Cosa vedere e cosa fare a Viareggio, tra liberty, mondanità e Carnevale

Cosa vedere e cosa fare a Viareggio, tra liberty, mondanità e Carnevale

Visitare Viareggio

Viareggio 1Viareggio è un comune in provincia di Lucca che conta oltre 60mila abitanti; situato nella Toscana nord-occidentale, nacque nella prima metà del XVI secolo quando era  l’unica finestra sul mare per la Repubblica di Lucca.

È proprio di questo periodo il più antico edificio comunale, ovvero al Torre Matilde, eretta a fortificazione dagli abitanti di Viareggio nel 1541 per contrastare la minaccia costante di invasione dei pirati barbareschi.

Il comune di Viareggio è posizionato sul mar Tirreno e vanta oltre 10 km di spiaggia sabbiosa, di cui 4 di spiaggia libera e 6 gestiti attraverso stabilimenti balneari.

Sull’origine del nome vi sono delle discordanze; c’è chi dice che derivi dal termine latino “via regis”, ovvero dal nome della strada tracciata nel Medioevo e che collegava la fortificazione sulla spiaggia a Lucca; c’è chi dice invece che derivi dal latino “vicus regius”, in quanto esisteva in località “Gli Ortacci” un centro di proprietà imperiale.

La cittadina è caratterittistica e universalmente conosciuta non solo per il proprio turismo balneare, ma per il suo Carnevale nato nel 1873; Carnevale ricco di carri allegorici di cartapesta che sfilano lungo la “Passeggiata a mare”; la maschera ufficiale della manifestazione è il Burlamacco, ideato da Uberto Bonetti nel 1930.

Passeggiata di Viareggio

Passeggiata di Viareggio di SailkoOpera propria, CC BY 2.5

Altra particolarità di Viareggio è il fatto che la cittadina ha dato i natali a Marcello Lippi ex allenatore di Juventus ed Inter oltre che vincitore della Coppa del Mondo di calcio con la nazionale italiana a Germania 2006.

Numerose sono le opere architettoniche che meritano una visita a Viareggio. Tra queste troviamo sicuramente Torre Matilda, fatta costruire dal Governo Lucchese nel 1534 in prossimità dello sbocco al mare della Fossa della Selice (canale Burlamacca) a difesa dei magazzini e del nascente borgo.

Il Palazzo delle Muse dove, come scriveva nel 1867 Giuseppe Barellai: “La prima pietra di questo palazzo, eretto sulla Piazza principe Amedeo, fu posta il 14 ottobre del 1861 alla presenza del re Umberto e del compianto confratello. Esso ha avuto il nome del Gran Re ed è bello e vasto edificio che guarda il mare…”.

Ed infine la Villa di Paolina Bonaparte, costruita nel 1822.

Itinerari liberty viareggini. Caffè, bagni e hotel a Viareggio

Una passeggiata tra gli stabilimenti balneari, i caffè e gli storici hotel a Viareggio è uno tra gli itinerari alla scoperta del liberty in Toscana più tipici ed affascinati.

La scelta di decorazioni e strutture liberty per l’architettura balneare ha avuto molto fortuna in Italia, perché la diffusione dell’art nouveau è coincisa con la nascita e la fortuna del turismo balneare.

Le vacanze in riviera e il liberty sono infatti entrambi figli della Belle Époque, il periodo di pace e prosperità tra la fine dell’Ottocento e la prima guerra mondiale.

Gli europei dell’epoca bella si aprivano ai viaggi, ai consumi e alla socialità, alla ricerca dello stesso godimento estetico aperto e multiforme perseguito dalle ricche decorazioni liberty.

A Viareggio, all’inizio del Novecento, venne inaugurata la Passeggiata, il viale sul lungomare che iniziava a riempirsi dei luoghi tipici della vita di riviera, rilassata e gaudente: caffè concerto, stabilimenti balneari, ristoranti, grandi magazzini.

Le prime strutture erano tutte in legno: un incendio nel 1917 però distrusse tutto. Dei molti chalet restò in piedi soltanto il Negozio Margherita.

La vita a Viareggio però andava avanti: l’epoca bella e l’architettura liberty continuarono qui lungo tutti gli Venti. Caffè, bagni e negozi vennero ricostruiti e la cittadina si arricchì anche di cinema, villini privati e grandi hotel.

La nuova architettura viareggina combinava materiali, motivi e tecniche. Le strutture eclettiche riprendevano gli edifici quattrocenteschi e li mescolavano con archi a sesto acuto, cupole di ceramica colorata, fregi dorati e altri elementi orientaleggianti. Le decorazioni – in vetro, in ferro battuto, in pietra – riprendevano ghirlande, putti, motivi floreali, paesaggi marini, disegni geometrici, ed erano sempre ricchissime.

La vacanza balneare che quell’architettura liberty ospitava era una vacanza lunga, che durava una stagione intera ed era parte integrante dello stile di vita: i villini residenziali e gli hotel erano così il luogo ideale dove trascorrerla.

Vista Esplanade

I villini occupavano le strade alle spalle lungomare, ma gli alberghi dominavano la via principale.

E sono proprio i grandi hotel dai nomi esotici e magnificenti, come Imperiale, Select Palace o Esplanade, con le loro torrette e gli ingressi con le tettoie spioventi di ferro battuto, tutt’ora visibili lungo la Passeggiata, che rievocano forse meglio di tutto il resto l’atmosfera aperta e cosmopolita, elegante e gaudente, della vacanza di inizio Novecento.

 

 

Viareggio e il Carnevale d’Italia nel mondo

 

Il Carnevale di Viareggio è senz’altro quello più conosciuto in Italia e all’estero, non a caso è stato definito il “Carnevale d’Italia nel mondo“.

Ogni anno in questa cittadina toscana giungono migliaia e migliaia di turisti e semplici curiosi per l’occasione. La tradizione di questo Carnevale si tramanda di generazione in generazione e trova le sue origini in tempi molto antichi.

Risale infatti ai tempi del Ducato di Lucca l’usanza viareggina di celebrare il Martedì grasso con una grande festa, che vedeva “servi e padroni banchettare insieme”.

La prima sfilata dei carri allegorici si tenne però nel 1873, su iniziativa di alcuni rampolli della borghesia cittadina stanchi dei veglioni nel chiuso del teatro Pacini o del Casinò.

L’idea riscosse immediato successo e da allora la sfilata in maschera si svolse ininterrottamente fino alla prima guerra mondiale, salvo riprendere alla cessazione delle ostilità.

Gli anni venti del ‘900, con l’invenzione della cartapesta, portarono alla ribalta i primi artigiani specializzati nell’allestimento dei carri, che i viareggini soprannominarono “maghi”, dividendosi in fazioni a seconda della preferenza per una bottega o l’altra: la loro fama valicò anche i confini nazionali, tanto che alcuni “maghi” furono chiamati a lavorare – in veste di modellatori o cartoonist – perfino a Hollywood.

Si tratta quindi di veri e propri artisti della cartapesta.

I 56 bombardamenti subiti da Viareggio durante il secondo conflitto mondiale non impedirono la ripresa del Carnevale già nel 1946.

Nei decenni successivi, la rassegna viareggina non si è sottratta alle sempre più imperanti regole dello show-business: oggi il programma prevede ben cinque sfilate, chiamate anche “corsi”, tutte sul circuito ricavato nei viali Carducci e Marconi.

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Simona Cuna
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