Visitare Alba: non solo tartufo e vino

Alba 1In dialetto langarolo si chiama Arba, un’importante città del Piemonte situata nella provincia di Cuneo, è l’autentica capitale storica ed economica delle Langhe. È collocata a circa 60 km sud-est dal capoluogo Torino ed altri 60 km da nord-est da Cuneo.

Il suo circondario, che comprende anche la città di Bra, sorge in gran parte sulla riva destra del fiume Tanaro, su una conca ampia circondata da stupende colline ricche di vigneti delle Langhe e del Roero, zona altrettanto nota per la produzione di vino.

Sicuramente Alba è conosciuta e rinomata per il suo tartufo, ma vanta anche un ricco patrimonio culturale che dev’essere ammirato nel caso in cui si decidesse di trascorrere un week end in questo comune piemontese.
All’interno del centro storico non può mancare la passeggiata lungo la via Cavour, arteria storica del centro cittadino con un impianto tipicamente medievale, porticati ricchi di atmosfera che vi faranno sembrare nell’anno 1000 nel pieno dell’era di mezzo.

Un’altra via centrale all’interno del centro storico di Alba è la via Vittorio Emanuele, chiamata anche Via Maestra, inizia da Piazza Risorgimento e attraverso tutto il centro storico; unisce diversi stili architettonici, da quello medioevale a quello liberty; tra i luoghi più suggestivi troviamo Casa Fontana, Palazzo Serralunga, Palazzo dei Conti Belli, la Chiesa di Santa Maria Maddalena e quella dei Santi Cosma e Damiano.

Altro sito da visitare è la Torre di Casa Chiarlone, in via Calissano, con una base che appoggia al livello della strada, adornata con un porta lignea risalente al XVIII secolo.

Alba è l’autenta dimostrazione di un miracolo economico che, in quegli anni, ha coinvolto l’intera Italia; fino al 1945 il comune non possedeva industrie, ma negli anni successivi i settori tessili, alimentari (la Ferrero su tutti), finanziari, abbigliamento, editoria (la San Paolo che pubblica la Famiglia Cristiana) e quello della gommistica (la Mondo Rubber) hanno trasformato Alba in un polo industriale di livello europeo.

Alba 2L’alto tenore di vita ha dato luogo a numerose feste e fiere che ruotano, quasi interamente, attorno a due prodotti: vino e tartufo; si va dalla manifestazione primaverile di Vinum alla fiera d’autunno dedicata a Tartufo e gastronomi.

I disné dra Langa, i pranzi importanti; i disné ‘d Carvé, o pranzi di Carnevale, la dra leva o dei coscritti, dra spusa o della sposa, dr’uva o della vendemmia, d’er massé er cr-crin o dell’uccisione del maiale, d’j servitò o dei servitori, e infine d’er particolar o del proprietario agricolo, sono la certezza di una tradizione culinaria che esalta le caratteristiche della cultura contadina.

Le stesse caratteristiche le possiamo trovare nella giostra delle cento torri e nel palio degli asini. Con questa manifestazione Alba ritrova il fascino antico del Medioevo.

Nonostante dal punto di vista economico, Alba è molto recente, la sua storia inizia addirittura nel Neolitico; sono tra il sesto ed il terzo millennio a.C. i reperti ritrovati circa la presenza di una popolazione non nomoda, che viveva di caccia ed agricoltura; già in quell’era si conosceva la lavorazione della ceramica e della pietra verde, adatta per i primi rudimentali utensili.

Alba è sede di numerosi licei, istituti tecnici e altre scuole di istruzione secondaria. È inoltre presente una delle dieci Scuole Enologiche italiane, fondata nel 1881.
Nel complesso della Scuola enologica vi è la sede del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia dell’Università degli Studi di Torino, e i laboratori chimici, enologici e microbiologici sia dell’Istituto che universitari.