Palio del Baradello di Como

Palio del Baradello di Como
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Palio del Baradello di Como (foto David Abercrombie CC BY-SA 2.0)

Che cos’è il Palio del Baradello? Un tuffo di fine estate nell’affascinante Medioevo.

Tra i principali eventi della città di Como il Palio del Baradello occupa il primo posto in ordine di importanza. Una grande manifestazione, supportata ogni anno da un enorme impegno economico, che riporta l’intera città indietro nel tempo. Non un giorno, non due…ma ben tre settimane ricche di spettacoli e piccoli eventi che, concatenandosi tra loro, permetto di riscoprire tutto il fascino medievale della bella città che sul Lario si affaccia.

Una manifestazione che rappresenta il principale ingranaggio della macchina degli eventi e delle manifestazioni locali, frutto di impegno e di una ineguagliabile volontà di far riscoprire (e mai perdere) gli antichi valori di una realtà urbana oggi molto sviluppata.

Che cos’è? Una contesa medievale tra borghi e comuni, intesa come festa e come importante momento di cultura per unire tutti e tutto. Quando? La grande manifestazione si svolge solitamente a fine agosto, chiudendo in bellezza e in grande stile l’estate comasca.

La tradizione del Palio de Baradello

Una città, anzi un intero territorio che ritorna al XII secolo. La straordinaria rievocazione storica del Palio del Baradello permette di affrontare un lungo viaggio tornando indietro nel tempo, con precisione al 1159. Una data che ogni abitante di Como e dei borghi limitrofi conosce bene: in quell’anno la città chiese aiuto a Federico di Svevia, il Barbarossa, per liberarsi dall’oppressione milanese. Ci fu una grande e importante alleanza, confermata e festeggiata con tornei e giochi di vario genere. Oggi, così come nel XII secolo, questa grande alleanza torna a rivivere (da più di 30 anni il Palio del Baradello occupa il gradino più alto del podio degli eventi comaschi più importanti), grazie proprio all’impegno di un numero sempre crescente di volontari, che prendono parte ai tornei, per poi ridere e scherzare seduti alle grandi tavole dei banchetti in stile medievale.

Perché Palio del Baradello? Simbolo della manifestazione è proprio il Castello del Baradello, costruito subito dopo l’alleanza con il Barbarossa, al fine di controllare il territorio attorno alla città e difenderla da attacchi nemici.

Un po’ di storia: torniamo indietro nel tempo

Federico di Svevia sbarcò a Como nel marzo del 1159, subito dopo aver ricevuto la richiesta di aiuto da parte del Vescovo Ardizzone. Tutto avvenne in segreto, ma i cittadini si resero subito conto che in città era giunto qualche personaggio molto importante. Un imperatore? Nessuno poteva rispondere con certezza a tale domanda, ma tutti erano convinti che qualcosa di importante stava per accadere.

Il Barbarossa, scortato da pochi uomini, proprio per non destare sospetti, cominciò a girare lungo le sponde del Lario, per studiare la giusta strategia di difesa. Per un piano vincente occorreva conoscere a fondo il territorio, distinguendo i borghi amici da quelli ancora fedeli alla città di Milano. Ogni singolo punto, ogni rocca e tutte le piccole difese portuali furono esaminate dal grande stratega. Il piano di difesa pian piano prendeva vita nei pensieri del Barbarossa. Tutto era ormai pronto!

Le gare del Palio del Baradello: entriamo nel vivo della manifestazione

Una competizione davvero suggestiva e molto sentita, tra i borghi cittadini e tra i comuni limitrofi. Tutti si sfidano per conquistare il Pallium, che altro non è che un drappo realizzato e decorato a mano da abili artisti locali.

Le gare sono spettacolari e a renderle ancor più suggestive è il lungo corteo storico che rievoca la visita a Como dell’alleato Federico di Svevia, accompagnato dalla moglie Beatrice di Borgogna. Lunghi abiti, tamburi, macchine da guerra e un entusiasmo incontrollabile annunciano i vincitori delle principali gare del Palio del Baradello.

