iniziative, fra tradizione e contemporaneità, grazie a “Festivol, Trevi tra olio, musica, arte e papille”, manifestazione arrivata alla sua seconda edizione e organizzata dal Comune di Trevi in collaborazione con la Strada dell’Olio Dop Umbria.

Terra di eccellenze enogastronomiche è Trevi, dove però l’olio soprattutto diventa parte fondamentale della cultura grazie alla materia prima con cui è fatto, alla terra in cui nasce, al valore economico che gli viene attribuito, alla gestualità con cui viene preparato, alla valenza storico-sociale che assume nel tempo.

Grazie ai momenti di “Festivol” la splendida Trevi – Città dell’Olio, Città Slow, Città Bio, Bandiera Arancione del Touring Club, uno dei Borghi più Belli d’Italia, Certificazione Ambientale Emas – offrirà ai visitatori l’immagine di un territorio in cui la tutela ambientale e la sostenibilità delle produzioni agroalimentari sono il cardine principale della politica di sviluppo locale. Per tre giorni sarà possibile conoscere e incontrare un mondo e una cultura che in questa città è legata a doppio filo all’olio e all’ulivo e che ne caratterizza l’identità territoriale.

L’attrazione verso i piaceri del gusto, la voglia di convivialità, lo spirito della scoperta, la sensibilità artistico sensoriale sono tutte qualità che verranno messe in evidenza. Il Comune di Trevi, in collaborazione con la Strada dell’Olio Dop Umbria, attraverso questa iniziativa vuole far conoscere le peculiarità proprie di un territorio, espressioni di specificità e tradizioni, anche perché luogo ideale per mettere in atto incontri culturali tra la comunità locale e i visitatori che giungono da fuori.

olio di oliva

Si festeggia così anche il momento conclusivo della raccolta delle olive, quando dalla prima spremitura si potrà gustare l’olio nuovo. La fragranza dell’olio extravergine di oliva invaderà per due giorni i vicoli e i luoghi più suggestivi di Trevi. Le bruschette servite nella centralissima piazza Mazzini saranno condite con gli olio Dop dell’Umbria. Sempre in piazza troveranno spazio gli stand espositivi dei presidi Slow Food umbri come il Sedano Nero di Trevi, la Fagiolina del Trasimeno e la Roveja, oltre a quelli della Campania (regione ospite di questa edizione). All’interno dei frantoi, dei palazzi, delle sale nobiliari, delle antiche corti e delle dimore storiche, inoltre, l’olio umbro esalterà i sapori delle pietanze tradizionali preparate dai ristoratori di Trevi le quali saranno accompagnate dai pregiati vini della vicina Montefalco, terra del Sagrantino.

Tanti, dunque, i momenti dedicati alle degustazioni enogastronomiche e i luoghi aperti al pubblico da poter visitare durante la due giorni trevana: Palazzo Petroni, Palazzo “Argenti Ceccucci” (già Francesconi), Palazzo della Prepositura Valenti (che attualmente ospita l’Antica Dimora alla Rocca), Palazzo Lucarini (che attualmente ospita il Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea Palazzo Lucarini Contemporary), l’Oleoteca e il Complesso Museale di San Francesco, il Museo della Civiltà dell’Ulivo, il Museo Archeologico, la Pinacoteca e la Chiesa.

Anche la musica e l’arte sono protagonisti, per le strade, nelle dimore storiche, nei teatri, cornici ideali per completare un programma ricco e molto suggestivo.

Contemporaneamente con “Festivol” si svolge,  “Frantoi Aperti”, manifestazione che si sviluppa come un itinerario oleoturistico in Umbria – che toccherà naturalmente anche Trevi – tra frantoi, agriturismi, musei e ristoranti. Un evento che nasce per promuovere la cultura dell’olio extravergine d’oliva a Denominazione di Origine Protetta “Umbria” in abbinamento con le produzioni agroalimentari tradizionali e in stretto legame con il territorio, rappresentando un appuntamento ormai imperdibile per tutti gli appassionati della buona tavola.

La Festa della Frasca

La manifestazione Le vie dell’olio, inserita sia nel cartellone nazionale di pane e olio in frantoio, sia nell’ambito delle importanti manifestazioni regionali legate a “Frantoi Aperti”, è la principale iniziativa di promozione dell’olio extravergine di oliva che si svolge a Giano dell’Umbria e un importante punto di riferimento sia per gli operatori, sia per i turisti dell’olio.

Ogni anno viene organizzata la rievocazione della “Festa della Frasca” (con sfilate, esibizioni folkloristiche e degustazioni di prodotti in piazza), frantoi aperti, degustazioni guidate di olio extravergine di oliva, galà dell’olio.

contadino

La “Frasca” era il tralcio di olivo che veniva addobbato a festa in occasione della fine della raccolta. La “festa della Frasca” era una tradizione contadina tipica di diverse zone rurali dell’Umbria centrale, legata al periodo della raccolta e lavorazione delle olive. Una volta terminata la fase della raccolta si celebrava la cosiddetta “buonfinita”, allestendo sulle aie dei casali rurali delle feste improvvisate addobbando con piccoli doni, destinati in genere al padrone o al “caposcala” (il coordinatore degli operai), un tralcio di olivo (chiamato in dialetto umbro “la frasca”). Intorno alla pianta addobbata si raccoglievano per la festa tutti i protagonisti della raccolta.

