Corniglia, Manarola e Rio Maggiore
“E allora in una tovagliuola bianchissima gli portò due fette di pane arrostito ed un gran bicchiere di vernaccia da Corniglia”, ecco che il Boccaccio elogia questo borgo delle Cinque Terre nella Decima giornata, Seconda novella del Decameron.
Rispetto agli altri centri delle Cinque Terre, Corniglia si trova in posizione centrale e si differenzia rispetto agli altri paesi delle Cinque Terre perché è l’unico borgo che non si affaccia direttamente sul mare, ma si trova sulla cima di un promontorio alto circa 90 metri dal mare, circondato da vigneti.
Per arrivarci è necessario salire una lunga scalinata, detta Lardarina, costituita da 33 rampe con un totale di 382 gradini.
Un altro posto imperdibile è la terrazza di Santa Maria, raggiungibile da Largo Taragio; nell’angolo della terrazza panoramica sorgeva una chiesetta che è caduta in mare a metà ottocento.
Manarola invece sorge nel tratto terminale della valle del torrente Groppo e si caratterizza per abitazioni variopinte, costituite dalle tipiche case torri genovesi che si affacciano sulla via principale chiamata Via Discovolo.
Il borgo si inerpica su un costone roccioso che si protende sul mare; un paesino molto stretto in cui le case intrecciate tra loro formano stretti carrugi; dopo Corniglia è senza dubbio il borgo più piccolo.
Da sottolineare il presepe illuminato più grande del mondo che viene allestito sulla collina che domina il borgo; i cui personaggi, realizzati artigianalmente da Mario Andreoli, ferroviere in pensione, sono costituiti da migliaia e migliaia di luci montate su apposite sagome che conferiscono alla rappresentazione un fascino unico al mondo.
Nel periodo estivo, il 10 agosto, invece si tiene la festa di san Lorenzo, patrono del paese; la sera viene organizzata una suggestiva processione per le vie del borgo che culmina con il trasferimento della portantina con la statua del santo su una barca.
Infine, l’ultimo borgo di cui parliamo è Rio Maggiore che presenta un centro storico che risale al XIII secolo; l’abitato è composto da diversi ordini paralleli di case torri, mentre le vallate su cui si inerpica l’abitato sono separate dalla costa di Campiòne, molto ripida.
Il simbolo del borgo mette in evidenza le tre cime che caratterizzano il Monte Verugola, cime che sormontano Rio Maggiore e che da sempre lo contraddistinguono.
Riomaggiore è un borgo di cultura prevalentemente contadina e non marinara e questo si riscontra anche in cucina dove il piatto tipico non è di mare, bensì di terra: torta di riso salta preparata in occasione della festa patronale di San Giovanni Battista.