Bologna, Pasolini e il “suo” teatro



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“Il teatro che vi aspettate, anche come totale novità, non potrà mai essere il teatro che vi aspettate. Infatti, se vi aspettate un nuovo teatro, lo aspettate necessariamente nell’ambito delle idee che già avete; inoltre, una cosa che vi aspettate, in qualche modo c’è già.”
Sono queste le parole consegnate da Pier Paolo Pasolini al suo Manifesto per un nuovo teatro, pubblicato nell’anno di svolta epocale del 1968 e che costituiscono la base del progetto scientifico del convegno che nei giorni 10 e 11 novembre si terrà presso il Cimes- Centro di Musica e Spettacolo dell’Università bolognese. Si tratta di due gioornate dedicate al genio di Pasolini, soprattutto al suo “fare” teatro. Gli anni di riferimento sono quelli dal 1966 al 1968, quando Pasolini fu costretto all’immobilità fisicas a causa di una malattia. In questo periodo scrisse tragedie borghesi in versi ancora poco conosciute al granded pubblico, ma di indiscusso valore letterario. Scopo quindi del progetto è quello di mettere in luce la scrittura teatrale pasoliniana e far capire come Pasolini intendeva il teatro. Per lui il palcoscenico era il luogo dove la sfida con se stesso diventa un riferimento necessario e imnprenscindibile per avere un contatto più forte e diretto con la società circostante. L’appuntamento è dunque per il 10 e 11 novembre a partire dalle ore 10 presso il Cimes in via Azzo Gardino a Bologna.