Cosa vedere nell’isola di Capri

Cosa vedere nell’isola di Capri


Difficile descrivere in poche righe le bellezze, le attrattive, le particolarità di Capri.

Può bastare dire che è lussureggiante, straordinaria, dotata di un clima mite; o che è, più di tutte le altre, l’isola italiana che ha visto nel tempo il soggiornare di intellettuali, artisti e scrittori, tutti rapiti dalla sua magica bellezza.
Capri è un concentrato di storia, natura, mondanità, cultura, eventi che si susseguono tutti i giorni e che hanno dato vita a un mito senza eguali nel mondo.capri

Capri è la piazzetta, il centro storico, Marina Grande e Marina Piccola, la Grotta Azzurra, i Faraglioni, Villa Jovis, la Certosa di S.Giacomo, Casa Mala parte, la casa Rossa, il castello Barba rossa, Villa S.Michele

Da Sorrento è possibile raggiungere l’isola servendosi dei collegamenti marittimi (aliscafi e traghetti) effettuati dalle compagnie Caremar (aliscafi e traghetti veloci) e Consorzio Linee Marittime Partenopee (linee veloci e traghetti).

Meglio arrivarci a piedi, infatti in molti periodi dell’anno è in vigore il divieto di imbarco per le auto private. E comunque è sconsigliato l’imbarco di vetture per Capri, date le scarse possibilità di circolazione dovute all’esiguità delle strade carrozzabili isolane.

La prima grande festa in programma nei prossimi mesi è quella in onore di San Costanzo, il Santo protettore dell’ l’isola di Capri, che si celebra il 14 maggio di ogni anno. Il giorno prima la statua viene esposta e, il 14 maggio, trasportata con una processione nella Chiesa di Marina Grande, borgo marinaro di Capri.

Durante il periodo della festività a Marina Grande vengono allestite “bancarelle” di dolci e zucchero filato, mentre per i più piccoli ci sono giostre e clown. Ovviamente Capri offre tantissime altre occasioni di svago e divertimento, che seguiremo con attenzione riservando loro il giusto risalto nei prossimi post.

Visitare la Grotta Azzurra

La Grotta Azzurra si trova nel comune di Anacapri, sull’isola di Capri, nella provincia di Napoli, in Campania.

La sua storia è stata molto movimentata soprattutto ai tempi degli antichi romani.

Infatti, gli imperatori romani, amavano passare le loro vacanze sull’isola di Capri e utilizzavano quella che ora è una grotta, come loro piscina personale. Tiberio, in particolar modo, costruì un passaggio che portava dalla sua villa fino alla grotta. Tale passaggio è crollato e quindi oggi è inaccessibile.

azzurra

Nel 1826 fu scoperta dall’artista polacco August Kopisch, grazie alle indicazione del pescatore del luogo Angelo Ferraro. Oggi l’entrata è parzialmente sommersa dalle acque del mare, che in base all’alta o alla bassa marea, ne facilitano o meno l’entrata nella bellissima grotta. Oggi è il terzo sito della Campania per numero di visitatori paganti.

Le guide che portano i visitatori nella grotta sono molte e devono aver avuto un addestramento particolare. Esse parlano e cantano così da far sentire ai turisti gli echi e le sonorità del luogo. Ma la caratteristica migliore della Grotta Azzurra sono i particolari giochi di colori creati dalla luce esterna che vi penetra all’interno. La luce arriva fino alla parte sommersa, giocando con l’acqua. I giochi di colore variano in base alle ore del giorno e cambiano al mutare del tempo.

Il Museo Diefenbach a Capri

Museo DiefenbachIl Museo Diefenbach venne inaugurato a Capri nel 1974 grazie alla cura dell’allora soprintendente Raffaello Causa. Intitolato al pittore simbolista K. W. Diefenbach (1851–1913) – di cui ospita i dipinti che dalla sua morte giacevano in alcuni locali della certosa – il museo rappresenta l’omaggio che Capri volle rendere all’artista che ivi soggiornò dal 1900 alla morte.

La sua stravagante figura rappresenta un momento significativo della vicenda culturale dell’isola. Nel museo sono allestiti grandi dipinti dai soggetti disparati (non solo la natura e gli scorci capresi, ma anche figure femminili e mitologiche), che con il loro simbolismo visionario connotano fortemente lo spazio, rendendolo di grande impatto emotivo per il visitatore.

Le tele sono 31, 5 le sculture in gesso ed un ritratto del pittore dipinto da Ettore Ximenes. Nelle sue opere il senso cosmico della natura, il sentimento religioso dell’infinito, espressi con toni sublimi e misteriosi, esprimono chiaramente quella funzione magico-religiosa che l’artista attribuiva alla pittura.
Nel museo sono inoltre custodite le statue di epoca romana raffiguranti entità marine rinvenute nella Grotta Azzurra.
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