I partecipanti si sfidano per dimostrare il loro coraggio, la forza e la lealtà, con il principale scopo di portare alla vittoria il borgo di appartenenza. Insomma, a sfidarsi sono veri e proprio cavalieri moderni. Vincere una gara significa conquistare punti, utilizzati per il conteggio finale, per consegnare il pallium al vincitore.

Le gare ufficiali, pilastri del Palio del Baradello, sono:

  • La Cariolana: i partecipanti si sfidano correndo su carriole in legno e dello stesso peso. Ogni equipaggio è composto da due persone e, mentre prima si svolgeva una vera e propria gara a staffetta (con consegna della carriola come testimone), nelle recenti edizioni il tutto si è trasformato in normale gara ad eliminazione.
  • Gara Remiera delle Lucie: una delle gare più belle del palio. Le Lucie sono imbarcazioni a due remi, che spesso venivano utilizzate per le feste religiose. Anche in questo caso l’equipaggio è formato da due persone che, in posizione eretta, devono remare a più non posso per tagliare per primi il traguardo che si trova nel primo bacino del lago. Una gara con percorso variabile, ma con lunghezza mai al di sotto del chilometro e mai superiore a due chilometri. Per assistere allo spettacolare arrivo delle Lucie basta raggiugere la darsena antistante Villa Saporiti.
  • “Ul tur de la corda”: il tiro alla fune era molto popolare nel periodo medievale, poiché gara molto gradita dai signori del tempo. Due squadre, ognuna composta da 5 atleti, si sfidano in quella che è considerata una rappresentazione figurativa della lotta tra il bene e il male.
  • Corsa delle Lavandere: per molti anni non è stata inserita nel programma del Palio del Baradello, ma nuovamente presente nelle recenti manifestazioni. È una gara per sole donne (“madonne”), che riprende gli aspetti del lavoro e della quotidiana vita delle lavandaie del medioevo.

Affiancano le gare ufficiali altre competizioni di carattere rionale, organizzate dai singoli borghi, ma che non permettono di ottenere punteggio per la conquista del drappo.

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Palio del Baradello: tiro alla fune (foto David Abercrombie CC BY-SA 2.0)

Chi si sfida nel Palio del Baradello?

Nella prima edizione della medievale gara comasca si sfidarono solo 4 borghi. Oggi la manifestazione abbraccia l’intero territorio, arrivando a coinvolgere tutti i limitrofi Comuni. Che dite, facciamo un veloce tour per conoscere queste piccole realtà del Lago di Como?

Ecco i borghi che prendono parte al Palio del Baradello:

