Cosa vedere in Liguria: un giro tra coste e borghi d’entroterra

Cosa vedere in Liguria: un giro tra coste e  borghi d’entroterra


La Liguria, regione italiana di confine, ricca di bellezze naturali e paesaggistiche, offre in questo ultimo scorcio del mese di giugno opportunità straordinarie per chi intende conoscerla ed apprezzarla.

Un giro tra i borghi e sottoterra da scoprire

La Liguria, oltre ad essere una regione famosa per le sue prelibatezze culinarie e le sue sagre,è anche una regione ricca di luoghi affascinanti e tutti da scoprire, non solo sulla costa, tanto amata e frequentata da migliaia di turisti, ma anche nell’entroterra, magari percorrendo una delle strade del vino e dell’olio.

Qui i bianchi e i rossi si chiamano Rigato, Vermentino, Rossese, Ormeasco, mentre gli ulivi danno le pregiate Taggiasche, per un extravergine dal sapore dolce e delicato.

Alle spalle di Pietra Ligure, la vai Varatela offre uno dei complessi geologici più interessanti della regione: le Grotte di Toirano; mentre la vicina valle Arroscia è tra le più ricche di storia, frantoi e ottimi ristoranti.

In questi suggestivi locali si possono trascorrere piacevoli momenti a tavola con i piatti delle tradizionale Cucina Bianca della valle, come la Panissa di ceci, la Pasta alla farina di castagne e l’inimitabile Brussu, la ricotta di latte pecorino fermentato.

In particolare ad Imperia, a condurre chiunque voglia scoprire questi fantastici paesaggi e borghi liguri nei caratteristici percorsi sono sempre le guide esperte del C.T.E. Alpi Liguri, da sempre impegnato nel recupero e nella valorizzazione dei beni culturali ed ambientali presenti sul proprio territorio.

Questa giornate con delle guide sul territorio vogliono essere un’alternativa alle visite dei borghi più conosciuti dell’entroterra e condurre il turista alla scoperta delle frazioni che, seppur nuclei minori, mantengono comunque un’attrattiva dal punto di vista storico e culturale.

Pieve di Teco – Veduta

Pieve di Teco – Vedutafoto di Davide Papalini (CC BY 2.5,)

Partendo dalla suggestiva Valle del Maro, si potrà passeggiare tra i carruggi di Maro Castello, in passato feudo dei Conti di Ventimiglia, degli Angioini, dei Lascaris di Tenda, dei Savoia e dei Doria e San Lazzaro Reale, che nella Parrocchiale conserva un pregevole polittico attribuito ai Guido da Ranzo.

Oltrepassati i crinali del Colle San Bartolomeo si passerà quindi in Valle Arroscia, per conoscere le piccole frazioni di Pieve di Teco: Trovasta, con la Parrocchiale di N. S. del Rosario e la più antica chiesa quattrocentesca di S. Maria Assunta, e Nirasca.

Ubaga, posta sul versante più boscoso della valle e in passato fonte di ispirazione per un’antichissima usanza popolare, e infine Gavenola, con l’importante ed eccezionale tradizione degli abitini delle Milizie Celesti, saranno la degna conclusione di questa visita fuori dagli schemi, che sui percorsi meno ‘battuti’ dal turismo tradizionale si snoderà tra antiche chiese e vicoli con spazi dedicati all’immancabile gastronomia tipica.

Fortezze e città storiche

Sarzana, deliziosa cittadina della Liguria, sabato 24 e domenica 25 maggio ospita annualmente la manifestazione “Atri Fioriti“. La Fortezza di Sarzanello, che di questo paesaggio è un elemento conosciuto e apprezzato, aderisce all’iniziativa dopo esser già stata protagonista in passato di iniziative come le famose cene storiche con delitto.Fortezza di Sarzanello

La manifestazione nasce da un’idea della Marchesa Gropallo nel 1997 che ha trovato appoggio dal comune di Sarzana assieme al Fai, alle Dimore Storiche e al Garden Club di La Spezia.

Numerosi florovivaisti doneranno piante fiorite da sistemare lungo le vie del centro storico, mentre la sera gli stanzoni della fortezza offriranno “cene dai menù fioriti“. Gusto e palato per assaporare sugo ai garofani, frittelle salate con i petali, caprino alla lavanda e molte altre ricette.