Al suono degli organetti si ballava il “salterello”, si recitavano stornelli, accompagnati dal vino generoso e si degustavano i piatti semplici della cucina contadina. Per vestire l’olivo a festa si utilizzavano gli oggetti più svariati, dai nastri colorati alla frutta, caramelle e piccoli giochi per i bambini, compresi i piccoli doni per i festeggiati, come ad esempio calze o cravatte. A Giano dell’Umbria tale tradizione è rimasta viva fino alla fine degli anni 50.

Oggi la festa della Frasca viene rievocata con una sfilata che attraversa le vie del piccolo borgo medievale di Giano dell’Umbria. Un carro, tirato dai buoi, trasporta la “frasca” addobbata fino alla piazza principale del paese, accompagnata dai coglitori in abiti d’epoca come il “guazzarone” (una sorta di tunica che veniva utilizzata per ripararsi dall’umidità, dalla nebbia e dai rigori invernali frequenti in epoca di raccolta) e con strumenti originali (come i rastrelli di legno e il “cojituio”) e da un gruppo folkloristico che rievoca i canti e le danze della tradizione contadina umbra. In piazza del municipio si concentra tutta la festa con degustazioni gratuite della tradizionale “bruschetta” con l’olio novello e di altri prodotti tipici, come le frittelle di pane e i dolci, il tutto accompagnato dall’ottimo vino delle colline gianesi.

La rassegna degli Antichi Sapori

La Pro Loco di Rivotorto è conosciuta in tutta l’Umbria per gli Antichi Sapori. La Rassegna si presenta come occasione di incontro, di festa e di amicizia per riscoprire il sapore antico delle nostre tradizioni più belle.

Antichi Sapori

Lo stile, l’immagine ed il programma della Rassegna infatti rimangono sempre fedeli alle finalità ed agli scopi prefissati fin dagli anni passati: riproporre alcuni aspetti più significativi della vita del passato, della tradizione della nostra gente, per cogliere quei valori che davano un senso a quella vita magari povera, ma tanto ricca.

L’aspetto più caratteristico resta la genuina e prelibata cucina che va alla riscoperta dei più autentici sapori della nostra terra.

Tutto viene fatto a mano e cucinato al momento: torta al testo, pasta di casa, gnocchi, strangozzi, pane casereccio, riempiture, arrosti allo spiedo, arrabbiata, erba campagnola, dolci tradizionali. Per gustare tutto al meglio troverete anche posate “vere” e piatti di “coccio” che mantengono la pietanza ben calda. Gli ingredienti freschi e genuini e la bravura delle nostre cuoche-massaie che con l’esperienza affinano la loro arte e la loro maestria, fanno di ogni piatto, anche semplice, un’autentica specialità. Mentre aspettate impazienti al tavolo per essere serviti, ricordate che da noi tutto è fatto a mano ed al momento.

E’ emerso che la cucina rivotortese, e in genere quella umbra, era una cucina povera, che non prevedeva una grande varietà di ingredienti, ma era ricca di sapori e di odori dati dalla genuinità e dalla freschezza di ciò che era usato. Nelle serate della rassegna potrete gustare i piatti semplici e antichi, in una sinfonia di odori e sapori del passato.

Le vie dei Sapori di Qualità

Corciano, fino al 6 gennaio 2009, Le vie dei Sapori di Qualità, organizzata in collaborazione con la Comunità Montana e Slow Food. Nella Residenza comunale vengono allestiti caratteristici stand dove, prodotti tipici e tradizionali umbri come il vino, l’olio, la cipolla di Cannara, la fagiolina del Trasimeno, lo zafferano di Città della Pieve, il miele, il tartufo, i salumi, i formaggi ed i dolci possono essere assaggiati ed acquistati.

Ai visitatori vengono offerte appetitose degustazioni, inoltre, nel periodo di svolgimento dell’evento, il turista avrà la possibilità di visitare i musei del territorio avvalendosi di una particolare promozione stipulata dal Comune in occasione dell’evento.

Le vie dei Sapori di Qualità

In particolare la collaborazione con Slow Food è finalizzata espressamente a promuovere tra i produttori ed i consumatori la ricerca costante della qualità, la diffusione di una nuova filosofia del gusto, la salvaguardia delle tradizioni agricole ed enogastronomiche nonché dei metodi di coltivazione e di allevamento.

Festival dei primi piatti

Italiani “mangia maccheroni”, dicevano di noi abitanti dello stivale già nel 1500 nelle corti francesi.

