Festa della Madonna di Costantinopoli



Il 2 giugno, martedì successivo alla Pentecoste, Barile, paese di etnia albanese di lingua arberesche celebra nell’ambito dei festeggiamenti della Madonna di Costantinopoli. Durante la Pentecoste, infatti, prende il via la fiaccolata serale diretta al Santuario a lei dedicato, poco fuori dal paese. I due giorni seguenti, poi, si svolge la festa vera e propria in onore della Protettrice del Paese con il rito antico extraliturgico del passaggio della spina (shkuar nga drizët).

L’esperienza a Barile si può completare visitando il piccolo centro adagiato sulla cresta di due rilievi collinari del massiccio del Vulture. La forma urbana è quella tipica dei centri minori della Lucania interna, caratterizzati da un nugolo di case arroccate su un’altura, dall’architettura semplice e povera. Le sue origini sono antiche: citato già nel 1330 – come casale di Atella, dipendente dalla Chiesa Vescovile di Rapolla –, venne successivamente abitato, nel XV secolo, da una colonia di albanesi provenienti da Scutari, città assediata dagli ottomani. Gli albanesi si insediarono nella parte più alta della collina, ancora oggi detta degli Scuterani, e nella adiacente valle.


Tra il ‘500 e la fine del ‘600 altre tre colonie greco-albanesi accrebbero Barile: la città, bilingue, venne divisa in nove contrade in cui convivevano, non sempre tranquillamente riti e tradizioni latine e greche. Alla fine del Seicento il Vescovo di Melfi abolì il rito greco in molti comuni della zona – per porre fine alle superstizioni e agli abusi che dividevano le popolazioni – ma l’antico retaggio delle origini greco – albanesi sopravvive ancora oggi in alcune tradizioni folkloristiche e nel permanere nel dialetto locale di termini di origine albanese. Da visitare la chiesa Madre, fondate dai greco-albanesi e più volte ricostruita e la Fontana dello Steccato nella piazza principale.