San Teodoro in Gallura

San Teodoro 2Nella nostra consueta gita fuori porta oggi voliamo in Sardegna, a Santu Diadoru come si dice in gallurese, ovvero a San Teodoro comune di oltre 4000 abitanti nella regione storica della Gallura; questo comune della provincia di Olbia-Tempio sorge nell’immediato entroterra alle pendici del monte Nieddu.

L’origine del nome è di tipo ecclesiastico, infatti San Teodoro deriva dalla presenza dell’attuale chiesa parrocchiale intitolata appunto a San Teodoro di Amasea, soldato romano d’oriente martire nel IV secolo d.C.
Nonostante le prime tracce documentate dalla chiesa risalgono solo al XVII secolo, il territorio di San Teodoro risultava abitato già da diversi secoli e i ritrovamenti di resti preistorici e soprattutto nuragici lo testimoniano; il caso più ecclatante sono i ritrovamenti del nuraghe della borgata Naracheddu.

Una delle caratteristiche che San Teodoro ha ereditato dalla propria storia è la netta differenza tra i confini amministrativi e quelli culturali che ha fatto si che attualmente il comune venga ritenuto, da alcuni, parte dell’Alta Baronia e da altri della Bassa Gallura; le due distinzioni non sono comunque da ritenersi escludenti dell’altra in quanto la prima ha dei connotati maggiormente politico-amministrativi dovuta alla spartizione feudale dei territori sardi.

San Teodoro 1 Ciò che muove l’economia di questo piccolo, ma stupendo, borgo è indubbiamente il turismo; San Teodoro è una delle località turistiche balneari più conosciuta dell’intera Sardegna, soprattutto tra i giovani che qui trovano diversi comfort e la possibilità di rimanere all’interno del centro abitato durante la vacanza senza quindi dover affrontare le pericolose strade sarde nel giorno e nella notte per spostarsi da una zona all’altra; sempre il turismo garantisce un’offerta di lavoro non trascurabile e senza dubbio importante per gli abitanti di questo comune e di quelli limitrofi.

Diverse sono le spiagge di San Teodoro, alcune delle più famose sono la Costa Caddu (termine gallurese che significa cavallo), l’Isuledda, la Cala Ambra o Lu Calboni (il carbone, perché agli inizi del Novecento era da qui che veniva imbarcato il carbone ricavato dalle foreste locali), la Cinta, la Punta di l’Aldia (ovvero la punta della guardia), Cala Brandinchi, Baia Salinedda e Cala Ginepro.

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