Che dire, è vero, verissimo.
E agli amanti di pasta, riso, zuppe, gnocchi e polenta è dedicato il Festival dei primi Piatti a Foligno (Pg).
Si tratta di una maratona culinaria dove, tra convegni, degustazioni, workshop, spettacoli si parlerà della tradizione del “primo piatto”.

Quella della pasta è una storia che inizia dai maccheroni e dai trafilati napoletani e genovesi dell’800 – porti dove si importava tantissimo grano e città di mulini, e per quanto riguarda la Campania zona di produzione di grano- e finisce con la grande cucina moderna.
Anche il riso parla di Italia, e ci ricorda le mondine piemontesi.
E la polenta il freddo nord.
Dai piatti si passa subito alla storia, perché la gastronomia tradizionale ci parla di cultura materiale.

Nelle taverne medievali cosparse tra le vie del borgo i visitatori possono scegliere fra sedici “Villaggi del gusto” con menu a tema.

Vengono organizzati anche i corsi veloci di cucina con cuochi d’eccezione.
E per finire, poiché dopo mangiato ci vuole un bel dolce, nel chiostro quattrocentesco di Palazzo Trinci ci sarò anche l’Agorà, dove i 45 migliori pastifici artigianali italiani presentano creazioni che faranno impazzire occhi, naso e soprattutto gola.

La Sagra della Porchetta a Bastia Umbra

Ogni anno, Costano di Bastia Umbra organizza la Sagra della Porchetta. Costano è conosciuto un pò ovunque per la sua inimitabile porchetta, uno dei piatti caratteristici della cucina Umbra. I porchettai di Costano hanno svolto da 500 anni ininterrottamente questo mestiere. Quello del porchettaio infatti, è un mestiere antico, tramandato da padre in figlio.

La lavorazione dei suini cotti in porchetta si può far risalire a Costano fin dal tardo medioevo.La Sagra della Porchetta

Migliaia e migliaia di persone che riempiono le strade di questa piccola comunità, per gustare la fragranza della porchetta costanese. E anche per assaporare gli antichi aromi dei piatti tradizionali. Una festa all’insegna della buona tavola, ma anche un impegno che vede la presenza attiva di tutta la comunità e delle varie associazioni del paese, che con spirito di puro volontariato, collabora per la realizzazione della Sagra.

Sagra della Polenta e Salsicce

Nata nella prima parte degli anni ’70 è una delle sagre che vanta una maggiore tradizione nel territorio e non solo.

La Sagra della Polenta e Salsicce

Quest’anno l’appuntamento è  per tutti quelli che puntualmente, ogni anno, torna a gustare questo piatto povero ma molto molto prelibato. La sagra può essere definita insolita rispetto a come vengono concepite le feste paesane oggi. Queste, in effetti, sono sempre più spesso dei “ristoranti all’aperto” dove si mangia un pò di tutto e si balla per tutto l’arco della loro durata. A Carbonesca viene organizzata diversamente.

La Sagra della Polenta e Salsicce predispone ogni anno un calendario con serate diverse e originali,  serata è diversa dall’altra, con rappresentazioni teatrali, dibattiti socio-culturali, giochi, serate a tema, spettacoli di vario genere e ovviamente serate danzanti.

Solamente il Primo Sabato di Agosto non cambia mai… E’ il giorno dedicato esclusivamente alla POLENTA CON SALSICCE! Una serata particolare, clou del periodo di festa, organizzata e curata in ogni minimo dettaglio dove si contano ogni anno migliaia di persone!

I Mostaccioli di San Francesco

Il 4 ottobre la Chiesa ricorda San Francesco, il santo dei poveri e dichiarato Patrono d’Italia. La vita di San Francesco e dei suoi compagni era improntata alla preghiera e al digiuno.

www.pasticceriamarinella.it

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I loro pasti erano frugali: pare che i francescani si cibassero di sole erbe. Una leggenda sulla vita di San Francesco narra che il santo, prima di morire, chiese di mangiare i mostaccioli, dolce antico fatto di elementi semplici. Proprio per questo in Umbria nel giorno dedicato al santo questi dolci vengono preparati con maestria e devozione.

Ecco dunque la ricetta e gli ingredienti per 6 persone:
1 I di mosto cotto, farina bianca, 150 g di mandorle pelate e abbrustolite, canditi misti, la scorza di 1 arancia tagliuzzata, cannella, chiodi di garofano, poco zucchero

Versate il mosto in una casseruola e mettetelo sul fuoco. Quando bolle versatevi la farina a pioggia e lo zucchero; mescolate fino a quando il composto diventerà abbastanza solido. Prima di toglierlo dal fuoco, gettate gli altri ingredienti e mescolate 2 minuti. Trasferite il composto su un tavolo di marmo unto di olio. Quando il tutto si sarà raffreddato, ricavate dei bastoncini e fateli cuocere in forno in una teglia unta di sugna fino a quando non diventeranno coloriti.
E poi… buon appetito!