Carovigno, il Castello e la ‘nzegna

castello

Alfredo Dentice di Frasso e Elisabetta Schlieppenbach (contessa austriaca) sono i nomi degli ultimi nobili che dimorarono nel Castello del borgo di Carovigno, una dimora di pregio architettonico non molto pubblicizzata a livello turistico ma che vale la pena di visitare.
Il castello nasce prima com etorre di difesa normanna (1100 d.C.), mentre nel 1400 alla torre quadrata normanna fu aggiunta la torre circolare sotto il duca di Taranto Raimondo del Balzo Orsini. Nel 1500 al castello venne aggiunto, sotto i Loffreda, una torre a mandorla con lo spigolo rivolto verso il mare, progetto del famoso architetto senese Giorgio Martini. Il Castello è una struttura di ben 2202 mq attorniati da vasti giardini privati e affiancata da una chiesetta del 1600 (Sant’Anna).

Di pregio oltre alla torre a mandorla, le tecniche di pavimentazione, dove il marmo colorato e cemento creano figure indelebili (stemmi, decorazioni alla veneziana o alla firorentina), andando a rimepire delle incisioni interne del pavimento.
Internamente al castello è allestito il museo delle tradizioni , dove è riproposta la vita ottocentesca dalla cucina alla camera da letto, con l’aggiunta di arnesi da lavoro dei campi e altro.

Vi invito a fare un bel giro in questo castello dalle 100 stanze (ma visitarle tutte sarebbe un’impresa) che si snodano lungo i corridoi dei tre piani, vi invito ad ascolatre la storia d’amore fra i due conti (siamo nei primi del’900) e le curiosità sulla contessa (potessa, amante dei cavalli, donna di carità, fece allestire una scuola tessile per le fanciulli povere all’intreno del castello).
Questo è il periodo giusto per visitarlo e fare un gioro nella cittadina; sono in corso infatti le gare fra sbandieratori per la festa della ‘nzegna.
Forse non tutti sanno che Carovigno ha tra le più antiche tradizioni di sbandietratori in Italia.
La Nzegna è una preghiera rivolta alla Madonna da due sbandieratori ,si svolge il Lunedì e Martedì di Pasqua nel paese , e il sabato seguente si tine al santuario di Belvedere, meta di culto a 3 Km dal centro abitato. La Nzegna consiste nel lanciare in aria un bastone con un drappo multicolore.