Il Salone Italiano del Golf

Il Salone Italiano del GolfA Verona dal 27 febbraio al 1° marzo una rassegna con 150 marchi e più di 100 aziende che attira anche operatori da tutto il mondo fra i quali la Tunisia che rilancia il suo ambizioso progetto di sport e turismo

Nato con l’ambizione di scuotere il golf, motivazione che all’inizio Golf Town ha rappresentato con un logo nel quale una pallina squarcia l’aria fra due grattacieli adagiati su un green, il Salone Italiano del Golf suggella ora il suo fortunato matrimonio con Verona con una pallina “sparata” fra due mete preferite dai turisti e famose in tutto il mondo: l’Arena tempio della musica, e il balcone degli incontri di Romeo e Giulietta, amore cantato da Shakespeare che questa città definì la più bella al mondo.

Questa vocazione turistica, la collocazione geografica e il comparto Fieristico che “Affari & Finanza” ha descritto come l’unico in attivo in Italia e con idee originali, sono le leve di una rapida scalata dell’evento in una dimensione internazionale. Ma il logo desidera affermare la sua identità italiana quale vettore anche di un made in Italy del mercato golf a 360 gradi, dall’attrezzo alle scarpe, dalla progettazione di campi alla realizzazioni di resort di alta qualità spesso con cure termali, oltre alle soluzioni tecnologiche come quello dei simulatori. Software prodotti per perfezionare il gioco o per divertimento da utilizzare sul proprio pc o colpendo dal tee di partenza dentro casa o in giardino verso un grande schermo che riproduce i campi storici di questo sport.

Fra le 150 marche presenti in questa quarta edizione, con un incremento vicino al 30 per cento, è significativa in un’economia non facile la nuova spinta italiana per marcare ancora più il boom del golf italiano che ha raggiunto i 100 mila praticanti e conta su 328 strutture affiliate, grandi campioni: i fratelli Molinari vincitori della World Cup, Diana Luna o il 16enne fenomeno Matteo Manassero che da buon veronese, sarà quest’anno il testimonial per promuovere il golf azzurro fra i ragazzi.

Nel turnover degli espositori Golf Town, la lancetta è andata all’insù e presenta una serie di matricole d’eccezione in tutti i settori : grandi gruppi immobiliari, il colosso della telefonia Vodafone, industrie-leader quali Geox, regioni green come l’Umbria, il Trentino, Toscana e Puglia e naturalmente il Veneto che sta correndo forte e punta alla candidatura olimpica,, ma anche l’eccellenza dell’artigianato italiano con le sue idee di successo. Questa quarta edizione manda anche il segnale sperato: l’ingresso di aziende e gruppi internazionali che evidentemente hanno percepito ormai un’affluenza di operatori di un certo interesse, soprattutto in arrivo dall’estero.

Un esempio di questo interesse, per mettere in vetrina il proprio prodotto fra i 120 stand, è l’arrivo della Tunisia che rilancia con vigore a Verona il suo ambizioso progetto-golf, alla conquista di un mercato turistico potenziale calcolato in circa 6,8 milioni di presenze. Quasi il 70 per cento dell’intera popolazione tunisina, che significa un forte flusso economico, contatti internazionali, e affari immobiliari. Il golf in Tunisia offre anche l’opzione di un una specializzazione nella talassoterapia, mentre sono in via di realizzazione nuovi campi in un paese raggiungibile in un’ora o poco più di volo da tutta Europa, oltre a potersi vantare del primo vero campo da golf nel Sahara”

Il Salone vuole però riaffermare più che mai stavolta il suo cuore sportivo, come dimostra il ruolo di “animatore” di Manassero e la presenza del professor Franco Chimenti, il presidente del grande balzo (da 54 mila a 100 mila tesserati nella sua settennale gestione) per la conferenza stampa sul “Futuro Azzurro”. Oltre naturalmente al programma promozionale, che punta a catturare nuovi appassionati e soprattutto i giovani, organizzato dal Comitato Regionale Veneto con i propri maestri, sia con la realizzazione di un pallone in Piazza Brà, che al maxi-campo pratica indoor di quasi 1000 metri quadrati con erba naturale e 10 postazioni sul quale almeno il 50 per cento dei visitatori avrà la possibilità di provare l’abilità o l’ultima novità dell’attrezzo.