Le 4 più belle località di mare

La Liguria sta emergendo come località di vacanza a tutto tondo, tra arte, natura e cultura, anche se il suo vero spirito d’accoglienza turistica risiede nelle splendide e attrezzatissime città di mare presenti sul territorio e meta privilegiata dei viaggiatori amanti della spiaggia sia italiani che stranieri.

Vediamo in questa guida quali sono le 4 località balneari con annesse spiagge della Liguria tra le più belle dell’intera penisola.

La fortezza dell'Annunziata a Ventimiglia 

La fortezza dell’Annunziata a Ventimiglia foto di Michel Roland-Guill from Contes (CC BY-SA 2.0,)

1. Ventimiglia.
Questa piccola città è nota anche con il soprannome di “Porta Occidentale d’Italia” a causa della sua ubicazione geografica che la posiziona all’estremità ovest della nostra Penisola, molto vicina alla Francia. Ventimiglia è comunque una graziosa e ridente località di mare, molto apprezzata anche dai nostri “cugini” francesi.
2. Santa Margherita Ligure.
La città sorge sulla costa della Riviera di Levante, a poca distanza dalla mondana Portofino. Proprio come quest’ultima, Santa Margherita Ligure gode di una larga fama grazie soprattutto al turismo VIP che ogni anno la affolla.

3. Rapallo.
Rapallo è la sesta città più popolosa della Liguria, ciononostante qui si respira un’atmosfera rilassata e gaudente, grazie anche all’apertura panoramica della cittadina sul mare cristallino del Golfo del Tigullio.

La Grotta di Byron a PortoVenere

La Grotta di Byron a PortoVenerefoto di Andrea (CC BY 2.0,)

4. Portovenere.
Il piccolo ma pittoresco borgo di Portovenere sorge sul limpido mare del Golfo di La Spezia. Oltre ad un litorale da cartolina, il borgo gode dell’affaccio su un piccolo arcipelago formato da tre isolotti,  la Palmaria,  il Tino e il Tinetto.

Le Cinque Terre

Un suggestivo itinerario ligure è quello che, partendo la La Spezia porta nelle famose Cinque Terre (Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza, Monterosso) e a Levanto, Bonassola, Framura, Deiva Marina.

Dalla città, percorrendo un tratto del Viale N. Fieschi si imbocca la Litoranea che conduce a Riomaggiore e Manarola. Le Cinque Terre famosissime per i vini e per lo suggestivo scenario che offrono, fino a tempi non troppo remoti, erano raggiungibili solo via mare, via ferrovia o attraverso i sentieri.

Sentieri che oggi sono segnalati dal C.A.I. e che costituiscono, per chi ha voglia di camminare, il modo più genuino e sano di vistare la zona, spingendosi da un borgo all’altro passando tra le verdi terrazze vignate, a picco sul mare. Alcuni sentieri collegano le Cinque Terre con l’entroterra (Val di Vara) e con La Spezia. Le altre località che si susseguono lungo la costa, dopo le Cinque Terre e prima di raggiungere la provincia di Genova, sono Levanto, Bonassola, Framura e Deiva Marina.

Le preparazioni gastronomiche rivierasche sono legate alla tradizione ligure: tipici soprattutto i piatti di mare. Ricordiamo: muscoli alla marinara e fritti, zuppa di muscoli, tartufi di mare, zuppa di pesce, scabecio (pesci marinati), trenette e minestrone al pesto, torte di riso dolci e salate, il tegame alla vernazzese (acciughe, patate, pomodori).

Nell’immediato entroterra della Riviera, la tavola offre carni, cinghiale e specialità contadine.

Vediamo nel dettaglio storia e cosa si può vedere in queste meravigliose terre.

Riomaggiore

La Marina a Riomaggiore

La Marina a Riomaggiorefoto di Luca Aless (CC BY-SA 4.0,)

Questo paese, la cui antica origine viene fatta risalire dalle tradizioni a Etruschi fuggiaschi o addirittura a profughi greci, prende i suo nome dal “rivus major”, uno dei canali che lo attraversa, oggi coperto.

