Il G8, l’Abruzzo e il santuario di San Gabriele dell’Addolorata



santuario-san-gabrieleInizia oggi il G8 a L’Aquila e tutto l’Abruzzo è in fermento per questo grande evento internazionale che terrà gli occhi di tutti puntati su questa terra, antica e storica. Non sarà facile ovviamente nascondere al mondo i danni causati dal terribile terremoto dello scorso 6 aprile, ma il popolo d’Abruzzo sa come riprendersi. E’ un popolo di fede, testimoniata dalla presenza di centinaia di luoghi di culto sparsi in tutta la regione. In particolare famoso nel mondo è il santuario dedicato a San Gabriele dell’Addolorata.
Infatti sulle pendici teramane del Gran Sasso d’Italia, nel comune di Isola, sorge il Santuario dedicato al popolarissimo Santo dei giovani.
Quando san Francesco, nel 1215 venne in Abruzzo, a Isola trovò solamente un tempietto dedicato all’Annunziata; dopo la sua visita, nelle vicinanze fu iniziata la costruzione di una chiesa e di un convento. La chiesa fu in seguito dedicata all’ Immacolata concezione. Bisogna attendere fino al 1920 per vederla ingrandita, arricchita di una cupola e della facciata monumentale. I lavori di ampliamento e abbellimento furono effettuati, perché doveva essere collocata al suo interno una cappella dedicata a san Gabriele. Alla fine, però, a lui fu intitolata tutta la Basilica, successivamente arricchita di ricordi del Santo e molteplici opere d’arte.
Durante i lavori del Concilio Vaticano II, in considerazione dell’aumentato afflusso di pellegrini e fedeli, provenienti non solo dall’Abruzzo ma da tutta Europa, furono iniziati i lavori per la costruzione del nuovo Santuario: una costruzione maestosa, moderna, realizzata in cemento e lucido acciaio, che protende le sue quattro braccia verso i punti cardinali e può accogliere al suo interno fino a 12 mila fedeli. Fu inaugurato nel 1985 da Giovanni Paolo II, che commentò: «Sono lieto di aprire ai fedeli questo suggestivo Santuario di San Gabriele dell’Addolorata, ai piedi del Gran Sasso d’Italia, che con la sua ardita impennata invita non solo a compiere escursioni turistiche, ma ancor più ascensioni spirituali».
Francesco Possenti, questo era il nome di san Gabriele all’anagrafe, fu un giovane singolare per inclinazioni e per passioni. Morì giovane, ma nonostante ciò riuscì a lasciare una traccia indelebile di sè sulle pagine della storia della fede cristiana.
Nacque ad Assisi il 1° di marzo del 1838. Rimasto orfano della madre alla tenera età di quattro anni, si trasferì con la famiglia a Spoleto, ove seguì gli studi brillantemente fino a diciotto anni. A questa età decise di farsi religioso, ed entrò quale novizio nel convento dei Passionistì di Morrovalle, in territorio di Macerata. Durante la sua gioventù fu uno dei capi popolo riconosciuti fra i giovani del suo tempo: brillante e spigliato, sempre curato nella persona ed elegante, ma soprattutto disponibile.
Entrato in convento con piena convinzione, assunse il nome di Gabriele dell’Addolorata. La sua scelta fu radicale fin dall’inizio poiché in essa aveva trovato la via della felicità. Scrìsse ai familiari: «La mia vita è una continua gioia… non cambierei un quarto d’ora di questa vita». Ammalato dì tubercolosi, trascorse gli ultimi anni della sua vita nel convento di Isola del Gran Sasso e morì nel 1862, all’età di ventiquattro anni.
La sua fama si propagò dopo che, esumate le sue spoglie mortali nel 1892, accaddero molti strepitosi prodigi. Un gran numero di persone ottenne grazie, oggi provate da migliaia di ex voto appesi sulle pareti della Basilica, che non riesce più a ospitarli. Fu dichiarato Beato nel 1908 da Papa Pio X e successivamente proclamato Santo da Benedetto XV nel 1920.