Il gusto della modernità

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Non esisterebbe un gusto femminile ed uno maschile secondo  le nuove scoperte.

La notizia è stata pubblicata sul nuovo numero de L’Assaggio (Autunno 2007) e riporta uno studio effettuato dal Centro Studi Assaggiatori su un campione seguito per ben 10 anni per un totale di 130.000 test.

Secondo l’indagine ci sarebbero meno differenze tra uomini e donne in fatto di gusti, entrambi si orienterebbero al ritorno degli aromi autentici, senza tradire l’avvenuto cambio culturale con l’ingresso di aromi e sapori nati dalle contaminazioni. Sia uomini che donne amano la morbidezza.

Gli oltre 130.000 test sui consumatori, in Italia e all’estero, si sono focalizzati in particolare sui prodotti agroalimentari. 

Secondo Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori e professore di analisi sensoriale alle Università di Udine, Verona e Cattolica di Piacenza ci sono buone previsioni per gli aromi speziati “Al momento sono un po’ in crisi, ma saranno certamente rivalutati in futuro. Sullo scenario del gusto molto inciderà infatti la crescente contaminazione delle culture alimentari, con la conseguente internazionalizzazione”.

 Oltre ad avere evidenziato la tendenza all’omologazione tra i due sessi in fatto di piacere del palato, la ricerca ha sottolineato che il gusto non è solo fatto di salato, dolce, acre, amaro, ma è frutto di sensazioni composite, sapore e tatto.

Cercata in cibi e bevande è per esempio, come accennato sopra, la morbidezza.

La ricerca non è banale. A guardarla con occhio vigile è l’industria alimentare, che punta da sempre su questi aspetti, nella produzione di cibi che mantengano il più possibile l’aroma naturale del prodotto fresco o preparato artigianlemente.

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