Cosa visitare a Ferrara

Cosa visitare a Ferrara


Il Castello Estense: fu costruito nel 1385 a difesa della famiglia d’Este. Di quel periodo ha ancora la struttura tipica della fortezza medievale, mentre le balconate di marmo e le altane risalgono al Cinquecento. Le decorazioni pittoriche sono opera pregevolissima della scuola dei Filippi (XVI sec.).

Ferrara – Veduta

Ferrara – Veduta– foto di Massimo Baraldi (CC BY 2.5 it)

La Cattedrale: costruita nel XII sec, sono numerose le opere contenute nella chiesa e nel museo a testimonianza di tutte le arti: si va dalla scultura alla pittura, passando per l’arazzeria, la miniatura e l’oreficeria.

Facciata della Cattedrale

Facciata della Cattedrale- foto di I, Sailko (CC BY 2.5)

Il Palazzo dei Diamanti è costruito sul quadrivio degli Angeli ed è facilmente riconoscibile grazie alle decorazioni volute da Biagio Rossetti. Le sale del piano nobile ospitano la Pinacoteca Nazionale.

Il Palazzo Schifanoia era destinato ai raffinati passatempi della corte. Quo dentro vi sono alcune delle testimonianze più alte dell’arte rinascimentale come il Salone dei Mesi e la Sala degli Stucchi.

La Casa Romei: residenza di Giovanni Romei, ricchissimo banchiere, è un esempio unico di edificio fra medioevo e rinascimento. Un cortile con grande monogramma di Cristo, le sale del piano terra con decorazioni gotiche e un museo lapidario. Al piano nobile, un appartamento del cinquecento con decorazioni e mobili antichi.

La Palazzina Costabili: caposaldo dell’architettura di Biagio Rossetti. Da non perdere il soffitto della Stanza del Tesoro e i reperti dell’antica Spina: ambre, gioielli, bronzi , suppellettili e soprattutto le innumerevoli ceramiche antiche.

Facciata del palazzo Bevilacqua Costabili

Facciata del palazzo Bevilacqua Costabili- foto di Sien (Pubblico dominio)

Palazzo Paradiso: qui ha sede la Biblioteca Ariostea con migliaia di volumi, da quelli antichi come la Bibbia di Savonarola, i manoscritti dell’orlando Furioso e i codici miniati, ai libri più moderni.

Palazzo Massari: sono qui le donne ritratte da Giovanni Boldini, oltre alle opere di De Pisis, Previati, Mentessi, Bonzagni e tanti altri.

Il Museo Archeologico

A Ferrara, il rinascimentale Palazzo Costabili ospita il Museo Archeologico Nazionale che raccoglie i materiali della necropoli della città etrusca di Spina, riemersa dalle bonifiche delle valli dì Comacchio a partire dai primi decenni del XX secolo. I contesti tombali esposti nelle quindici sale allestite sono esemplificativi di questo affascinante centro che, fondato alla fine del VI sec. a.C. da popolazioni provenienti dall’Etruria alla foce del Po, a breve distanza dal mare, visse floridamente fino alla metà circa del III sec. a.C. grazie agli scambi commerciali tra l’entroterra etrusco padano e la Grecia.

Splendidi sono i corredi da simposio, prevalentemente di provenienza attica, restituiti dal prosciugamento delle valli: una notevole raccolta di grande fascino tra cui primeggiano i grandi vasi a figure rosse – come la celebre kylix del Pittore di Pentesilea – i meravigliosi crateri che rievocano saghe mitologiche ed epiche battaglie, le serie di piatti per il pesce, oltre a vasellame, gioielli e bronzi etruschi. Nel Palazzo si ammira la volta della Sala del Tesoro, affrescata da Benvenuto Tisi da Garofalo agli inizi del ‘500 con scene della vita di corte animata da putti, animali e personaggi affacciati ad una balaustra.

Museo Archeologico Nazionale

Museo Archeologico Nazionale – foto di Sailko (CC BY-SA 3.0)

Nel 2007 un intervento di ampliamento e valorizzazione ha arricchito ancor di più il  Museo. Con l’apertura di otto sale si completa così il percorso che conduce il visitatore attraverso la necropoli di Spina. I corredi tombali sono tutti di IV e di III sec. a.C. I materiali che li compongono -dopo la meglio nota fase “grecizzante” del V sec. a.C.– attestano il progressivo affievolirsi dei contatti commerciali con Atene e confermano come, nel IV sec. a.C. inoltrato, la città si sia aperta ai mercati dell’Italia meridionale e della Sicilia. Il percorso che si sviluppa dalla sala VII alla sala XIII attesta ancora, in quel periodo, la massiccia presenza nel mercato locale delle ceramiche prodotte nell’Etruria (centro) settentrionale tirrenica, ceramiche che ebbero un’influenza determinante sulle manifatture degli ateliers spineti.

La sala XIV propone la ricostruzione di due sepolture di Valle Trebba (una inumazione di V sec. a.C. e una cremazione di fine IV – inizi III a.C.) fatta sulla base della documentazione del Giornale degli Scavi dei primi anni del ‘900.

Ferrara è dunque veramente ricca di storia, non privatevi di godere di questa tranquilla e affascinante città, e dei suoi eventi.

Clicca qui per scoprire e prenotare i migliori Hotel a Ferrara