La mimosa e la Festa della Donna

mimosaLa mimosa è diventata il fiore rappresentativo della Festa della Donna, che ogni anno ricorre l’8 marzo, sin dalle sue origini. La scelta ricadde proprio sul ramettino giallo perché, oltre a fiorire in questa stagione, meglio rappresentava con la sua semplicità e la sua esuberanza quello che le donne volevano fosse il significato della manifestazione. Nessuna connotazione politica ed ideologica dunque, ma una scelta quasi scontata legata anche alla facile reperibilità e all’economicità di un fiore tanto bello, quanto delicato. La mimosa infatti, a differenza della pianta su cui cresce resistente e adattabile ad un’ampia varietà di climi, dura pochissime ore. Per evitare di farle perdere troppo velocemente il suo aroma e la sua tipica morbidezza sarebbe sufficiente conservarla in un clima umido e ombroso.
Ma chi regala la mimosa a chi? Un tempo erano gli uomini ad omaggiare mogli, sorelle, fidanzate, amiche e colleghe di lavoro del rametto profumato, ma oggi le cose sono cambiate e in alcuni casi i ruoli si ribaltano. Può capitare infatti che in segno di buon auspicio siano le stesse donne a regalare la mimosa agli affetti più cari, senza nessuna regola reimpostata. Un’altra novità è quella di aggiungere al mazzettino altri fiori tipici della stagione che anticipa la primavera, diventa così sempre più frequente accompagnare il profumatissimo rametto giallo con narcisi e bulbi di ogni genere. Dall’ Oriente poi arriva l’usanza di utilizzare al posto della mimosa rami di pesco in boccio, caratterizzati da colori tenui e delicati e da un profumo dolce e intenso, peculiarità che lo rendono particolarmente idoneo a questa ricorrenza.
I dolci tipici dell’8 marzo hanno tutti un elemento in comune: il colore giallo, talvolta accompagnato da nuan-ces rosa e verdi. E dunque, oltre che con la celeberrima torta mimosa, gli chef chiudono le pantagrueliche cene tutte al femminile con creme vellutate aromatizzate ai fiori di stagione, gelati al tè verde, frutto della passione e narciso, millefoglie alla vaniglia, fragola e cannella, sorbetti all’ananas e menta e mille altre ghiottonerie. Oltre che nei dolci ci si sbizzarrisce anche nel proporre menù a tema, possibilmente ipocalorici, che mescolano con abilità sapori della tradizione ed elementi esotici, ma anche ricette vegetariane e macrobiotiche a ricette ‘della nonna’, puntando, oltre che sull’originalità, su ingredienti di primissima qualità.