Torino e le sue chiese

san secondoTorino, che è pronta a festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia (evento che seguiremo con attenzione), offre anche in questo periodo invernale una serie di opportunità culturali per i turisti e i residenti. In particolare, ormai prossimi al Natale, le chiese del capoluogo piemontese offrono un panorama ricchissimo di eventi legati alla nascita di Gesù. Da vedere moltissime opere presenti nelle diverse parrocchie della città. In particolare merita una visita attenta la chiesa di San Secondo.
La Chiesa realizzata su disegno dell’archi. Luigi Frumento e dell’lng. Vigna, s’inscrive nello stile Neoromanico inserendosi nel movimento neomedievalistico che dall’Inghilterra si diffuse in tutta l’Europa. II Tempio si erge su un’area complessiva i 3320 mq, estendendosi per m. 52,40 in lunghezza, m. 31 in larghezza e m. 21 in altezza ed è un edificio a tre navate a croce latina. La facciata, di sobria eleganza, è rivolta a nord e presenta tre porte di ingresso corrispondenti alle tre navate della Chiesa. Sulla porta centrale, nella mezzaluna, si trova un mosaico in vetro di Murano, raffigurante Gesù Salvatore in atteggiamento di accoglienza sotto l’iscrizione “Domus meas domus orationis” (la mia casa è casa di preghiera). Le due porte laterali conservano le iscrizioni del Vallauri relative alla vita e al culto di S. Secondo. Più in alto, sulla porta maggiore, si trova il rosone centrale, combinato in arenaria di Saltrio e terracotta. In tutta la Chiesa, dalla grande finestra circolare sopra l’altare maggiore, sparge poi la sua splendida luce l’immagine di Gesù Cristo benedicente in trono, il quale in una mano stringe lo scettro di sua Maestà.
Nell’alto della volta appaiono i tondi raffiguranti gruppi di angeli, opera del pittore Costantino Sereno, che celebrano la gloria di Dio sopra i cinque altari della Chiesa. Alcuni angeli sono raffiguranti in atto di cantare, altri di suonare, altri di agitare fumanti turiboli e altri ancora di spargere fiori, simbolo di grazie ricevute.
Tra le opere che in questo periodo non devono essere trascurate è la Natività di Gesù. Questo quadro si trova nella Sagrestia ed è opera di Paolo Emilio Morgari. Nella splendida Natività con gusto vagamente neoclassico trovano felice composizione motivi desunti dal Correggio e dal classicismo romano del Seicento. In questo enorme quadro è rimarchevole la sapienza compositiva, che allinea perfettamente in asse le tre figure della SS. Trinità e l’espressività della figura centrale del Bambino colto in atteggiamento di contemplazione amorosa del mondo. Un messaggio di pace e di serenità, più che mai valido in questo periodo.