Già parte della Marca Obertenga coe le zone limitrofe, fu successivamente sotto il dominio dei signori di Carpena del marchese Turcotti e quindi di Nicolò Fieschi, che lo lasciò in eredità al vescovo di Luni, Antonio Freschi, il quale lo cedette alla Repubblica di Genova nel 1343, sotto la quale restò sino al 1797, anno della sua caduta.

La prima costruzione del Castello e quella del Castellazzo di Cerricò (di cui restano dei ruderi), testimoniano che Riomaggiore fu probabilmente fudo dei Della Turca attorno al 1260, per passare poi sotto Nicolò Fieschi che, nel 1276, lo cedette a Genova.

Da vedere a Riomaggiore                                                   Parrocchiale di San Giovanni Battista (fondata nel 1340)
Oratorio dei disciplinati o Chiesa dell’Assunta (risale al XV secolo)
Castello (1260).                                                                                                                               Cappella di San Rocco e San Sebastiano (ubicata nelle immediate vicinanze del Castello, fu eretta a ricordo della pestilenza del 1480) Santuario di Nostra Signora di Montenero. Secondo la tradizione orale il santuario sorse per desiderio del popolo a seguito delle visioni di una giovane.

Riomaggiore è unito a Manarola, sua frazione, da una via pedonale panoramica ormai famosa nel mondo: la via dell’Amore che corre lungo la pendice di una punta rocciosa (e che oggi è purtroppo ancora impossibile da percorrere per una frana)

Manarola

Manarola (forse proviene da Mainaoa cioè marinarola, piccola marina). Già proprietà dei Marchesi di Carpena, fu dei fieschi, che vi eressero un castello del quale oggi rimane un basione sulla scogliera a picco sul mare e la cedettero a Genova nel 1276.

Scorcio della fermata ferroviaria di Manarola

Scorcio della fermata ferroviaria di Manarolafoto di Luca Aless (CC BY-SA 4.0,)

Da vedere a Manarola                                                                                                               Parrocchiale di San Lorenzo, edificata a partire dal 133, sorge nella parte più alta del borgo, su un ampio piazzale pavimentato ove si trovano anche una Torre antistante la parrocchiale (eretta probabilmente nel XIV secolo, è stata successivamente trasformata in campanile) e l’Oratorio dei Disciplinati (edificato nel XV secolo).

Chiesa di Volastra: Si trova a 440 metri sul livello del mare, lievemete distanziata dal borgo. Costruita con conci d’arenaria locale tra XI e il XII secolo è ad una sola navata. Molto interessante la facciata in stile Romanico con una bifora e alcune decorazioni. Alla fine della Litoranea, salndo a  Groppo e Volastra, si prosegue su una strada molto panoramica fino a Corniglia e Vernazza.

Corniglia

Dipendente amministrativamente da Vernazza è il borgo di mezzo delle Cinque Terre, il più piccolo e il più elevato (c.a. 1000 metri s,l.m.) Le sono attribuite origini pari a quelle di paesi vicini, con il dominio dei Conti di Lavagna, dei Carpena e di Nicolò Fieschi (dal 1254 al 1276) che la cedette, con Vernazza, ai Genovesi. Della relazione tra i Fieschi e Corniglia ne è tutt’ora prova la festa celebrata ogni anno in onore di Santa Caterina Fieschi Adorno, la quinta domenica dopo Pasqua.

L'oratorio dei Disciplinati a Corniglia

L’oratorio dei Disciplinati a Cornigliafoto di I, Sailko (CC BY-SA 3.0,)

Anticamente il borgo era munito di fortificazioni ripetutamente citate dagli annalisti genovesi, che comprendevano un castello distrutto dai pisani all’inizio del XIII  ricostitutio dai genovesi nel 1254. Il paese era in antico più esteso e comprendeva la chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena (si trovava dov’è attualmente il cimitero). L’erosione nei secoli del mare ha fatto franare questa parte del borgo.

Da vedere a Corniglia
Parrocchiale di San Pietro (1334), Chiesa di San Bernardino (XIX secolo) sui resti di un’antica cappella eretta, secondo la tradizione orale, dopo il passaggio nella zona di San Bernardino da Siena. All’ultima delle Cinque Terre, raggiungibile anche da Vernazza, si giunge più agevolmente da La Spezia-Riccò del Golfo-Pignone, passando per Soviore. Monterosso apre quindi i collegamenti stradali con la restante parte della Riviera. Da ricordare i caselli autostradali di Carrodano e Deiva Marina che servono la zona. La statale Aurelia può invece essere abbandonata nella zona del Bracco, per raggiungere Bonassola, Framura e Deiva.

