La giornata del Trekking Urbano: percorsi alternativi

La giornata del Trekking Urbano: percorsi alternativi


Se anche voi quando pensate al trekking, solitamente vi immaginate paesaggi naturalistici mozzafiato, strade sterrate, sentieri rocciosi e ripidi e lunghi chilometri da percorrere, rimarrete sorpresi da quest’iniziativa: “la giornata del trekking urbano“.

E non è per nulla facile immaginare di percorrere marciapiedi, zone a traffico limitato e vecchi cantieri ferroviari, monumenti, piazze, riscoprendo gli angoli della propria frenetica città, con itinerari differenziati per lunghezza e per difficoltà al fine di poter essere percorsi sia da persone allenate che da trekker meno esperti.

trekking urbanoUna nuova forma di  turismo sostenibile : infatti oltre ad essere un’attività salutare, permetta di decongestionare le zone attraversate dai flussi turistici tradizionalu, far conoscere le zone più periferiche delle città e prolungare i soggiorni.

Inoltre questo tipo di attività non conosce stagionalità, poichè al contrario del trekking naturalistico, quello in città può esser praticato seguendo gli itinerari proposti, con qualsiasi condizione meteorologica e in qualsiasi momento della giornata.

ponte di ferro

Nel 2016, da nord a sud Italia, hanno aderito all’iniziativa 53 città in 17 regioni, organizzando percorsi di ogni difficoltà e offrendo la scoperta di un patrimonio unico e un’ottima occasione per dedicarsi al proprio benessere fisico e psicofisico.

Le città che solitamente partecipano a questa iniziativa sono tante: Ancona, Arezzo, Ascoli, Piceno, Bari, Biella, Bologna, Brescia, Chieti, Cosenza, Fermo, Forlì, Genova, Lucca, Macerata, Mantova, Massa, Matera, Messina, Nuoro, PalermoPavia, Perugia, Pisa, Ravenna, Salerno, Siena, Tempio Pausania, Trento, Treviso, Urbino e Viterbo.

Gli itinerari proposti dalle città che in questi anni hanno aderito alla Giornata nazionale del trekking urbano hanno una durata media che varia da una a quattro ore, consentendo a chi li percorre di bruciare da un minimo di 450 chilocalorie (percorso di un’ora) a un massimo di 1.800 kilocalorie (percorso di quattro ore).

Trekking Urbano Bologna 2010

In occasione della due giornate (sabato 30 e domenica 31 ottobre) dell’edizione Trekking Urbano 2010, Bologna propose, tra le altre, una passeggiata per conoscere i suoi vecchi e nuovi corsi d’acqua.
Si trattava di un percorso volto a far scoprire la “Bologna medievale tra chiuse, canali e chiaviche“. L’iniziativa era a cura del Museo del Patrimonio Industriale in collaborazione con Vitruvio e si svolse sabato 30 ottobre.
Fin dal XII secolo Bologna si dotò di un complesso sistema idraulico artificiale composto da chiusa, canali e chiaviche. L’acqua, adeguatamente governata e controllata, ricopriva la duplice funzione di fonte energetica per l’alimentazione di vari opifici (mulini da grano, da seta in particolare) e di via di comunicazione attraverso il porto canale e il Navile con il Po e il mar Adriatico.

Questo sistema, perfezionato e gestito nei secoli con grande lungimiranza dal governo cittadino, rimase funzionale ai bisogni della città fino agli inizi del XX secolo.
Ecco alcuni degli itinerari proposti nella città:

– La navigazione e l’industria del Canale Navile.
II percorso si svolge lungo il Canale Navile dal Sostegno della Bova a Corticella vecchia. Il Canale Navile sin dal Medioevo fu la principale via navigabile che collegava Bologna al grande fiume Po e quindi al trafficatissimo porto di Venezia. Rimase in uso fino al secondo dopoguerra e lungo le sue rive si attestarono gli insediamenti produttivi che sfruttavano l’energia data dall’acqua con le ruote a pale, come le fornaci, i mulini e le piccole centrali elettriche. Lungo il percorso sono ben visibili i resti di opifici, testimonianze di storia industriale, chiuse e sostegni usati per consentire alle imbarcazioni di superare i dislivelli. Il percorso prevedeva il passaggio dal Museo del Patrimonio Industriale ricavato in una ex fornace per mattoni dove, oltre al recupero archeo-industriale, è stato possibile vedere una ricostruzione molto interessante del mulino da seta, un’invenzione bolognese di macchini) industriale in funzione tra il ‘400 e il 700. Infine si giungeva al Ponte della Bionda, oggi restaurato grazie all’iniziativa dell’associazione “II Ponte della Bionda“, dove i briganti attendevano le imbarcazioni per depredarle.

