La Quarantana, storia di una bambola di pezza della quaresima



La QuarantanaUna delle più bizzarre e singolari tradizioni di Santa Croce di Magliano è la cosiddetta “quarantana”, una bambola di pezza raffigurante una vecchia, che l’usanza vuole, durante il periodo della Quaresima, venga sospesa ad un filo annodato tra due balconi.

La simpatica nonnina, che la leggenda vuole sia identificata con la moglie del defunto Carnevale, è generalmente vestita di nero, e nelle mani stringe la conocchia: passa le intere giornate a filare, per distrarsi e non immalinconirsi troppo, pensando al caro congiunto passato a miglior vita.

All’estremità della bamboletta, fatta di stracci e di stoffa usurata, è legata una vistosa patata in cui vengono conficcate sette penne, che tolte una ad una, ogni Domenica di Quaresima, segnano l’arrivo della Pasqua.

Una tradizione, quella della “quarantana” che seppur affievolita, a Santa Croce di Magliano, resiste ancora e non manca di attirare l’attenzione dei passanti, soprattutto nei quartieri più antichi del centro bassomolisano come il ruacchio, il quartetto e il quartiere torre Piscone.

L’origine di questo eccentrico emblema della tradizione popolare di Santa Croce di Magliano non è ben definito e per scoprire qualcosa a proposito, non giova nemmeno sapere, che esistono, in diverse località meridionali – soprattutto sulla costa salentina e nell’entroterra lucano e calabrese – manifestazioni di cerimoniali analoghi.

Sebbene di questa antica tradizione popolare, purtroppo, rimangano soltanto tracce orali nei ricordi degli anziani che lasciano presupporre un’origine legata ai riti cristiani di digiuno e di penitenza, osservati in occasioni della Quaresima, dopo i bagordi di Carnevale, si può forse ipotizzare che anche questa eccentrica liturgia, possa essere ricondotta a tradizioni che affondano negli antichi baccanali – papà del moderno Carnevale e nelle rappresentazioni teatrali delle Atellane, quando “carnevale morto” veniva portato in giro per il paese su di un carro oppure, in qualche modo, alcune tracce riconducono ai riti dei “Saturnali”, i giorni in cui a Roma si capovolgevano gli ordini sociali e anche gli schiavi potevano dire a tutti, ciò che pensavano.

Una tradizione simile si trova nel Salento, e a Gallipoli: la “caremma“.