Vernazza

La storia di questo borgo trova le prime testimonianze intorno all’anno 1000 quando sorse la “Vulnetia” ad opera della popolazione di Reggio rifugiatasi sulla costa per sfuggire alle invasioni barbariche. Territorio obertengo nei secoli XI e XII, ne furono poi Signori i Da Passano e, per un brevissimo tempo, i Fieschi, i quali, nel 1276, vendettero a Genova ogni diritto sugli uomini di Vernazza e Corniglia.

Il paese divenne così un arsenale per la costruzione e la riparazione delle imbarcazioni. Ancora oggi restano tracce delle fortificazioni apportate dai Genovesi: Il Castello e le mura di cinta.
Bel 1160 Vernazza partecipò con Genova nelle lotte navali contro Pisa. Nel 1209 fu colpita da una spedizione punitiva dei genovesi stanchi della guerra piratesca che gli abitanti del borgo continuavano da anni ad esercitare nei confronti delle navi in transito.

Da vedere a Vernazza                                                                                                                 Parrocchiale di Santa Margherita d’Antiochiam con una caratteristica torre campanaria a sezione ottagonale alta 40 metri. Nella piazza antistante la parrocchiale si trovano alcuni antichi palazzi. Il più caratteristico dei quali è quello su lato sud/ovest della piazza medesima, d’impianto medievale (XIII secolo), in peridorite locale color verde scuro.

Il convento dei Padri Minori Riformati di San Francesco (XVII secolo) include un torrione a sezione g, probabilmente retto in epoca precedente. Dal torrione si dipartono i resti delle antiche mura. Da tempo è stato trasformato in sede municipale.

Il Castello Belforte e torri resta un bastione sul mare con una torre cilindrica, recentemente restaurata. Un’altra torre cilindrica di avvistamento sorge all’inizio del sentiero che da Vernazza porta a Corniglia. Il santuario di Nostra Signora di reggio è preceduto da un piazza di considerevoli dimensioni, il santuario si trova a 310 metri s.l.m. e probabilmente risale al XI secolo.

Monterosso

Monterosso fu probabilmente fondato dai superstiti del leggendario borgo di Albareto che edificarono il Santuario Mariano di Soviore e poi si spinsero verso il mare, andandosi ad insediare, probabilmente nel XI secolo presso la foce del torrente Buranco. Il primo documento in cui il paese è nominato è quello in cui Guido degli Oberteghi fece alcune donazioni in loco Monte Russo nel 1056.
Monterosso, che forse segnò il limite ultimo dei possedimenti Obertenghi, fu poi sotto il dominio dei Lagnateo dei Da Passano e dei Genovesi, a partire dal 1276.

Oltre alla vite una voce di considerevole importanza per l’economia locale è sempre stata la pesca e la vendita del prodotto sia fresco che salato. A questo proposito, già nel 1619 si ha notizia a Monterosso di una tonnara, i cui diritti di pesca furono oggetto di lunghe contese con la Repubblica di Genova, sotto la quale il borgo era passato fin dal XIII secolo. Spiagge sabbiose si sviluppano lungo il paese, in particolare citiamo la spiaggia di Fegina, sopra la quale si erge il Gigante, spettacolare statua scolpita nella roccia.

La torre Aurora a Monterosso

La torre Aurora a Monterossofoto di Di Lee & Chantelle McArthur (CC BY 2.0)

Da vedere a Monterosso                               La parrocchiale San Giovanni Battista (1244). Il campanile in pietra verde locale era originariamente una torre di guardia isolata dal resto della costruzione.
La Chiesa di San Francesco e Convento dei Cappuccini (XVII secolo). L’oratorio della Mortis et Orationis. Santuario della Madonna di Soviore  è preceduto da un piazzale ombreggiato da lecci secolari e si trova sopra a Monterosso a 464 metri s.l.m. La sua fondazione si connette alla leggendaria distribuzione della chiesa di S. Maria di Albareto da parte dei Longobardi.
Del vecchio castrum obertengo medioevale restano solo i ruderi di alcuni tratti di muri utilizzati come cimitero. Nello stesso luogo sorgeva l’antica chiesa di San Cristoforo.
Da non perdere anche la Torre Aurora (XVI secolo), il Gigante (scultura del 1910 ad opera di A. Minerbi di Ferrara)e l’eremo della Maddalena. In posizione sopraelevata rispetto al Borgo comprende la chiesa di San Lorenzo in Terricio, più nota col nome di Santa Maria Maddalena e un chiostro molto interessante, con una serie di arcate in laterizio, entrambi d’epoca tardo medievale.