– II sentiero CAI Bologna 902
L’itinerario, che collegava il Parco di San Michele in Bosco con quello di Forte Bandiera, risaliva le valli del torrente Aposa e del suo affluente rio Costarella, tagliando le pendici di Monte San Vittore e del colle di Barbiano.
Dal Giardino Remo Scoto in via Codivilla, si entrava nel parco e si saliva al belvedere di San Michele in Bosco. Attraverso gli Istituti Ortopedici Rizzoli si raggiungeva via San Vittore e si proseguiva sino all’incrocio con via di Barbiano e quindi Forte Bandiera (300 m).Era prevista la visita a San Michele in Bosco e all’antico Cenobio di San Vittore.

– La chiusa di Casalecchio.
La storia di Bologna delle acque inizia con la Chiusa di Casalecchio, la più importante e prestigiosa realizzazione del sistema idraulico bolognese del periodo medievale. L’opera, datata 1191 e ancora adesso perfettamente funzionante, venne realizzata per convogliare le acque del fiume Reno all’interno della città e divenne in breve la fonte primaria d’energia idraulica per muovere centinaia di mulini, cartiere, filatoi e magli per battere il ferro. Bologna divenne così una città industriale in grado di competere direttamente con le più grandi città d’Europa. La Casa del Ghiaccio sul Canale I Reno, derivato dall’omonimo fiume, testimonia che Bologna, oltre ad essere un’insospettabile città d’acqua, era anche molto fredda d’inverno.

bologna

Un altro interessante percorso sempre proposto in quest’edizione era quello che conduceva alla scoperta dei mercati cittadini, nonchè delle storie degli antichi mercanti bolognesi.
Per secoli il cuore di Bologna è stato un immenso mercato giornaliero. Mercanti e artigiani non sono solo i protagonisti della vita economica quotidiana ma rappresentano, durante il Medioevo, anche una straordinaria compagine politica e sociale. Colori, sapori e profumi sono legati al commercio quotidiano che si svolge tra buche, banchi, carretti e osterie e che occupa una vasta zona all’interno della cerchia del Mille.
Un itinerario attraverso i luoghi, le strade, le piazze e le testimonianze che hanno contrassegnato la quotidianità economica e sociale della città.

Trekking Urbano Ravenna 2010

Nell’ambito delle manifestazioni previste per il Trekking Urbano, anche Ravenna nel 2010 propose i suoi itinerari. I percorsi passavano per i corsi d’acqua, di cui Ravenna è notoriamente ricca. Alcuni di essi sono sotterranei e ancora oggi ben visibili.

Gli itinerari partivano da Pereo, l’antico nome di un isolotto a nord di Ravenna, e proseguivano in quelle valli in mezzo ai canneti, ai canali paludosi a piccoli lembi di terre, non sempre coltivabili, dove l’acqua si estendeva per migliaia di chilometri quadrati nel Delta del Po. Per le caratteristiche così particolari la zona diventò anche luogo di eremitaggio per abati e mistici, e San Romualdo portò qui nel X sec. il suo eremo accanto all’attuale argine sud del fiume Reno e fece costruire una chiesa dedicata a Sant’Adalberto.

ravenna

Il trekking, guidato in quest’edizione dall’artista Luigi Berardi, domenica 31 ottobre, ha condotto alla scoperta di pozzi ritrovati (Pozzo della Luna, Pozzo senza fondo, Pozzo della rana) in un itinerario di andata e ritorno a Sant’Alberto, partendo dal Museo Natura seguendo la Via Rivaletto, antico confine sommerso, fino al fiume Reno. Al termine Natura accogliendo i “camminanti” con prodotti locali da gustare.