Per le Feste, brindisi italiano e vino doc, come il Taburno



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Per le Feste sulle tavole italiane non può mancare il buon vino, come tradizione vuole, soprattutto al Sud. Tra le tante produzioni locali degne di essere annoverate tra le migliori d’Europa c’è senza dubbio il Taburno.
L’area di estensione di questa doc, istituita nel 1986, è decisamente vasta e comprende numerosi comuni nella provincia di Benevento. Il disciplinare è piuttosto complesso e fissa innanzi tutto una distinzione tra Aglianico del Taburno e Taburno: il primo a sua volta comprende le tipologie Rosso, Rosato e Riserva, il secondo le tipologie Bianco, Rosso, Novello, Falanghina, Greco, Coda di Volpe, Piedirosso, Spumante. Tali distinzioni fanno riferimento per lo più ai vitigni impiegati, tutti locali e storicamente importanti per la diffusione della viticoltura regionale: così per l’ Aglianico, forse attualmente il vitigno più conosciuto del Mezzogiorno, per la falanghina, coda di volpe e piedirosso. Le caratteristiche dei vini che se ne ricavano sono, ovviamente, assai diverse: la doc presenta così vini di facile e pronta consumazione (bianchi, rosati, novello, piedirosso) accanto a prodotti più importanti e strutturati, come l’Aglianìco del Taburno Riserva (per il quale si richiedono tre anni di invecchiamento). In tutti i casi si tratta di vitigni che presentano le caratteristiche del vitigno dominante d’origine. Anche sul fronte degli abbinamenti il discorso è assai vario: se Falanghina e Spumante si prestano a essere serviti anche come semplici aperitivi, per l’Aglianico si consiglia l’accompagnamento a piatti molto ricchi, come la pasta al ragù, la trippa alla napoletana o la cacciagione.
Resta che tali vini sulle tavole imbandite a festa fanno la loro bella figura e sono apprezzati non solo dagli intenditori: provare per credere!