Borlengo, il pane del Carnevale

BorlengoL’Italia è ricca di tradizioni culinarie e soprattutto di tipi di pane. Da Nord a Sud se ne contano a centinaia. Uno dei più “strani” è il borlengo.
Il borlengo è un cibo che fa parte della cultura e della tradizione della valle del Panaro, fiume che bagna il modenese; risale a periodi antichi e si inserisce in quel panorama di pani conosciuti fin dalla preistoria.
Il borlengo è adattissimo in questo periodo, infatti la tradizione orale tramanda che è un cibo carnevalesco, cucinato nel periodo che dall’Epifania conduce al martedì grasso.
Il termine borlengo, nella versione dialettale detto “burlang” o “burleng” deriva probabilmente da “burla”. In alcune denominazioni è chiamato anche “berlengo” e “berlingaccio” era il nome con cui veniva denominato il carnevale in epoche medievali.
Il borlengo è stato da sempre considerato un cibo povero; a conferma di ciò se ne hanno poche menzioni nella letteratura.
A farina e acqua si è aggiunto il sale e in seguito un condimento (lardo fuso, rosmarino, aglio) e Parmigiano Reggiano grattugiato.
La preparazione dei borlenghi si caratterizza per due fattori predominanti: la semplicità degli ingredienti e la complessità dell’esecuzione.
A Ospitale di San Giacomo, vicino a Zocca, in provincia di Modena, esiste addirittura un Musero dedicato al Borlengo. E’ un Museo particolare, dove oltre a visitare, come in tutti i musei, le sale che conservano attrezzature e oggetti del passato, si può anche gustare il tipico prodotto locale. Esiste infatti un laboratorio artigianale dove periodicamente vengono organizzati corsi per imparare a prepare i borlenghi. Un luogo quindi ideale per chi ama conoscere le culture locali italiane e soprattutto “riempirsi la bocca” di prodotti davvero unici, che sono nel nostro Paese si possono gustare.