Presepi d’Italia

presepe predappioII primo presepe vivente venne realizzato nel 1223 da San Francesco a Greccio (RI). Era un presepe “essenziale”: Bambin Gesù, bue, asinello e qualche pastore; in seguito entrarono nel quadro la Vergine e San Giuseppe. Verso la fine del XVIII secolo i personaggi aumentarono e compresero gli uomini e le donne che svolgevano le più diverse mansioni. Oggi di presepi viventi ve ne sono centinaia. Uno dei più antichi è quello di Rivisondoli (L’Aquila), che si volge il 5 gennaio. E’ preceduto da un concorso per scegliere la Madonna; il Bambino Gesù viene rappresentato dall’ultimo nato del paese. Un altro famoso è quello di Romeno (Trentino) nell’Alta Val di Non, al quale partecipano circa centoventi persone, più del dieci per cento dell’intera popolazione. Tipico è anche l’allestimento del presepe vivente di Revine Lago (Treviso). La particolarità di un presepe deriva anche dal luogo in cui è installato. Eccone alcuni tra le migliaia che saranno realizzati. In Sardegna la Natività è rappresentata nelle suggestive grotte naturali di Is Zuddas, a Santadi (Cagliari), tra le più grandi d’ Europa; in Romagna, a Cesenatico c’è il presepe della marineria, collocato sulle barche. Le statue, una trentina, sono in legno a grandezza naturale. Presepi storici a Valsinni e Tursi (Matera) nella chiesa del quartiere arabo della “Rabatana”, e nella Cattedrale di Matera. Presepi artistici in Calabria: tra i più suggestivi quello di Soriano Calabro, nel vibonese, nel santuario domenicano.
Altro appuntamento da non perdere è poi a Predappio Alta: il presepe è allestito in una miniera di zolfo, sotto le colline del paese (Grotte della Zolfatara). Copre un’area di oltre 300 metri di grotte e si compone di più di trecento figure.L’edizione 2010-2011 si presenta con un allestimento totalmente rinnovato e distribuito in 14 scene inedite. Visitabile fino al 30 gennaio 2011.
Ci sono poi i presepi classici. I più conosciuti, anche all’ estero, appartengono alla tradizione napoletana, con personaggi dai colori vivaci e l’ espressione intensa. Tra i più famosi il Presepe Cuciniello, allestito nel museo di San Martino a Napoli. Risale al 1877, ma ha anche pezzi rari del settecento. Al 1600 risale invece il Presepe del museo della chiesa di don Placido del Gesù vecchio, proprio nel centro storico di Napoli. Il più antico è senza dubbio quello di Santa Maria del Parto a Marcellina, che risale al 1500. Molto antico e completo è anche il “Presepe riscoperto”, nel convento delle monache Brignoline di Genova. Si tratta di un notissimo pezzo del 1600 che solo da pochi anni si è scoperto essere di tradizione napoletana e non genovese.
Dalla grotta, al mare. Diversi i presepi sott’ acqua: ad Amalfi dove la statue (tre in tutto: Gesù,Giuseppe e Maria) vengono depositate nella Grotta di Smeraldo. Poi di nuovo in Sardegna per il presepe subacqueo di Santo Stefano, composto da una decina di statue (il Bambinello, Maria, Giuseppe, il bue, I’ asinelio e alcuni pastori); un presepe anche nelle acque della vicina isola del Giglio e a Laveno, sul lago Maggiore. Insomma la tradizione dei presepi è ancora viva in Italia, segno inequivocabile di un attaccamento ancora forte alle radici cristiane del nostro Paese.