  • Camerlata: una zona che in passato era poco abitata, ma che era punto fondamentale di passaggio per Cantù, Varese e Milano. Proprio per questo motivo furono create diverse fortificazioni (purtroppo quasi completamente scomparse) e un Castello per controllare al meglio tutto il territorio circostante. Simbolo del borgo è una casa merlata e i colori dominanti dello stemma sono il verde e il rosso.
  • Camnago Volta: il nome del borgo, abitato si dell’epoca protostorica, deriva da Camn e Ago (signore e dimora), termini di origine celtica. Una zona agricola lontana dalle principali vie di comunicazione e per questo sprovvista di torri e varie fortificazioni. Camnago si compone di diversi agglomerati: Camnago Centro, Camnago Superiore, Campora, Ravanera, Roncaccio, Ca’ Rotta, Paradiso e Navedano. Il più importante è Camnago Centro, cuore pulsante del Borgo e dove si trova la Chiesa dedicata a Santa Cecilia, restaurata tra il XVI e il XVII secolo. Una folgore d’oro su uno sfondo viola e un simbolo della famiglia Volta occupano lo spazio dello stemma.
  • Casnade con Bernate: le due frazioni, Comune unitario solo dal 1937, occupano la collina a sud di Como. Una borgata ricca di storia, di cui la torre di difesa al centro del nucleo più antico di Casnade ne è testimonianza. Forti erano i legami con la città di Como, che portarono Casnade e Bernate ad essere in prima fila nel corso della guerra contro Milano. Ancora oggi esiste una contrada, “della Torre”, dove si trova una costruzione a pianta circolare, un tempo alto punto di segnalazione tra il Castello di Vertemate e il Baradello.
  • Cernobbio: oggi un vero e proprio gioiellino tra il Lago di Como e le Prealpi lariane. Consigliamo vivamente di fare un giro in questa splendida realtà urbana, dove a regnare è l’ordine e il silenzio. Visitare Cernobbio equivale a fare un tuffo in una suggestiva atmosfera gotica, tra colori e scorci paesaggistici davvero incantevoli. Qui è possibile rinascere: basta una passeggiata dalla riva alla medievale Piazza Castello per rilassarsi osservando edifici dal fascino immortale.
  • Cortesella: sorge alle spalle di Piazza Volta e un tempo cuore commerciale della città di Como. Un angolo poco conosciuto, ma che permette di aggirarsi tra edifici che, seppur ricostruiti, hanno conservato un’elegante anima medievale.
  • Quarcino: un tempo borgo rurale che nel 1947 divenne famoso in tutto il mondo grazie ai trenini. Avete letto bene! L’ingegner Alessandro Rossi, proprio in quegli anni, aprì una fabbrica di trenini (gli ormai celebri trenini Rivarossi), la prima in Italia specializzata nella realizzazione di treni da collezione e non semplici giocattoli. Gli appassionati di modellismo non possono non recarsi a Quarcino.
  • Rebbio: paese autonomo fino al 1937, quando fu incorporato nel Comune di Como. Nella parte sud del borgo è stata scoperta una grande area archeologica (comprendente anche la necropoli del Comun Oppidum), dove sono state trovate tantissime tombe a pozzetto. L’area più antica è quella che sorge lungo l’asse di collegamento tra Como e Milano/Varese.
  • Sant’Agostino: in passato porto molto importante per la commercializzazione dei prodotti agricoli, dove confluivano tutte le produzioni delle località principali del Lario. Del medievale borgo è rimasto ben poco, anche se è d’obbligo menzionare importanti costruzioni come l’Ospizio di Sant’Agostino e il lazzaretto di San Clemente.
  • San Martino: di origine romana, un tempo sede di numerosi laboratori artigianali specializzati nella produzione di prodotti tessili. Laboratori che potevano contare sulla grande utilità offerta dal vicino corso d’acqua. In questo borgo sorgeva il Castel Nuovo, eretto dai Milanesi per controllare Como, ma dello stesso non è rimasta alcuna traccia.
  • Tavernola: anticamente qui era presente un punto di ristoro molto conosciuto, il quale sorgeva proprio sulla strada principale che costeggiava il lago. Una zona non chissà quanto sviluppata dal punto di vista commerciale, ma importante per la sua posizione.

Il grande corteo storico annuncia la fine Palio del Baradello

Giochi e tornei avvincenti e divertenti. Una città che ritorna a vivere importanti momenti storici di un glorioso passato. Un intero territorio che ritrova la sua identità in una manifestazione straordinaria che unisce ogni singolo borgo comasco. Ecco, tutto questo è il Palio del Baradello.

Un evento a dir poco straordinario, che termina con il grande corteo storico che si snoda tra le strade principali della città. Raffiguranti, persone comuni che abitano a Como o nelle vicine località e turisti danno vita ad un lungo serpente di emozioni e colori. Al termine del grande corteo si procede alla consegna del drappo artistico, cioè il più volte nominato Pallium, che decreta il borgo vincitore del Palio del Baradello.

Non dimenticate di prendete parte al banchetto medievale!

Per maggiori informazioni e orari https://www.paliodelbaradello.it/

Dettagli Mariano Cheli

..."sentirsi liberi attraverso le parole"... Studente in giurisprudenza amante della scrittura. Adoro giocare con le parole e amo informarmi e scrivere in merito a svariati argomenti. Inoltre, amo il mio Paese e giorno dopo giorno cerco di conoscerlo sempre più a fondo e, attraverso la scrittura e il web, presentarlo a quante più persone possibili, sotto molteplici sfaccettature.