Itinerari liguri

Tra le Valli Impero e Arroscia

In particolare è la zona tra le Valli Impero e Arroscia che offre ai turisti la possibilità di ripercorrere strade e sentieri che nel Medioevo i mercanti, i pellegrini e le milizie utilizzavano per spostarsi fra valli e crinali sui territori dei Clavesana e dei Ventimiglia-Lascaris, dei Savoia e dei Genovesi.

L’itinerario proposto è assai affascinante e ricco di sorprese. Dopo una prima deviazione verso il borgo di Cesio, si può proseguire attraverso i magnifici panorami del Colle San Bartolomeo e di Passo Teglia, al confine tra le Valli Impero, Argentina e Arroscia, per scendere sino al territorio di Rezzo, con il centro storico e il Castello dei Clavesana. Nel pomeriggio, la visita può proseguire al Santuario della Madonna Bambina, gradita occasione per gli appassionati d’arte di godere di un importante ciclo di affreschi del Cinquecento, attribuito a Pietro Guido da Ranzo e oggetto di recente restauro.

Sulla via del ritorno una breve sosta a Lavina presso il “giardino di Silvia”, sede naturale di svariate specie di ortensie. Un’esperta erborista del luogo, anche attraverso la degustazione di tisane e gelatine fatte in casa, illustrerà le preziose proprietà curative delle erbe locali, patrimonio di cultura popolare che da secoli si tramanda di generazione in generazione in queste terre.

Escursioni e arrampicate: canyoning nelle Valli delle Alpi Liguri

Avventurarsi in scalate o provare l’ebrezza dell’arrampicata su una montagna è cosa che tutti oggi possono fare. In Liguria, a Mendatica e dintorni, nel cuore delle Alpi Liguri, esiste la possibilità di praticare queste attività a tutte le età.

Calarsi con le corde, tuffarsi nelle pozze di acqua limpida, lasciarsi andare negli scivoli naturali scavati nella roccia… Questo è il canyoning!
mendatica-escursioni1I percorsi proposti sono adatti sia per principianti che per persone esperte e sono proposti e organizzati dalla Comunità Montana dell’Olivo e dell’Alta Valle Arroscia. E

cco alcuni esempi.

Località: Ponti di Pornassio –   Rio Santa Lucia
Santa Lucia Base: durata complessiva h. 2.00; difficoltà media (brevi calate con la corda, divertenti scivoli adatti anche ai bambini).
Santa Lucia Integrale: durata complessiva h. 4.00 -4.30; difficoltà medio alta (lunghe calate con la corda, salti e scivoli).

E per i principianti o per i meno esperti ci sono poi le lezioni di gruppo per l’apprendimento della tecnica del movimento e delle manovre di sicurezza di base.

E poi ancora le vie ferrate, che sono percorsi attrezzati in parete con pioli in ferro e funi metalliche, per facilitare la progressione, ma non solo: ponti tibetani, attraversate sui cavi sospesi, tirolesi. Un parco divertimenti contribuisce a soddisfare la voglia di avventura.

Sempre la Comunità Montana dell’Olivo e Alta Valle Arroscia  organizza inoltre giornate di Freeride in mountain bike alla scoperta di nuovi ed emozionanti sentieri di discesa, con l’ausilio di fuoristrada e carrello attrezzato al trasporto bici per le risalite. 1 percorsi si sviluppano in Alta Val Tanaro ed Alta Valle Arroscia.

Per ulteriori informazioni su questi ed altri servizi  si può consultare il sito www.mendatica.com

Insomma, la Liguria si conferma una delle regioni con più offerta turistica, sia per l’ospitalità, sia per la gastronomia, ormai divenuta un fiore all’occhiello dell’intera zona.