Corsi e “percorsi” d’acqua a Bologna

Corsi e “percorsi” d’acqua a Bologna


Certo l’inverno che stiamo vivendo è sicuramente uno dei più piovosi degli ultimi anni. Lo dicono, oltre che gli studiosi, anche le cronache che quotidianamente riportano casi di straripamenti di fiumi o di crolli di terreno dovuti alle forti e abbondanti precipitazioni. C’è però chi dell’acqua ne ha fatto una risorsa anche culturale. Chi ha saputo sfruttare canali e corsi d’acqua trasformandoli in incantevoli percorsi turistici guidati.

L’ Associzione Amici delle vie d’Acqua di Bologna, tutti gli anni, offre ai cittadini e ai turisti una serie di interessanti incontri per esplorare e conoscere l’affascinante mondo dei corsi d’acqua cittadini. Propone visite guidate in zone ritenute strategiche della città per l’approvvigionamento dell’acqua nel corso dei secoli e dei decenni passati.Porto-di-Bologna-inizio-9001

Come molte città italiane e straniere, anche Bologna nacque lungo un fiume, il Reno, portatore di quell’antico e primordiale elemento della natura che è l’acqua.
Da vedere, sopra e sotto la superficie terrestre, vi sono davvero tante cose belle e affascinanti, come il suggestivo scorcio della finestrella di via Piella (nella foto), che si affaccia sul canale delle Moline.

Numerosi sono poi i percorsi sotterranei idraulici, come ad esempio gli acquedotti o il sistema di pompe che porta l’acqua al Nettuno. E tanti interessanti condotti medievali e rifugi che un ruolo fondamentale svolsero per la difesa di molte vite durante la Seconda guerra mondiale.
L’associazione delle vie d’acqua ha per obiettivo la riscoperta e la salvaguardia dei sotterranei della Bologna antica, città progredita e industriosa che con la tecnica dominò le vie d’acqua già dal medioevo trasformandole in serie di canali, con chiuse e chiaviche, e attivando opifici e mulini. Oggi, in un paio d’ore, prenotando e potendo scegliere fra diversi percorsi, è possibile camminare lungo canali, restaurati, consolidati e resi accessibili e sicuri, che potrebbero competere con quelli, ormai mitici, di Parigi o di Amsterdam. Una ricchezza restituita alla città e a tutti coloro che amano scoprire ciò che si nasconde sotto i nostri piedi.

Tra le diverse mete proposte per le visite guidate, a cui si può partecipare con un contributo di pochi euro, ci sono dai Bagni di Mario al corso dell’Aposa, dal sito archeologico della Sala Borsa alla Centrale idroelettrica in largo Caduti del Lavoro. E ancora, l’antica cisterna della Remonda in via Codivilla e il refettorio, il chiostro e il sotterraneo militare presso la chiesa della Santissima Annunziata a Porta San Mamolo. Ma le attività sono in continua espansione e fioriscono continuamente pubblicazioni, seminari, guide e incontri oltre alle collaborazioni con altre realtà dai simili interessi come Musa, l’associazione che si impegna per il recupero di uno dei più antichi, ma trascurato, canali della città, il Savena. Insomma c’è davvero tutto ciò che serve per conoscere quanta ricchezza, benessere e sviluppo ha portato nei secoli l’acqua in questa città, già di per sè piena di tante cose da scoprire, sopra e, in questo caso, anche sotto terra.

Edizione 2011

L’edizione 2011 di questo evento si è aperta con la visita interna del Sostegno del Battiferro e dei suoi segreti, continuava poi con una passeggiata fra i ruderi di alcune fabbriche ottocentesche che sorgevano nella zona e si concludeva con la visita della Fornace Gaietti oggi sede del Museo del Patrimonio, dove si approfondisce l’aspetto “idraulico” dell’attività industriale bolognese.
La partecipazione era a numero chiuso (max 70 persone).

Un altro importante appuntamento per conoscere la Bologna “segreta” è stato nello stesso anno,  quello presso la Centrale idroelettrica del Cavaticcio, Largo Caduti del lavoro. Si trattava di una visita assolutamente imperdibile in uno dei luoghi idraulici più interessanti della città. Si scopriva il funzionamento della centrale idroelettrica posizionata nel sottosuolo adiacente a Via Marconi, e che sfrutta il “salto” del Canale Cavaticcio.

L’antico Cavadizzo o canale del comune fu realizzato nell’alveo del rio Vallescura per alimentare il Navile. Nel 1995 è stata costruita l’omonima centrale idroelettrica che sfrutta un dislivello naturale di m. 15,4 ed ha una potenza di 2 MW. Utilizzato come rifugio bellico, il 2.9.1943 fu centrato da una bomba; a ricordo del tragico evento una grande lapide fu murata in una laterale di Via Marconi. La centrale del Cavaticcio è costituita da tre circuiti idraulici in parallelo, in cui l’acqua “salta” dal Cavaticcio alto a quello basso.

Scoprire questa città e i suoi affascinanti misteri sotterranei è facile, divertente e soprattutto molto interessante…un’esperienza unica!